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US OPEN

US OPEN - Stan Wawrinka ancora indigesto per Djokovic! Lo svizzero si impone in rimonta e centra il terzo titolo Slam

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by Simone Brugnoli

Dopo aver perso il primo set, lo svizzero compie una grande rimonta contro un Djokovic che oggi ha palesato evidenti limiti di condizione. Stan eguaglia dunque Andy Murray a quota tre titoli Slam

[3] S. Wawrinka b. [1] N. Djokovic 6-7(1) 6-4 7-5 6-3

Stan Wawrinka si aggiudica gli Us Open edizione 2016 sconfiggendo in finale il campione in carica Novak Djokovic al termine di una battaglia durata quasi quattro ore. Lo svizzero vince la sua undicesima finale consecutiva, nonché la terza in uno Slam su altrettanti tentativi. Questo successo consente inoltre a Stanimal di eguagliare Andy Murray come numero di Majors conquistati, anche se lo scozzese non può vantare la varietà del rivale vista la doppietta a Wimbledon. A 31 anni e 5 mesi l’elvetico entra nella lista dei cinque giocatori capaci di vincere due Slam superati i 30 anni di età, oltre ad essere il più anziano campione a Flashing Meadows dopo Ken Rosewall nel 1970. Per il serbo svanisce l’opportunità di confermare il titolo conseguito l’anno scorso,  e si interrompe momentaneamente la caccia ai 14 titoli Majors di Nadal e Sampras. Il numero uno del mondo ha verosimilmente pagato una condizione non eccelsa palesatasi soprattutto alla distanza, considerato che nei precedenti turni era stato in campo troppo poco per testarne la reale efficienza fisica. Il belgradese è inoltre dovuto ricorrere al medical timeout nel quarto set per un doloroso fastidio al piede sinistro, trattamento che ha suscitato la giustificata indignazione dell’avversario visto il delicato momento del match. Impietosi i numeri di Nole a fine partita, con 46 errori gratuiti e un irreale 3/17 sulle palle break, percentuale degna quasi del Federer dell'anno passato. Oggi è tuttavia il giorno di Wawrinka, capace ancora una volta di dimostrare che quando è in forma può battere chiunque, perché superare Djokovic in due finali così importanti, aggiungendo infatti quella di Parigi, non è cosa da tutti. E pensare che al terzo turno aveva annullato match point contro Evans.

I due contendenti si presentavano all’appuntamento odierno avendo entrambi vinto con autorità le rispettive semifinali, tuttavia il serbo ha usufruito di una prestazione imbarazzante di Monfils mentre l’elvetico ha potuto contare sulla scarsa resistenza di Nishikori. Alla vigilia dunque tenevano banco gli interrogativi circa la reale condizione del campione balcanico e le sensazioni che avrebbero accompagnato lo svizzero al risveglio, condizione non indifferente affinchè Stan sia in grado di esprimere il suo miglior tennis. Fino ad oggi, nonostante i precedenti mostrino un impietoso 19-4 in favore del numero 1 del mondo, nelle prove dello Slam Wawrinka è quasi sempre riuscito a far partita pari, se si eccettua la prima volta proprio qui a Flashing Meadows nel 2012. Nole conduce infatti solo per 4-2 nei Majors dove spesso abbiamo assistito a sfide memorabile, non potendo dimenticare che il giocatore di Losanna ha inflitto al suo avversario una delle più dolorose sconfitte della sua carriera al Roland Garros nel 2015, senza la quale il Grande Slam avrebbe aggiornato il suo albo dopo il nome di Rod Laver. L’inizio è subito problematico per il campione uscente costretto a risalire da 15-30, preludio ad un secondo game in cui le risposte profondissime di Novak generano altrettante stecche di Stan, incapace di tenere il ritmo e obbligato a rincorrere sotto 2-0 dopo aver sprecato due chance del pareggio. Quando il passivo segna 3-0 lo svizzero riesce finalmente a sboccare la sua casella, ma il suo avversario continua a veleggiare nei propri turni di servizio a causa dei numerosi unforced nonché della scarsa incisività in risposta da parte del tennista rossocrociato. Wawrinka rimonta da 0-30 e salva una mortifera palla break nel sesto gioco di un match che comunque stenta a decollare, nonostante ciò però il fuoriclasse belgradese si conferma implacabile e allo scoccare della mezz’ora compie un nuovo passo verso la conquista del parziale sul 5-2. L’ottavo game è la perfetta esemplificazione dell’andamento della sfida fino a questo momento, con il vincitore di due prove Slam che stenta a trovare le misure del campo e si trova a concedere già due set point, sui quali stranamente Nole è benevolo così da rendere necessario un ulteriore turno di battuta. L’errore costa a caro prezzo visto che il favorito del seeding scivola addirittura 0-40, e un doppio fallo sull’ultima palla break sancisce il primo passaggio a vuoto di Djokovic nell’incontro. L’elvetico, ad un passo dal baratro riprende nuova linfa impattando sul 5-5, con il set che giunge senza scossoni ad un inaspettato epilogo al tiebreak. Lì Novak dimostra tutta la propria fermezza mentale prendendosi un minibreak in avvio, a cui Stan risponde con un magnifico punto grazie al quale accorcia sul 2-1, e sulla scia del momento anche il serbo piazza un passante di rovescio da capogiro. Quando si gira il belgradese è avanti 5-1 complice un avversario ancora un po’ troppo discontinuo, cosicchè dopo un’ora di gioco un altro rovescio fuori misura del campione di Losanna apre al 7-1 conclusivo. Si tratta del nono tiebreak su dieci disputati perso da Stanimal contro Novak. In apertura di seconda frazione Stan scampa la minaccia da un delicato 30-30, altrettanto è in grado di fare Djokovic che ottiene il 90% di realizzazione con la prima palla in campo. Nel quarto game Nole commette due doppi falli che lo costringono ai vantaggi da 40-15, Wawrinka comprende il momento propizio e con uno straordinario rovescio lungo linea spiana ad un allungo sul 3-1. La gioia sembra durare il tempo di un istante visto che lo svizzero concede tre immediate opportunità del contro break, invece il serbo si conferma non al meglio gettando alle ortiche una nuova situazione favorevole. La reazione del campione in carica è solo rimandata, sul 4-2 infatti si guadagna una chance grazie ad un millimetrico rovescio incrociato e stavolta il giocatore balcanico riesce a ristabilire l’equilibrio coronando un parziale di 12 punti a 2. Avanti 5-4 il rossocrociato si procura due set point volando 15-40, il secondo dei quali pareggia il computo dei set dopo che il diritto del suo avversario esce in larghezza. La terza partita comincia subito con tre palle break non consecutive vanificate da Djokovic (da segnalare un doppio fallo sventato per pochi millimetri sulla prima), mentre il nervosismo cresce in modo proporzionale alle opportunità mancate, il cui passivo cresce a 2/11. A piazzare lo strappo è addirittura la terza testa di serie, brava a tenere duro e a strappare un game in cui era sotto di due punti, riuscendo anche nell’impresa di confermare l’abbrivio acquisito sul 3-0 complice uno strepitoso passante di rovescio. Nole adesso è in confusione totale, come testimoniato da tre smash non chiusi che gli costano il punto nel quarto gioco, ma ci pensa Stan a rimetterlo in gioco a causa di due ingenuità che lo obbligano a ricominciare da capo ad un passo dal 4-1. L’impressione è che questo set costituisca uno spartiacque importante, entrambi si aggrappano infatti alle rispettive battute, compreso un game fiume di 12 punti al termine del quale l’elvetico riesce a non concedere opportunità, e così si giunge fino al 5-5. Nella circostanza il serbo si issa sul 15-30 contro un avversario che però oggi nei momenti decisivi si dimostra glaciale, spingendo Djokovic a dover servire per rimanere nel parziale. In vantaggio 40-30, proprio quando il tiebreak sembra vicinissimo, il numero 1 del mondo subisce il ritorno del suo avversario che si procura un set point, sfruttato grazie ad un diritto lungo linea il cui recupero di Novak termina a lato. Dopo tre ore Stan si porta dunque avanti due set a uno. L’inerzia non cambia minimamente nelle prime fasi della quarta frazione, quando lo svizzero piazza un break chirurgico nel secondo gioco e con altrettanta sicurezza tiene addirittura a 0 il turno che lo porta 3-0, contro un Novak apparso sofferente forse al piede sinistro. La mobilità del serbo è ormai ridotta al lumicino, anche il suo angolo non sembra crederci troppo, eppure il vincitore di tredici prove dello Slam riesce comunque ad annullare un’occasione pericolosissima del 4-0, prima di affidarsi alle cure mediche per farsi incerottare l’unghia del piede (con conseguente lamentela di Stan relativa al momento della chiamata dell’MTO). Wawrinka cerca di non perdere la concentrazione e cancella tre palle del contro break salendo 4-1, complici anche una serie di errori davvero inusuali commessi dal belgradese con entrambi i fondamentali. Djokovic continua a non essere al meglio palesando una chiara zoppia, il trionfatore del Roland Garros 2015 focalizza dal canto suo i propri turni di battuta, ed infatti quello conquistato a 0 nel settimo game gli dà almeno una possibilità di andare al sevizio per aggiudicarsi il titolo. Durante il secondo medical timeout spuntano lacrime sul volto del serbo estremamente sofferente, tant’è che l’epilogo arriverà di lì a poco. Sul 5-3 il rossocrociato trema ritrovandosi 0-30, rimonta fino al 30-30 e rischia tantissimo il doppio fallo prima di issarsi a match point. Il primo svanisce, tuttavia sulla successiva parità l’elvetico gioca un punto semplicemente perfetto che gli apre la strada alla prima gioia nella Grande Mela, suggellata da un rovescio spedito lungo dall’avversario.

RANK #1
Andy
MURRAY
RANK #3
Stan
WAWRINKA
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