ANDY MURRAY

Il contributo di Andy Murray alla crescita delle promesse britanniche

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Per la prima volta, il due volte campione di Wimbledon Andy Murray ha parlato della sua nuova avventura nell’ambito della gestione dello sport. Ricordiamo che il fuoriclasse scozzese dovrebbe fare il suo ritorno alle competizioni all’inizio del 2018, con tutte le incognite relative alla sua condizione dopo una lunga pausa dovuta all’infortunio all’anca.

Nel corso di un’intervista esclusiva rilasciata a BBC Sport, il 30enne di Dunblane ha spiegato i dettagli del suo piano per il reclutamento e la guida delle giovani prospettive del suo Paese, continuando allo stesso tempo a competere ai massimi livelli, oltre a rivelare come utilizzerà la propria esperienza al fine di insegnare agli atleti emergenti ad affrontare la pressione.

Murray ha in infatti iniziato a giocare a tennis alla tenera età di appena tre anni. Dopo due anni ha già iniziato a gareggiare facendo quindi conoscere il suo potenziale, anche se lo stesso Andy ha ammesso che ci sono aspetti del suo sviluppo che avrebbe voluto cambiare.

“Ho firmato per la prima volta con una società di management quando avevo 12 o 13 anni, che per me è assolutamente ridicolo. Ero davvero troppo giovane. Non hai alcun bisogno di tutta quella pressione. Stai cercando di avvicinarti al professionismo e sicuramente i miei genitori non esperti nel fare i conti con quelle situazioni.

Potresti metterti nei guai firmando contratti a lungo termine che magari non corrispondo al tuo migliore interesse. Sono cose che possono capitare se non hai intorno a te le persone giuste. Io voglio lavorare al meglio”.

L’ex numero uno del mondo ha deciso di avviare la propria società di management in seguito al primo trionfo conseguito a Wimbledon nell’estate del 2013.

Nel corso della mia carriera agonistica, e quando ero junior, ho lavorato con tre o quattro società diverse e ho trovato un buon numero di persone a cui piaceva e di cui mi fidavo – ha confidato Murray – e così ho deciso di intraprendere questo progetto”.

Il campione britannico ha quindi istituito la 77 Sports Management, una propaggine del gruppo che si occupa anche di lui. Il suo obiettivo è quello di fornire alle giovani stelle del panorama nazionale l’accesso a gran parte dei benefici di cui Murray stesso è titolare: personale, scienza applicata allo sport, alimentazione, apparecchiature, opportunità commerciali e molto altro ancora.

“Se c’è qualcosa che i ragazzi, o la loro famiglia, o chiunque altro voglia chiedermi, sono a disposizione di tutti” – ha chiosato il tre volte vincitore Slam. “Non voglio imporre le mie opinioni o idee a nessuno, ma penso che sia una delle cose più belle avere un atleta all’interno della società.

Spesso le persone che se ne occupano non hanno giocato a questo sport, quindi spero che questo dettaglio sia una piccola cosa in più che posso aggiungere”.