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ATP Rotterdam: è sceso in campo il tennis del futuro

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by Federico Coppini

L’ATP 500 di Rotterdam ha visto la vittoria finale del francese Jo-Wilfried Tsonga, che torna al conquistare un torneo dopo un digiuno quasi due anni, dopo l’ultimo titolo conquistato nel settembre 2015, a Metz. Negli annali del tennis resterà quindi il nome di Tsonga, tennista ormai non più giovanissimo. Classe 1985 e, a quanto sarebbe emerso da dichiarazioni post match, verso la fine della sua carriera. Eppure, nonostante l’esito finale, il torneo svoltosi in terra olandese è stato una vetrina per i più giovani, i protagonisti del futuro tennis maschile.

È almeno dal 2013 che si parla dell’imminente fine dell’epoca dei fab four: Federer, Nadal, Djokovic e Murray. Il declino di Federer del 2013 sembrava averne decretato la fine della carriera, mentre la crisi di risultati di Nadal iniziata nella seconda metà del 2014 pareva ormai irreversibile. Eppure quei due si sono affrontati in un incontro epico nella finale degli Australian Open, che ha fatto rivivere i momenti magici del tennis della seconda metà anni 2000. E questo ATP di Rotterdam, con la vittoria di un veterano come Tsonga, sembra aver certificato la restaurazione della vecchia guardia.

In realtà, proprio al primo turno Tsonga ha dovuto affrontare una giovane promessa del tennis, il greco Stefanos Tsitsipas, classe 1998, che attualmente naviga intorno alla posizione numero 200 del mondo. C’erano ben 13 anni di differenza tra lui e il francese, eppure il giovane talento greco ha messo subito in difficoltà Tsonga, che ha dovuto cedere al primo turno di battuta. Stefanos ha messo in mostra il suo ricco repertorio di colpi: volée, dropshot, passanti, stupendi rovesci a una mano, un buon servizio e un buon dritto. E soprattutto un’ottima maturità, con un atteggiamento in campo molto tranquillo. L’esito dell’incontro è stato un 6-4 7-6 a favore del francese. Tsitsipas ha ottenuto ben due break, che non gli sono bastati.

Facciamo un salto di ben 7 anni: dal 1998 di Tsitispas, al 1991 di Grigor Dimitrov. Non più un giovanissimo, è l’esponente più in forma della cosiddetta “lost generation”, la generazione 1989 – 1992, composta da tennisti che per diversi motivi non sono riusciti a contrastare il dominio dei fab four. Dopo le vittorie ottenute a Brisbane, al Sofia Open e le semini finali dello slam australiano, il tennista bulgaro era tra i favoriti del torneo di Rotterdam. Ha mostrato grande solidità e colpi eccezionali su Zverev e Istomin, mentre è capitolato ai quarti di finale contro Goffin.

L’uscita prematura di Dimitrov ai quarti non deve ingannare. Pur nella sconfitta, nata da una evidente stanchezza accumulata dal torneo di Sofia, ha confermato una tenuta mentale che non ha mai avuto in carriera. Il bulgaro è sempre più solido, mentalmente e anche nei suoi colpi – il rovescio è stato ampliamente migliorato – e di questo se ne sono accorti anche i bookmaker. Le quote del bulgaro elaborate da BetStars per i prossimi tornei, ad esempio, si sono abbassate e Grigor è uno dei protagonisti attesi per i prossimi Masters 1000, in particolare a Indian Wells. Anche se il cemento non è la sua superficie preferita, per i bookmaker potrà arrivare almeno fino alle semifinali del torneo.

Dimitrov ha ormai dimostrato di non avere timore reverenziale per nessun avversario, In questo inizio 2017 ha battuto diversi top ten e si è arreso solo al quinto set in semifinale con Nadal agli Australian Open. La fiducia che i bookmaker hanno in lui è quindi giustificata e lo si aspetta in particolare nella stagione su erba, a giugno – luglio. A Wimbledon potrebbe avere un grosso acuto.

Acuto che invece a mancato agli altri giovani in campo a Rotterdam. Borna Coric (1996) ha mostrato una maggiore maturità tennistica rispetto a Khachanov (1996), ma poi è capitolato contro Cilic (1988). Borna si è confermato un buon prospetto, è maturo, ma ancora ha un repertorio troppo limitato per poter aspirare a grossi traguardi. Alexander Zverev (1997), entrato da poco tra i primi venti del ranking atp, è capitolato contro il “quasi giovane” Thiem (1993), sconfitto ai quarti di finale dalla sorpresa del torneo, il francese Herbert. Lo stesso Goffin (1990) si è arreso in finale al più esperto Tsonga.

Rotterdam ci ha dato insomma un buon assaggio del tennis del futuro, ma qualcosa si potrà vedere anche nel torneo di Marsiglia, con Tsitsipas e Shapovalov (1999) impegnati al primo turno.

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