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Il concetto di mira nel tennis


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Nel precedente articolo abbiamo dato importanza alla sequenza magica che consente ad un tennista di risolvere i problemi che di volta in volta gli si presentano.

Naturalmente una cosa è la teoria e una cosa è la pratica.

Ma avendo ben chiari i principi diventa più semplice districarsi nell'infinito e bellissimo viaggio che ci separa dai nostri limiti.

Uno dei principi fondamentali del gioco è la capacità di indirizzare la palla nel punto preciso in cui vogliamo, alla velocità che vogliamo, con la rotazione che vogliamo.

Questo principio presuppone che vengano scelti sia il punto, sia la velocità sia la rotazione che imprimiamo alla pallina.

Vi invito immediatamente a provare con un esercizio sul campo.

Sistemate un bersaglio piuttosto piccolo (in mancanza d'altro può andar bene anche una palla) in un punto del campo e provate a palleggiare con un compagno.

Nella mia esperienza ho constatato con grande sorpresa (almeno le prime volte) che la vera difficoltà non è tanto colpire il bersaglio quanto avere in mente, a priori, il concetto di mira in un punto preciso.

Zona o bersaglio?

In effetti quasi tutti pensano di tirare in una zona.

In questi casi, le risposte classiche alla domanda precisa "Dove avevi mirato?" sono "Lungolinea o incrociato o in quella zona".

In poche parole, spesso ci si accontenta, non ritenendo possibile indirizzare la palla proprio in un punto.

Ma l'esperienza sul campo mi dice che avrete molte più possibilità di tirare nella zona voluta se mirate un punto ben preciso.

In effetti, il concetto di mira è una cosa che tutti i giocatori dovrebbero condividere.

La variabile è data dalla precisione, dalla velocità e dalla rotazione che ognuno di noi possiede.

L'importanza del concetto di mira diventa evidente quando comprendiamo che, in alcune situazioni, pur mirando non riusciamo proprio ad avvicinarci al bersaglio alla velocità o con la rotazione che vorremmo.

Infatti, se in allenamento non riesco ad indirizzare i miei colpi nel punto del campo desiderato, in partita diventa quasi impossibile.

Il risultato è che in partita rinuncerò, facendo scelte che mi danno più sicurezza ma allo stesso tempo limiteranno il mio valore perché mi impediranno di migliorare.

Allenarsi ... con la testa !

Praticando l'esercizio consigliato, potremo invece renderci conto delle nostre lacune tecniche ma anche di quelle mentali, relative cioè alla nostra capacità di rimanere concentrati, alla nostra tenuta di fronte agli errori, alla nostra abilità nel correggerci.

Se poi segnaliamo una zona intorno al bersaglio e stabiliamo un punteggio positivo se la palla entra nella zona e uno negativo se non vi entra, riusciremo anche a rendere l'esercizio divertente con un po' di agonismo.