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ATP TENNIS

ATP ROMA - Scacco matto al Re Nadal, Thiem si vendica e va in semifinale

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by Giorgio Perri

Inizi a vivere, a sognare, a credere. Quando sfiori l’abisso, quando ti ritrovi con le spalle al muro, quando il lento intercalare dei minuti blocca il sangue nelle vene. Ed è la storia di Dominic Thiem. Relegato sulla Next-Gen Arena contro Sam Querrey, costretto ad annullare tre match point per darsi un’altra chance, eroe e profeta a meno di 24 ore di distanza sul Campo Centrale.

Contro il Re della Terra e dopo due sconfitte in finale – a Barcellona e Madrid – contro ogni aspettativa e con il peso delle responsabilità addosso. L’austriaco gioca un match ai limiti della perfezione, rivendica il passato, sigilla con un 6-4 6-3 uno dei successi più dolci in carriera e si regala la semifinale nella casa dei Gladiatori.

Si ferma a 17 il filotto di successi consecutivi di Nadal. Un Nadal, sì, stanco, ma poco concreto, falloso, nervoso, teso. L’ultima tappa di avvicinamento prima del Roland Garros non lascia sensazioni del tutto positive e nella stessa maniera non è un disastro: la strada verso la gloria è ancora lunga.

E Thiem c’è. L’orgoglio del campione ferito, la fame del giovane eroe. Esplode sotto il cielo di Roma il terzo atto del romanzo, l’epico racconto di uno scontro tra titani. Thiem sa come fare male a Nadal, conosce i punti deboli dell’avversario, ha studiato nei minimi dettagli le sconfitte in finale.

Ed è con orgoglio e coraggio che i colpi potenti e precisi dell’austriaco penetrano nella difesa del Re. Una partenza sprint, un colpo di coda, una botta di passione. Thiem entra in campo con il piglio del campione.

Trova profondità, concretezza, solidità. L’austriaco acciuffa il primo break della partita in apertura, gioca due turni di battuta straordinari, vola sul 3-1 e completa il capolavoro nel quinto game.

Nadal, malgrado l’80% di prime in campo, fatica maledettamente con i colpi in uscita dal servizio e non si salva. Non del tutto. Risale – dallo 0-40 – fino al 30-40, ma nel turning point perde immediatamente campo e finisce con l’affossare un dritto difensivo.

Il 5-1 si consuma in pochi minuti. La reazione di Rafa, e la risalita verso la riconquista della montagna, inizia dalle piccole cose. Il maiorchino accorcia nel punteggio, si fa pericoloso nei turni di risposta, ha bisogno di quattro palle break per strappare la battuta all’avversario, ma centrato il punto entra in partita.

Thiem ha sul 5-4 una seconda possibilità per incassare la prima frazione e – complice qualche aiuto dall’altra parte della rete – riesce in una prima piccola impresa. La straordinaria capacità di accelerare.

Thiem ha la straordinaria capacità di togliersi fuori dai guai. E in egual misura ha gli occhi della tigre. Non si disunisce, non risente della figura di Nadal, mantiene i nervi saldi e tira. Tira tutto.

Con il rovescio dipinge. Nella parte centrale del set, quando tutto il Centrale aspetta l’inevitabile crollo del ragazzino e la presa di potere del veterano, si rompe qualcosa. E’ Nadal a rincorrere, a soffrire, ad arrancare.

Il maiorchino annulla due pericolosissime palle break nel quinto gioco, ma nel settimo non può nulla. Anche se dallo 0-30 risale fino al 40-30. Thiem gioca tre vincenti clamorosi e si prende il break. Un ultimo ostacolo, un ultimo grande passo.

L'austriaco annulla tre palle break nel game imemdiatamente successivo e poi cavalca l'onda, sballotta un avverasrio intontito da una parta all'altra del campo e si prende il successo. Il successo della tranquillità.

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