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WIMBLEDON - Sam Querrey completa il capolavoro: Novak Djokovic ko, addio Grande Slam

Valerio Carriero - 02-07-2016 - Letture: 1858

Per la prima volta dal Roland Garros del 2009, il serbo saluta uno Slam prima della seconda settimana: impresa di Sam Querrey, per la prima volta vittorioso contro un numero 1 al mondo


SAM QUERREY B. NOVAK DJOKOVIC 7-6(6) 6-1 3-6 7-6(5)

Prima o poi sarebbe dovuto succedere, ma di certo la caduta è una di quelle che fa rumore. Novak Djokovic in un colpo solo abdica a Wimbledon dopo i due titoli consecutivi tra 2014 e 2015, ferma la striscia di vittorie negli Slam a quota 30 mancando l’aggancio alle 31 di Laver (secondo posto nella storia) ma soprattutto vede sfumare il sogno del Grande Slam. Il merito è tutto di Sam Querrey, un’impresa di quelle che lasciano il segno nella storia del torneo: Djokovic non perdeva al terzo turno in un Major dal Roland Garros del 2009, 7 anni nei quali il serbo è maturato e diventato una macchina “quasi” perfetta. “Quasi” perché oggi ci ha messo del suo: non è da lui lasciarsi sfuggire la chance di servire per il quarto set e quindi allungare al quinto, non è da lui dilapidare per due volte un minibreak di vantaggio nel tie-break e tremare sul più bello. Sprazzi di umanità per un tennista apparso alieno e imbattibile negli ultimi 4 Slam, messi a nudo da un grandissimo Querrey. Perché l’americano non ha dovuto batterlo solo una volta, ma due dopo la sospensione di ieri sera, quando era ampiamente in controllo in vantaggio di due set e con un Nole nervoso.

E invece, ha dovuto quasi ripartire da zero. Inevitabilmente, l’impatto sul match di Djokovic è decisamente diverso a quello di ieri. Complice anche un Querrey troppo “paziente”, imbrigliato a fondo campo dalla maggior qualità di palleggio del numero 1 al mondo. Nole resta concentrato dopo due palle break cancellate con altrettanti ace (31 in totale), alla terza risponde e passa con un bel cross di dritto su una volèe di rovescio dell’americano tremebonda. È la boccata d’ossigeno di cui aveva un disperato bisogno, un segnale forte per insinuare qualche dubbio nella mente di Querrey. E infatti il set si mette in discesa con un secondo break che permette a Djokovic di volare sul 4-0, prima di una nuova interruzione per pioggia, utilissima per permettere al numero 41 al mondo di riordinare le idee. Il Sam che torna sul Campo 1 dopo un’ora abbondante di stop ritrova lo spirito combattivo, d’orgoglio la reazione che gli consente di rendere meno severo il punteggio accorciando dal 5-0 al 5-3. Nole chiude il set senza particolari problemi conscio di dover elevare ulteriormente il proprio livello.

Perché lo statunitense sembra ballare tra l’Inferno e il Paradiso, restando nel Purgatorio per una quarantina di minuti. Sono undici le palle break cancellate da Querrey prima di perdere il servizio sul 4-4, con una serie di ace che avrebbero potuto mandare al manicomio chiunque ma non il numero 1 al mondo che, alla dodicesima, sfrutta finalmente una seconda e mette i piedi in campo. 5-4 e servizio a disposizione, altro sospiro di sollievo per Djokovic che comunque aveva traballato non poco in un paio di turni con un totale di 5 palle break cancellate. Il peggio sembra ormai alle spalle, probabilmente sarebbe bastato chiudere i conti con la battuta a disposizione per iniziare un quinto set con tutta l’inerzia dalla propria parte… E invece no, prima 0-30, poi 15-40 e un goffo errore a rete con la stop volley di dritto che non esce dal piatto corde: 5-5, tutto da rifare, Querrey sale con il proprio servizio e si issa sul 6-5. Nole rivive gli spettri di ieri, spalle al muro arriva nuovamente la pioggia a salvarlo, almeno per il momento. Ma il serbo è tutt’altro che tranquillo, fa cenno a Becker di raggiungerlo negli spogliatoi per organizzare le idee e infatti alla ripresa – dopo una mezz’oretta abbondante – il serbo pare più lucido. Dodicesimo game autoritario, 2-0 nel tiebreak con un parziale di 6 punti a 0. Tuttavia, ancora una volta, la zampata del campione non arriva: in due occasione perde il minibreak di vantaggio, si porta comunque sul 4-3 con un ace ma assiste quasi inerme al controsorpasso di Querrey sul 5-4. La situazione si fa sempre più disperata quando si irrigidisce e manda lungo il rovescio da fondo regalando due match point. Se il primo lo annulla con un ace, sul secondo viene tradito da un dritto che si allarga fatalmente in corridoio: la sorpresa è servita, Querrey rilancia la propria carriera battendo per la prima volta un numero 1 al mondo ma la sua è una vittoria dal peso specifico incredibile per tutto il circuito. Senza il cannibale Djokovic in corsa, per la prima volta dal Roland Garros dello scorso anno ci sarà un nome nuovo diverso dal serbo nell’albo d’oro di uno Slam. Federer e Murray – inevitabilmente – favoriti su tutti, ma in questo pazzo e imprevedibile Wimbledon c’è spazio davvero per tutti. Querrey compreso, ai suoi primi ottavi di finale ai Championships (lui che non era mai andato oltre il secondo turno) adesso atteso da un altro durissimo test contro lo specialista dei prati Mahut.
 


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