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WIMBLEDON

WIMBLEDON 2017 - IL PAGELLONE

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by Redazione

Roger Federer voto 10 e lode, con bacio Vince per inerzia il torneo che chiude ogni tipo di discussione su chi sia il miglior giocatore di tutti i tempi. Quest'anno evidentemente può tutto, compresa gufata della domenica di mezzo con cui in un sol colpo maledice con classe Nadal, Djokovic e Murray. Il suo tennis raggiunge picchi di inarrivabile bellezza e non sembra destinato ad esaurirsi. Prescelto

Marin Cilic voto 9 Tenero il pianto finale di un ragazzo spesso e volentieri bistrattato in passato, ma capace nell'ultimo anno di rivalutare la propria figura di campione agli occhi della massa indisciplinata: non è il peggior giocatore di sempre ad aver vinto uno Slam, ora è ufficiale. Non avrebbe vinto lo stesso questo Wimbledon, ma senza infortunio avrebbe dato filo da torcere a Federer. Sottovalutato

Sam Querrey voto 8 Come lo scorso anno sbatte fuori il numero 1, issandosi fino a una semifinale che al tennis statunitense nel maschile mancava da 8 anni. Cede alla distanza dopo aver vinto 3 match di fila al quinto set, non senza lottare. L'anno prossimo nessuno vorrà ritrovarselo di fronte dalle parti di Church Road. Buttafuori

Tomas Berdych voto 7,5 Non lo nascondo, la sua pagella era pronta e avrebbe acidamente recitato: "Copiaincolla di un anno fa: Fa semifinale e non se ne accorge nessuno". Invece il povero ceco tira fuori dal NULLA, è bene evidenziarlo, una grande prestazione anche in semifinale contro Federer, scoprendo l'inesplorato mondo delle variazioni: dimostra di meritare appieno il traguardo e di non essere ancora bollito. RiComparsa

Novak Djokovic voto 6 Vive una buona prima settimana, concentrato e costante come non lo si vedeva da tempo. Poi il gomito rovina tutto, facendo crollare il castello di speranze costruito a fatica nell'ultimo mese. Forse è ora di riposare, anche per rispetto del nuovo staff. Logoro

Andy Murray voto 6 Messo alle corde da un problema all'anca vive una telenovela, provando a reagire da numero 1. Ci riesce fino al terzo set con Querrey, prima dell'inevitabile parola fine. Manterrà il numero 1 per un altro po', per lasciarlo in mani più salde entro fine anno. Drama Queen

Gilles Muller voto 8 Vince il match più bello del torneo, battendo Rafa fra lo stupore generale. E se avesse chiuso prima, magari in finale sarebbe potuto arrivare lui. A 34 anni sta vivendo la stagione migliore della sua carriera, a conferma del fatto che la barriera dei 30 anni nel tennis stia ormai a significare preludio a nuova e miglior vita sportiva. Molleggiato

Rafael Nadal voto 5,5 Dopo le disumane prestazioni dei primi 3 match in molti lo davano per favorito. A leggere le dichiarazioni dopo la sconfitta con Muller, quest'anno ci credeva eccome anche lui. Invece sbaglia partita col lussemburghese, svegliandosi tardi dalla botta del prepartita e rimanendo invischiato nella pazzesca lotta del quinto set. Stordito

Stan Wawrinka voto 2 Il suo abortito Wimbledon 2017 probabilmente rappresenta la prova che non riuscirà mai a completare il Career Grande Slam. Allergico

A.Zverev e la Next Gen voto 5 Partono fortissimo, col capoclasse Zverev mattatore nei primi turni, le vittorie di Donaldson e il bell'exploit di Medvedev. Poi cadono uno dopo l'altro, dimostrando di essere ancora ben lontani dagli sfavillanti trentenni 30 enni della Old Gen. Flop

Tomic e Kyrgios voto 0 Incommentabili.

Garbine Muguruza voto 10 Quella che fino a due settimane fa poteva tranquillamente essere considerata la sua stagione peggiore cambia drasticamente volto col secondo titolo Slam in carriera, probabilmente il più bello. La cattiveria agonistica ritrovata le dona la solidità smarrita degli ultimi mesi: concentratissima nei punti chiave, impeccabile al servizio e in risposta. Bentornata

Venus Williams voto 9 Supplente della sorella, fa valere il suo carisma centrando la seconda finale Slam dell'anno nonostante l'età e il dramma vissuto alla vigilia. Scoppia dopo due setpoint contro Muguruza, segno che l'età, nel suo caso, si fa sentire. Encomiabile

Johanna Konta voto 7,5 Gli inglesi quasi si dimenticano di Murray, affidando tutte le proprie nazionalistiche speranze alla tennista naturalizzata britannica. A ragione, perchè a un certo punto del torneo sembrava esser diventata lei la favorita del femminile. Dopo l'emozionante vittoria su Halep però si scioglie, sprecando una ghiotta occasione. Australiana

Magdalena Rybarikova voto 8 Classico exploit da Slam femminile degli ultimi anni, dettato quasi esclusivamente dal caso. In semifinale poteva arrivarci chiunque, questa volta è capitato a lei, brava ad approfittare del regalo di Pliskova e a battere avversarie ostiche come Martic e Vandeweghe. Impronosticabile

Karolina Pliskova voto 4 Il trono Wta, seppur guadagnato dal divano di casa, è un giusto riconoscimento per la nuova numero 1 del mondo, per indubbie qualità tecniche e per quanto fatto vedere quest'anno. Deve ora dimostrare di meritarlo, evitando passaggi a vuoto come quello che le costa il torneo appena al secondo turno. Graziata

Simona Halep voto 6 Il destino le concede una seconda chance dopo la batosta del Roland Garros. Vince e convince fino ai quarti, dove va avanti di un set contro Konta, prima che la pressione la divori ancora una volta. Il numero 2 è simbolo della sua perenne difficoltà a superare l'ultimo scalino. Labile

Angelique Kerber voto 5,5 Finalmente perde il numero 1. Non ce ne voglia la tedesca, peraltro autrice di uno dei suoi migliori tornei stagionali, ma per quanto fatto vedere in questo 2017 al momento le sta larga anche la terza piazza nel ranking. Giustiziata

Jelena Ostapenko voto 6,5 Non è la sua superficie ideale, lo si nota fin dall'inizio. Eppure, forte del nuovo status da campionessa ottenuto a Parigi, giunge fino ai quarti, dove per un pizzico manca l'ennesima rimonta. Realtà

Gli italiani voto 6,5 I protagonisti della spedizione azzurra sono senza dubbio Fabio Fognini e Camila Giorgi. Come spesso accade però, le loro onorevolissime sconfitte lasciano l'amaro in bocca per quello che sarebbe potuto accadere, tabellone alla mano.  Soddisfazioni anche dai qualificati Travaglia e Bolelli: il primo ha ora la consapevolezza di avere un talento da top 100, il secondo di averne a iosa per rientrarvi. Lorenzi, Seppi e Schiavone fanno il possibile, è Roberta Vinci l'unica vera delusione. Bravi

Il torneo voto 7 E' paradossale che ci si lamenti perchè non piove, dopo aver speso fior di milioni nella doverosa costruzione dei tetti sui campi principali. Se si è messo mano al problema pioggia, con la tegola conclusiva sul campo 1 prevista nel 2019, sarebbe bello poter provvedere in futuro al problema siccità, approfittando della middle sunday per rizollare i due campi principali, quest'anno ridotti in fanghiglia. Le emozioni e il bel livello di gioco complessivamente espresso superano le difficoltà di una superficie di gioco martoriata: dopo due Slam stagionali tanto ricchi di significato, Wimbledon non poteva tradire. Speciale

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