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Lea Pericoli compie 80 anni e si racconta: ´Da tennista sono stata un ´coniglio coraggioso´ ´

Luigi Gatto - 22-03-2015 - Letture: 2300

L´ex tennista degli anni ´70 rivela di aver vinto i tornei più importanti col cancro


Tanti auguri, Lea Pericoli! L'ex tennista italiana si racconta in un'intervista a La Gazzetta dello Sport in occasione dei suoi 80 anni che festeggia oggi. "Com'ero forte!", sussurra. "Ora forse sono più serena, probabilmente ho trovato l'equilibrio, anche se mi dimentico le cose. La memoria è la cosa che mi tradisce di più, faccio casino, scrivo in continuazione dei bigliettini e poi li perdo per casa". E' anche buona Lea Pericoli? "Non lo so, spero di non aver mai fatto del male a nessuno, almeno c'ho provato. Da 40 anni cerco di fare del bene per i bambini malati di cancro, con l'aiuto di belle persone come Diego Della Valle. Per il mio compleanno infatti chiedo solo offerte per loro in busta chiusa".

La gente la ricorda come "quella dei pallonetti". "Come tennista italiana sono stata davvero "un coniglio coraggioso", come scrissero. Non avevo coraggio di andare all'assalto, ma poi battevo angosce e paure, sennò non avrei vinto 27 titoli italiani. Io il Gardini delle donne? Che magnifico complimento! Diciamo che Adriano (Panatta) vinceva a rete le sue ansie, io coi pallonetti". 

"Mi considero davvero una donna fortunata perchè ho avuto veramente tanto, a cominciare dal tennis, il mio amore più grande. Infatti, dal 1975, quando ho vinto singolare, doppio e doppio misto, con Adriano (Panatta), ai campionati italiani, non ho più preso la racchetta in mano.  Quando qualcosa finisce, finisce e basta! Mi sono dimenticata pure di aver giocato a tennis. Seppur le emozioni che provavo sono state intense e immediate come quello sport fantastico". Cosa la contraddistingue? "La resistenza, che è fisico, ma riceve la spinta dalla volontà, dalla mente, sei forte dentro". E rivela: "Nei tornei più importanti ho vinto da malata di cancro. Il male mi ha colpito all'utero e al seno, nel 1973 e poi due anni fa, quando neppure l'ho raccontato perchè non dicessero:  “Ma questa qui quanto rompe le scatole coi tumori?”.

"Veronesi mi chiese di pubblicizzare la mia situazione in un periodo in cui non si parlava di queste cose, e sono diventata testimonial della Ricerca sul Cancro e della Lega Italiana per la lotta contro i Tumori. Poi ho conosciuto una fantastica persona, il professor Marco Alloisio, con cui sono amica".

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