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Darsi degli obiettivi


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Inizia una nuova stagione:  perché è fondamentale darsi degli obiettivi

 

È settembre, e per definizione a settembre (o comunque dopo l’estate) si ricomincia.

Si ricomincia ad allenarsi, in qualche caso a giocare, e magari a fare progetti.

Ecco, questo è il momento giusto per darsi degli obiettivi.

Gli obiettivi rappresentano un aspetto fra i più importanti del mental training, e in generale uno di quelli fondamentali dell’attività sportiva come di ogni altra attività svolta con continuità nella nostra vita.

Rimanendo tuttavia allo sport, e in particolare al tennis, ho constatato che invece gli obiettivi spesso non vengono trattati con la dovuta importanza da chi non ha a disposizione un buon coach.

In molti casi questi vengono mal formulati, in altri addirittura ignorati.

Partiamo dal fondo.

Ignorando gli obiettivi ci esponiamo a due enormi problemi.

Il primo è che non possiamo organizzare il proprio lavoro.

Se non sappiamo dove vogliamo arrivare, non possiamo quantificare (quale sarà il carico complessivo?) né qualificare (quanta attenzione dedicare alla tecnica/tattica/atletica?

Quali aspetti specifici vanno curati?) il lavoro da fare.

Inoltre sarà difficile scadenzare il proprio allenamento (entro quando raggiungere quanto previsto?).

Si tratta di aspetti decisivi dell’allenamento che possono essere tarati proprio sulla base del “seme-obiettivo”.

Il secondo problema è che non formulando degli obiettivi apriamo la porta, consciamente o inconsciamente, alle scuse, ovvero a uno dei più potenti nemici della prestazione di un atleta.

Se non ci diamo un obiettivo, quando arriveranno le prime difficoltà saremo più facilmente portati a giustificare risultati che dentro di noi sentiamo non essere soddisfacenti, oppure a procrastinare i tempi per la riuscita di ciò che volevamo ottenere, magari fino a quando rimanderemo tutto alla prossima stagione.

Questo processo è di norma inconscio, dettato cioè dalla mancata consapevolezza dell’importanza di avere dei buoni obiettivi, ma talvolta può essere conscio.

In quest’ultimo caso il giocatore si rende conto che darsi un obiettivo chiaro e puntuale costituirebbe una sfida, prima di tutti con se stesso, che vorrebbe dire in sostanza mettersi in gioco, e così preferisce evitare la possibilità di non raggiungere i propri obiettivi non fissandoli in partenza.

Però a volte capita che pur fissando degli obiettivi, questi risultino alla fine di nessuna utilità se non addirittura controproducenti.

Infatti se gli obiettivi non vengono formulati con attenzione, secondo precisi parametri, non porteranno i frutti sperati.

Due i principali ostacoli in questo caso.

In primo luogo si rischia di avere a che fare con obiettivi troppo facilmente raggiungibili (e quindi non probanti), oppure irraggiungibili (con conseguente perdita di autostima).

Ad esempio darsi degli obiettivi di classifica troppo alti può avere dei contraccolpi negativi a medio-lungo termine sulla fiducia del giocatore.

In secondo luogo si potrebbe non riuscire a valutare a dovere il raggiungimento dei propri obiettivi.

Se ad esempio hai fissato come obiettivo quello (generico) di migliorare il tuo servizio senza definire il suo livello attuale o i dettagli specifici su cui incidere, può darsi che ti risulterà difficile, al termine del periodo di tempo prefissato, capire davvero se quel colpo è migliorato oppure no.

In conclusione, dunque, fissate i vostri obiettivi e fatelo bene, così saprete dove sta andando la vostra barca e il vostro lavoro sarà davvero efficace.

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Florio Panaiotti

Sport Coach iscritto al Registro Nazionale Coach Professionisti e istruttore di tennis FIT e UISP, oltre a collaborare con atleti e scuole tennis scrive di sport su blog, riviste e testate online.

I suoi siti sono www.fairsport.it, sul mental training e la cultura sportiva, e www.floriopanaiotti.it, di profilo più giornalistico/narrativo, che hanno anche una loro pagina Facebook.