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Junior precoci e junior programmati

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by Fausto

Ripensando ai verdi prati (?) di Wimbledon dove la massima autorità del sacro loglietto da 8 millimetri, il capo giardiniere Neil Stubely, giurava, l'erba dei campi, essere assolutamente resistente alle arsure stagionali, viene in mente quanto siano aleatorie garanzie, previsioni e speranze, come quelle formulate sui giovani utilizzatori dei leggendari green.

Così si vede al primo turno un ragazza seria e preparata come Tatiana Pieri, impotente ed incupita davanti al compito svolto con puntiglio, più cinese che californiano, dalla futura numero uno delle junior, la 17enne Claire Liu, 283 Wta e già titolare dei 10 mila dollari di Orlando e dei più sostanziosi 25mila di Caserta e Naples.

La solida giocatrice di un anno più giovane, nel giro di sette giorni (tra Wimbledon e il Nike Junior International del vicino Roehampton) ripete la lezione a memoria e sui due match concede alla prima delle italiane nonché unica presente di diritto nel main draw di Church Road, il raccolto misero di 4 game.

Indubbiamente la lucchese non s'aspettava una spedizione londinese così negativa, alla vigilia del commiato dagli Slam junior per incombenti limiti d'età. Purtroppo i due tabelloni le hanno subito propinato la più temuta giocatrice 18 & under, presente nella conurbazione londinese, ma quello che stupisce non é tanto l'affondamento all'esordio, ma l'asprezza delle due sconfitte, introdotte dal ritmo tambureggiante della ragazza figlia di genitori espatriati dalla Cina ed approdati in USA come insegnanti.

D'altro canto la Liu, vincitrice anche del vicino torneo di Roehampton di grade 1, ribadiva la validità di questo propedeutico appuntamento sull'erba, come poteva testimoniare il vincitore della lista maschile, il mancino argentino Alex Geller, poi finalista nel singolare di Wimbledon e primo nel doppio.

Gara introduttiva ai “The Champions” che l'anno scorso era stata vinta anche i due trionfatori di Wimbledon: la quindicenne russa Anastasia Potapova, oggi 254 Wta ed il canadese Denis Shapovalov, oggi 161 Atp, due racchette che avrebbero potuto ancora gareggiare negli Slam junior del 2017! E tanto per dare il giusto peso anche all'età é corretto segnalare assenze prestigiose all'edizione del corrente anno, come quella dell'ancora 16enne canadese Felix Auger Aliassime e del 17enne austriaco Nicola Kuhn, rispettivamente 221 e 242 nell'attuale classifica Pro, oltre ai due talentuosi 1999 il russo Alexei Popyrin (vincitore del Roland Garros e Bonfiglio) ed il serbo Miomir Kecmanovic n.

345 nella scala Atp. Tutti giovani di elevato rango giovanile, ormai assuefatti ai successi da junior e tesi all'implementazione della classifica nel circuito Pro. Tornando ai colori azzurri, il terzetto azzurro 1999, che per l'ultima volta poteva calcare l'erba di Wimbledon, non lascia impronte particolarmente durature sui prati spelacchiati londinesi.

Detto degli sfortunati abbinamenti della Pieri, Mattia Frinzi e Francesco Forti hanno il merito di aver superato le qualificazioni e, per quanto riguarda il tenace ragazzo di Cesenatico, di aver disegnato un meritato atterraggio negli ottavi con un balzo nel ranking che può garantirgli il tabellone principale negli US Open dei primi settembre, insieme alla soddisfazione di essere stato l'ultimo italiano a salutare la concentrazione agonistica sui prati british e solo per mano del numero uno della lista, il finalista francese Corentin Moutet n.

334 Atp. Dispiace l'assenza della brava Federica Bilardo, oggi n. 667 Wta, proprio nell'anno in cui poteva accedere, con prospettive di ben figurare, direttamente al main draw, celebrando il suo ingresso da dilettante nel “Tempio” del tennis.

Nel recente Itf di 15.000$ di Tarvisio, alla sorpresa dello scrivente per la sua improvvisa rinuncia agli Slam europei, sosteneva essere stata una scelta del suo nuovo coach Francesco Cinà, estensore di un programma che prevede esclusivamente tornei con in palio punti Wta.

Non è facile ben figurare negli Slam degli junior come dimostrano molti atleti, provenienti da celebrate tennis academy, consigliati a partecipare fino al limite dell'età consentita, pur sapendo di poter incontrare anche agguerriti concorrenti più giovani e molto spesso con ranking nettamente superiore.

Non di meno, le esperienze di queste sfide di livello, per coloro che prevedono una carriera agonistica con articolata programmazione, valgono il sacrificio richiesto, insieme alla possibilità di consolidare presenze negli appuntamenti internazionali più importanti, sfide che affermati tecnici ritengono passaggi obbligatori.

A proposito di previsioni future e di junior programmati, ha fatto poca strada, causa infortunio, la russa 18enne Marta Paigina statuaria bionda da 186 cm., con già 9 titoli Itf all'attivo; la giocatrice, seguita a Wimbledon da due tecnici della Eric Van Harpen Academy, punta molto in alto, implementando l'attuale status di 337 del mondo.

Da tenere presente la mancina polacca 2001 Maja Chwalinska 580 Wta, uscita agli ottavi, nello scontro con la finalista, dopo un corsa iniziata nelle qualificazioni. Una minuta giocatrice della Slesia (162 cm.), fluida negli spostamenti e dal gioco intelligente che ricorda nel movimento del rovescio bimane la svizzera Patty Schnyder.

Destino ha voluto che in precedenza la ragazzina stoppasse altre due racchette emergenti: la telentuosa ucraina di Kiev Marta Kostyuk, 15enne, trionfatrice algli Open d'Australia e attuale n. 491 Wta dopo la vittoria del 25mila$ di Budapest, racchetta che insieme alla coetanea in training all'IGM di Bradenton, Whitney Osuigwe fresca trionfatrice del Roland Garros, rappresenta la carovana eccellente delle adolescenti precoci.

Il secondo dispiacere, la Chwalinska, lo ha recapitato alla super reclamizzata e arrembante neretta di Atlanta, “Coco” Cori Gauff, in possesso di solo 13 tenere primavere (!), genitori con trascorsi atletici e sui cui ambiziosi progetti bisognerebbe rifarsi alla Tennis Academy di Nizza nella persona di Patrick Mouratoglou, considerati i rumors tennistici che la predicono futura numero uno del pianeta, con carriera pari a quella di una certa Serena Williams.

Sul versante maschile la vittoria dell'andaluso “occhi di fuoco”Alejandro Davidovich Fochina sull'argentino Geller conferma, alla conclusione dei tre Slam dell'anno il valore preponderante della massima maturità tennistica junior, visto che i più giovani, Marco Mladenovic e Oliel Yshai salutavano la compagnia ai primi turni.

Scendendo ancora d'età, da seguire tra i 2001 le performance del cinese di Taipei Chin Hsin Tseng, (protagonista a Salsomaggiore) e del kazako Timofey Skatov, mentre chiede perentoriamente strada l'ancora 14enne Dalibor Svrcina, piccola gloria della repubblica Ceca.

Ma nel giardino dei 2002 lo Stivale può orgogliosamente presentare Lorenzo Musetti, punta di diamante degli azzurrini quindicenni, appena rinfrancato dalla vittoria polacca di Bytom nella prova di Grade 2. fausto serafini .

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