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WIMBLEDON

WIMBLEDON - Psicodramma Federer: Raonic lo beffa e vola in finale

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by Federico Mariani

[6] M.Raonic b. [3] R.Federer 6-3 6-7(3) 4-6 7-5 6-3 Vince Raonic, ma soprattutto perde Federer. Il canadese bacia la prima finale Slam della carriera, ma soprattutto Roger brucia forse l’ultima consistente chance di griffare ancora l’albo d’oro di un Major.

È una battaglia di nervi per quattro set, prima del preventivabile naufragio svizzero nella frazione decisiva. A decidere sono particolari, dettagli, inezie, soprattutto doppi falli. Con un doppio fallo Federer regala il break che vale il primo set, con un doppio fallo Raonic fa girare in favore dell’elvetico il tie-break del secondo, con un altro doppio fallo il canadese si inguaia nel game del break del terzo set, con due psicodrammatici doppi falli Federer dà il la alla vittoria del quarto set di Raonic.

Qui termina, di fatto, la semifinale del campione di Basilea: troppo ardui fisicamente due quinti set in tre giorni, troppo dura sostenere il contraccolpo mentale di un set più volte accarezzato e poi clamorosamente perso. È una sconfitta che, tuttavia, trova difficile spiegazione logica.

Il conforto dei numeri viene scombussolato dalla componente umorale, basti pensare che per i primi quattro set Federer ha commesso la miseria di 5 errori col dritto, spalmati suo malgrado malissimo: due nel game del break del primo set, altrettanti nell’ultimo gioco del quarto set.

Ha commesso altresì 4 doppi falli: uno nella palla break del primo set, altri due nel catastrofico ultimo gioco del quarto set dove conduceva 40-0.
Nella sostanza Raonic trova la prima finale Slam alla terza occasione, mentre per Federer si tratta della prima sconfitta della carriera in semifinale a Wimbledon dopo 10 successi.

Il primo set sfila via molto velocemente, appena 33 minuti. È Raonic a intascarselo quasi senza colpo ferire. Federer commette in tutto il set quattro errori gratuiti che, per sua sfortuna, condensa tutti consecutivamente in un game – il quarto – dove sostanzialmente si autobreakka mandando all’aria il 30-0 di vantaggio.

L’elvetico commette due errori evitabili col dritto, uno col back di rovescio e, dulcis in fundo, un delittuoso doppio fallo sulla prima palla break. Milos ringrazia, incassa il break e lo difende fino al 6-3 che gli consente di comandare la partita.

Curioso considerare che all’undicesima semifinale ai Championships questo 6-3 è appena il secondo perso da Federer, l’altro lo perse contro Djokovic nel 2012. Nella seconda frazione prosegue la sovranità dei servizi, rotta quasi casualmente a metà del primo set.

Raonic abbassa la quantità di prime in campo, ma lo score non ne risente granché, anzi. Il vortice di emozioni si palesa su un gremitissimo Centre Court nel decimo gioco con Raonic al servizio sul 4-5 per restare nel set.

In un amen si accende un set fin qui soporifero: il canadese scivola 0-40 offrendo tutte insieme le prime palle break della sua partita, equivalenti ovviamente a setpoint. Col servizio, ma anche con coraggio e personalità, il canadese risale la corrente.

Sulla parità Federer piazza il lungolinea vincente col rovescio che equivale al setpoint numero quattro. Raonic manca la prima, ma una seconda solidissima gli permette di orchestrare lo scambio a piacimento spezzando la difesa svizzera.

Milos si salva e il tie-break diventa quindi inevitabile. È una battaglia psicologica, una lotta di nervi serrata in cui è Federer quello che rischia la pelle. Nei primi sei punti si vedono pochissime prime, ma chi risponde non sa approfittarne colpevolmente.

Il settimo punto è banalmente il crocevia del set perché il canadese commette un doppio fallo pesante, rischiando dal suo punto di vista giustamente col colpo migliore. Roger accetta il regalo, ritrova la prima e allunga sul 6-3 sfruttando la vecchia e tanto cara combo servizio-dritto.

Ormai spacciato, il canadese tenta un approccio col rovescio lungolinea che non prende il campo: dopo un’ora e venti Federer chiude per 7-3 il tie-break che gli consente di pareggiare il computo dei set. Il primo strattone del terzo set si registra nel quarto game quando Raonic costringe Federer ai vantaggi (prima volta nel match) e sul 40-40 lo grazia spedendo sul nastro un passante di dritto per lui comodo.

La scossa vera arriva, tuttavia, nel fatidico settimo gioco: il canadese si mette in difficoltà col settimo doppio fallo che lo fa scivolare 15-30. La difficoltà diventa baratro quando Federer aggancia col dritto un passante stretto che diventa imprendibile e gli consegna due palle break.

Sulla prima Roger non ammortizza la bomba del canadese, mentre sulla seconda riesce a far partire lo scambio e il rovescio scentrato soffoca Raonic nel primo break della sua partita. Forte del vantaggio, Federer è perfetto: chiude a zero i suoi due turni di battuta e poco dopo lo scoccare della seconda ora di gioco, mette la testa avanti inchiodando sul 6-4 lo score del terzo set.

Il quarto set pare uscire dalla penna di Hitchcok: Federer sfiora il break più volte, un break che è nell’aria. Le percentuali del canadese con la seconda di servizio scivolano sotto il 40%.

Il sette volte campione non trasforma il 15-40 nel quinto game dove però grandi sono i meriti di Raonic. Sul 4-4 Roger ha un’altra chance, vanificata dalla prima di servizio di Milos. Nell’undicesimo game ancora in ambasce Raonic che con la forza della disperazione artiglia miracolosamente una volée bassa di dritto che lo salva dallo 0-40 e lo tiene in vita.

Si arriva, dunque, all’ultimo game con Federer avanti 40-0 e la tavola apparecchiata per il tie-break. Qua si materializza l’imponderabile: risposta vincente di Raonic e soprattutto un duplice doppio fallo di clamorosa gravità.

L’errore di dritto dell’elvetico (appena il quarto in tutto il match) consegna il setpoint a Raonic. Federer ritrova la prima e la parità. La risposta vincente di Milos lo porta di nuovo a setpoint e stavolta è la volée a togliere dai guai Federer.

Dopo aver mancato la quarta palla per il tie-break, Roger regala un altro setpoint. Lo svizzero scende nuovamente a rete ma lascia sguarnito il lungolinea, Raonic lo punisce e incassa così un rocambolesco set che forza la partita al quinto, l'anticamera della sconfitta. Roger non può reggere emotivamente e fisicamente due quinti set così intensi e dispendiosi nel giro di tre giorni.

Il break preventivabile arriva nel quarto game quando è ancora un doppio fallo a condannare Federer dopo che questi aveva nuovamente avuto la palla per vincere il game. Il break si materializza col punto più bello della partita in cui i due duettano in modo ravvicinato con Federer a rete costretto a gettare la spugna nell’ultimo passante del canadese.

Forte del break di vantaggio, Raonic diventa inarrestabile e tutto il resto diventa contorno, attesa fino al momento finale che arriva puntuale dopo tre ore e venticinque minuti sigillati dal 6-3 finale.
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