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Il caro amico muro

Max Grancini - 19-02-2019 - Letture: 56963
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Il caro amico muro

Un amico che non ti tradisce mai

 

Un metodo antico di allenamento che ha visto per anni impegnati campioni e giocatori di ogni categoria.

Oggi quasi abbandonato, merita di essere rivalutato.

Ricerche effettuate in tutto il mondo rivelano che circa il 90% dei campioni di tennis hanno effettuato il loro periodo di formazione tecnica esercitandosi spesso con il muro. 



Negli anni sessanta e settanta i muri di allenamento si trovavano un po’ ovunque; non esisteva infatti circolo, seppur piccolo, che non possedesse un muro con cui potersi esercitare da soli.

Oggi la maggior parte dei muri sono stati smantellati in favore di campi da minitennis, parchi giochi, campi da beach volley e là dove esistono ancora sono in completo degrado e abbandonati da tutti; i tennisti di oggi non sono più disposti a passare mezz’ora al muro e nel caso in cui non abbiano un compagno o un maestro con cui giocare preferiscono starsene al bar oppure andare in palestra.



Il motivo di questo abbandono del muro può essere imputato a diverse ragioni: 


1) è troppo noioso; oggi la gente vuole essere intrattenuta.


2) Costringe il giocatore a colpire troppo forte.


3) è troppo rumoroso.


4) Non è affatto divertente.



Credo che per rivalutare il muro sia tuttavia importante mettere in evidenza le grandi potenzialità che questo mezzo di allenamento continua a mantenere.

Infatti i muri sviluppano diverse abilità tecniche come i colpi fondamentali e speciali e alcune qualità fisico-motorie come la risposta visiva, il gioco di gambe, la coordinazione occhio-mano, e la capacità di reazione.


Il giocatore che si allena con il muro può colpire più palle in 15 minuti di lavoro che durante un match di tre set..

Il detto “se vuoi migliorare il tuo tennis, gioca con qualcuno migliore di te” trova un’ottima applicazione con il muro.

Giocando al muro infatti si colpiscono il doppio di palline ad una velocità doppia rispetto a quella normale di gioco.

Questo stimola fortemente il sistema nervoso, migliorando i tempi di anticipazione e di reazione del giocatore.

Quando ritornerete sul campo da tennis dopo 15 minuti di esercizi al muro, noterete che la palla vi sembrerà più lenta e il tempo a vostra disposizione per colpire risulterà maggiore.


Il muro dunque rimane uno degli strumenti più efficaci per migliorare i propri colpi.

Dove trovate infatti un compagno di gioco che abbia voglia di lavorare su quello che voi desiderate, quando volete voi e quanto volete voi ?

Inoltre il muro non sbaglia mai ed è possibile simulare dei veri e propri palleggi e scambi, allenando tutti i colpi del tennis.


Il muro può essere utilizzato da giocatori di ogni livello e di ogni stile di gioco: il principiante può lavorare sul controllo della palla, il giocatore intermedio può lavorare sullo sviluppo di nuovi colpi, e il giocatore esperto può lavorare sul perfezionamento dei colpi speciali.

Sia il giocatore regolarista da fondocampo, che quello di pressione, sia il giocatore di rete che quello a tutto campo possono esercitare il proprio stile di gioco allenandosi al muro.

Vediamo ora insieme alcuni esercizi che potete effettuare al muro: possono essere svolti sia da principianti che da giocatori più esperti e tutto ciò che occorre è una palla, una racchetta e ovviamente un muro.

In questo modo potrete migliorare i vostri colpi e anche gareggiare con esso.

Niente male per un vecchio muro. Buon divertimento!

 

1. UNA QUESTIONE DI CONTROLLO.

Se non avete mai usato un muro, occorre un po’ di tempo e di pratica per abituarsi ad esso.

Per iniziare, state circa a 2 o 3 metri di distanza dal muro e cominciate a colpire la palla di diritto senza fare troppa apertura; cercate di colpire bene la palla al punto di impatto davanti al corpo e senza troppa forza.

Dopo aver colpito un paio di diritti, cambiate impugnatura e fate lo stesso sul rovescio. Poi alternate un diritto e un rovescio.

Una volta sicuri di poter tenere la palla in gioco senza sbagliare, allontanatevi di circa 13 passi dal muro (circa la distanza dalla rete alla linea di fondocampo).

Ora siete pronti per cominciare a giocare a tutto campo.

 

2. COLPI DI RIMBALZO.

Iniziate con alcuni colpi di diritto.

Cercate bene la palla con i piedi per raggiungere la giusta posizione.

Girate le spalle, colpite la palla e completate il finale del colpo.

Dopo che la palla ha colpito il muro, lasciatela rimbalzare 2 volte prima di colpirla di nuovo.

In questo modo non sarete presi dalla fretta e potrete così completare il finale del colpo.

Ricordate inoltre che colpendo la palla in topspin, il rimbalzo successivo sarà più lungo; al contrario colpendo la palla con uno slice (backspin), essa rimbalzerà più corta.

Ogni volta che la palla va in “rete” (la linea bianca che attraversa di solito il muro) fermate la palla e iniziate un nuovo palleggio.

Ora colpite una serie di rovesci rispettando le stesse regole.

 

3. VOLÈE.

Avvicinatevi al muro a circa una distanza di 2 metri da esso.

Tenete la racchetta davanti a voi e cominciate a giocare delle volèe contro il muro.

All’inizio tenete la palla alta, in modo da avere il tempo per reagire facilmente alla palla.

Con la pratica è possibile mirare un po’ più in basso.

Dopo aver allenato prima la volèe di diritto e poi quella di rovescio, cominciate ad alternare i due colpi.

Ora spostatevi un po’ più in dietro, fate rimbalzare la palla e cominciate ad eseguire alcune demi-volèe.

Colpite la palla piano e con tocco; così facendo la palla rimbalzerà proprio davanti a voi.

Dopo aver giocato diverse demi-volèe, muovetevi in avanti e cercate di chiudere il palleggio con una volèe aggressiva.

 

4. SMASH.

Per allenare questo colpo al muro è necessario colpire la palla verso il terreno e vicino al muro così da descrivere una traiettoria uscente a pallonetto.

Ricordate che più forte colpirete e più alta sarà la parabola uscente dal muro.

Quando vedete che la palla tocca il muro, preparatevi per lo smash.

Non dimenticatevi di girarvi di fianco, utilizzando dei saltelli laterali o dei passi incrociati per allinearvi bene sotto la palla

 

5. SERVIZIO.

Disegnate 3 cerchi del diametro circa di 30 cm, ad un’altezza di circa 25/30 cm. sopra la rete.

Se non si può scrivere sul vostro muro, potete attaccare 3 piatti di carta con del nastro adesivo.

I cerchi devono essere sistemati: uno in corrispondenza della linea centrale del campo, uno al centro della metà campo e uno verso l’esterno del campo.

Essi rappresentano il bersaglio ottimale rispettivamente per un servizio al centro, al corpo dell’avversario e ad uscire.

Esercitatevi a colpire i tre diversi bersagli sia da destra che da sinistra.

Dopo aver migliorato la precisione del vostro servizio, passate dunque ad esercitare il servizio topspin e slice.

 

6. PARTITA FINALE.

Dopo aver allenato tutti i colpi fondamentali, sviluppate ora una sequenza utile per giocare alcuni punti.

Prima di tutto servite. Se la palla non va in rete il punto può continuare.

Fate rimbalzare la palla 2 volte dopo che essa ha toccato il muro e giocate un diritto.

Ancora fate rimbalzare la palla 2 volte e poi giocate un rovescio. Il colpo successivo eseguitelo (diritto o rovescio) solo dopo 1 rimbalzo, come un colpo di approccio.

Andate a rete e giocate una volèe di diritto e poi una volèe di rovescio.

Ora colpite la palla successiva verso il terreno in modo da simulare un pallonetto che vi scavalchi.

Correte indietro e giocate un colpo di recupero.

Giocate di nuovo la palla successiva verso il terreno così da ricreare un altro pallonetto e chiudete il punto eseguendo uno smash vincente. 15-0!

Quando commettete un errore durante questa sequenza perdete il punto.

E per finire... godetevi questo video del nostro Quinzi che si allena al muro in Argentina 

 


Massimiliano Grancini

Maestro Federale di tennis, giocatore di serie B dal 1988 al 2003.

È stato n° 500 del ranking ATP di doppio nel 1990.

Lavora attualmente presso il Tennis Club Lombardo di Milano dove occupa il posto di responsabile del settore agonistico.

 


 

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