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Le 5 strategie di palleggio (parte 2)


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Nella prima parte dell'articolo abbiamo visto i primi modi di palleggiare durante un match per non essere solo quello "che butta di là la pallina" e come hai potuto immaginare, queste sono sicuramente le strategie più semplici da applicare.

Al crescere dell'abilità tecnica, però occorre anche cominciare a padroneggiare delle modalità di scambio con l'avversario più complesse che ti possano permettere non solo di tenere la palla in gioco, ma anche di "far lavorare la palla per te "  e mettere il più possibile in condizione l'avversario di commettere degli errori (che per un profano possono sembrare gratuiti, ma che in realtà devono essere definiti come errori forzati, cioè errori che il tuo avversario commette molto più per merito tuo che per sua poca vena tennistica).

Il palleggio di movimento

Questo è sicuramente il tipo di strategia di base su cui ho basato la mia (scarsa) carriera tennistica, ma che devo ammettere mi ha dato moltissime soddisfazioni e soprattutto mi ha risparmiato moltissima fatica negli spostamenti veloci, visto che geneticamente sono veloce come un.... paracarro (e non per mia scarsa attitudine all'allenamento... è che sono nato lento di piedi).

Il concetto di base (che cerco sempre di inculcare a tutti i miei allievi che spesso tirano grandi mazzate centrali in cui l'avversario non fa un passo e si limita a controbattere la palla) è quello che

"se il mio avversario è nel punto A ed io riesco molto spesso ad indirizzare la palla nel punto B, che è lontano da lui... sia che il mio avversario si chiami Sig. Rossi o Roger Federer sarà sempre costretto a percorrere quella distanza per cercare di prendere la palla"

(naturalmente... Federer corre un pò meglio!).

Questo, si badi bene, è indipendente dalla velocità del colpo perchè, se il tuo avversario è a 5 metri da dove hai piazzato la palla, egli dovrà in ogni caso percorrere 5 metri di corsa con maggiori probabilità di arrivare con scarso equilibrio e quindi commettere degli errori forzati: per questo la prima cosa da imparare in questo tipo di strategia è saper controllare il piazzamento della palla senza commettere errori e solo in seguito aumentare la potenza dei colpi.

Una vecchia pubblicità affermava giustamente:

LA POTENZA E' NULLA SENZA CONTROLLO

 

  

Doppio click: un esempio animato di palleggio di movimento

Questo è sicuramente la strategia che mi ha meglio accompagnato nella mia vita tennistica e che sono convinto mi abbia fatto fare molti dei risultati che ho ottenuto (per carità .. non ho vinto degli Slam, ma se mi guardo indietro ... per uno che ha iniziato a giocare a 11 anni a tennis e come tennis club ha avuto .... il muro... devo dire di potermi ritenere soddisfatto, soprattutto alla luce dei miei evidenti limiti di mobilità in campo).

Come giustamente ho letto nella Biografia "Open" di Agassi:

il tennis è una questione di gradi di aggressività

devi essere sufficientemente aggressivo per controllare lo scambio ed impedire al tuo avversario di dominarti

ma non così aggressivo da commettere troppi errori gratuiti

 

Il palleggio "variato"

E qui siamo veramente al top della capacità tecnica.

Devo ammettere di non essere mai riuscito a percorrere questa strada col mio gioco basato sul ritmo... ma so per "dolorosa esperienza diretta" che chi possiede questa magica capacità fa letteralmente vedere i sorci verdi agli altri.

Il palleggio variato non consiste solo nel giocare lontano dall'avversario, ma piuttosto nel cambiare spesso la caratteristica della palla che si fornisce creando così moltissima incertezza in chi risponde e facendo letteralmente saltare molto spesso il ritmo esecutivo del malcapitato.

Mi ricordo che c'era un giocatore torinese B1 che era famoso per avere questo strano gioco in cui ti forniva palle lentissime e poi all'improvviso accellerava un colpo (senza sbagliare): quando l'ho incontrato mi sono reso conto del perchè era B1 sebbene da fuori poteva sembrare un giocatore come tanti altri senza particolari colpi eclatanti.

Il fatto è che se riesci a cambiare velocità improvvisamente, dopo aver abituato il tuo avversario ad un ritmo più basso, il giocatore spesso partirà in ritardo e questo pregiudicherà tutto il suo timing: infatti io  sono tornato a casa con un bel 62 62 ... senza capirci niente e senza soprattutto aver capito se avessi giocato bene o male!

E questo naturalmente non vale solo per il cambio di velocità ma anche di altezza: abituare un avversario ad uno scambio a palle più alte e poi improvvisamente accellerare con una palla più tesa porta a ottimi risultati, se si è in grado di farlo.

Giocatori italiani capaci di questo possono essere Francesca Schiavone che fornisce sempre palle ad altezza diversa e con spin diversi per poi attaccare improvvisamente, e nel passato quel "pazzerello" di Paolino Canè.

Nel tennis professionistico moderno è sicuramente più difficile usare questa tattica sopraffina, visti i ritmi altissimi di gioco e dove giocare lento, se il colpo risulta più corto, vuole decisamente dire suicidarsi, forse Federer con la sua tecnica superiore alcune volte riesce a sfruttare questa strategia, per gli altri è molto più difficile.

Paradossalmente potrebbe essere una tattica da usare a livelli più bassi dove la velocità di palla è inferiore e se uno ha una sufficiente sicurezza tecnica potrebbe tentare questa "ardua via"....