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US OPEN - Capolavoro Pliskova, Serena Williams abdica! Finale con la nuova numero 1 Angelique Kerber

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by Andrea Aniello

Non aveva mai combinato niente a livello Slam: in 17 apparizioni nei Major, Karolina Pliskova, pur essendo stata top10, non aveva mai raggiunto neanche gli ottavi di finale. Ma, come nelle favole più incredibili, in un torneo che peraltro negli ultimi due anni di magiche sorprese non è stato certo parco, la ceca classe ’92 batte 6-2 7-6(5) Serena Williams, conquistando così la prima finale Slam in carriera e detronizzando dopo 186 settimane di tirannia l’americana, che da lunedì sarà numero 2 del mondo.

Davvero storica l’impresa della numero 10 del seeding, che centra la 150ma vittoria in carriera, nonché senz’altro la più illustre ed importante, e diventa l’ottava giocatrice di sempre in grado di battere in uno stesso torneo le due sorelle Williams, avendo estromesso anche Venus in ottavi (peraltro annullandole un match point): era da 23 anni che una tennista ceca non raggiungeva la finale a New York.
D’altro canto Serena, qui 6 volte campionessa e a caccia del 23mo sigillo nei Major, che le avrebbe consentito di superare Steffi Graf e di diventare la tennista con più titoli Slam nell’Era Open, è ancora costretta ad arrendersi clamorosamente in semifinale, proprio come era accaduto lo scorso anno con Roberta Vinci: e se lì la posta in palio era il Grande Slam e dunque una ciliegina ad impreziosire un dominio sul tennis femminile mai in discussione, quest’oggi la Williams si vede costretta a rinunciare a quello che per anni è stato il simbolo irrinunciabile di quell’implacabile tirannia: la vetta del ranking mondiale.

E, ironia della sorte, anche nel numero di settimane consecutive da numero 1 del mondo Serena eguaglia ma non supera il record di Steffi Graf, che collezionò da regina del tennis WTA proprio 186 settimane di fila, restando numero 1 dal 17 agosto 1986 al 10 marzo 1991.

Primo set perfetto di Karolina, che da un lato è impeccabile al servizio, laddove infatti non concede all’avversaria l’ombra di una palla break, e dall’altro è letale in risposta ad approfittare degli inattesi passaggi a vuoto della numero 1.

Con due break, piazzati nel terzo e nel settimo game (quest’ultimo addirittura a zero), che avrebbero potuto addirittura essere 3 qualora Pliskova avesse sfruttato la palla break conquistata nel quinto gioco, la ceca può così impattare su un comodo 6-2 dopo neanche mezz’ora di partita. Ci si attende una reazione di Serena, ma che non sia giornata per lei lo si capisce già dal game inaugurale di secondo set, dove la statunitense è costretta ad annullare l’ennesima palla break.

Nel quinto game Karolina strappa nuovamente la battuta all’avversaria e sale 3-2 e servizio: ma con una veemente reazione d’orgoglio la Williams piazza a zero il primo break della sua partita e completa la rimonta portandosi sul 4-3, dopo aver annullato una pericolosissima palla break nel settimo game. Senza ulteriori sussulti si procede fino al tie-break, dove le emozioni si susseguono senza soluzione di continuità: graffiato il mini-break in apertura, Pliskova vola 3-0, ma poi subisce, complice anche un sanguinoso doppio fallo, un parziale di 4 punti consecutivi di Serena, che risale 4-3 con due servizi a disposizione.

Con un doppio fallo l’americana riconsegna però il mini-break di vantaggio, portandosi poi sul 5-4 con un gran rovescio lungolinea. Sul più bello, tuttavia, è stranamente la tennista con più esperienza a sciogliersi.

Con un errore di dritto in larghezza e uno di rovescio in lunghezza, Serena si ritrova infatti, sotto 5-6, a dover difendere un match point col servizio a disposizione: il clamoroso doppio fallo con cui la 22 volte campionessa Slam consegna match e primato mondiale è la fotografia più emblematica di una partita in cui Serena, un po’ come lo scorso anno con la Vinci, non è stata in grado di gestire il peso dei punti importanti, nei quali viceversa è spesso salita in cattedra una Pliskova finalmente pronta, con la prima finale Slam e la prima vittoria in carriera contro una numero 1, a compiere quel salto di qualità che molti da lei si aspettavano già da tempo.

Adesso Karolina, che da lunedì sarà almeno numero 6 del mondo (best ranking personale) se la vedrà in finale con Angelique Kerber, nuova regina del tennis femminile, che ha domato senza troppi problemi Caroline Wozniacki per 6-4 6-3, in quella che era la tredicesima sfida tra le due con un bilancio di 7-5 in favore della teutonica.

La solidità mentale della vincitrice degli Australian Open è stata impressionante, come testimoniato da un parziale di otto punti a uno in apertura che le ha consentito di involarsi sul 4-0 dopo appena 16 minuti.

La danese ha il merito di non demordere risalendo fino al 4-3, ma la neo numero 1 del mondo non ammette distrazioni e chiude la frazione in 45 minuti di gioco, durante la quale Caroline ha evidenziato tutte le proprie lacune ad incidere con il servizio.

La seconda partita si decide nel quinto game, quando Angelique piazza due diritti vincenti e complice l’abbrivio acquisito si spinge sino al 5-1, lasciando letteralmente le briciole alla sua avversaria. La scandinava però ha di nuovo una reazione, accorcia fino al 5-3 e costringe la Kerber al 30-30 nel turno in cui va alla battuta per conquistare l’accesso in finale. Sul match point si assiste ad uno scambio infinito di 16 colpi, al termine del quale la teutonica cerca il vincente con un colpo che i giudici di linea giudicano dentro oltre alla stessa danese, sebbene il replay televisivo mostri poi che fosse fuori.

La Kerber si impone comunque meritatamente raggiungendo la terza finale in uno Slam a cui si aggiunge anche quella persa ai Giochi Olimpici, risultati che non possono che legittimarne il nuovo status in vetta al ranking mondiale. US OPEN - risultati semifinali:

10-Karolina Pliskova (Czech Republic) beat 1-Serena Williams (U.S.) 6-2 7-6(5)
2-Angelique Kerber (Germany) beat Caroline Wozniacki (Denmark) 6-4 6-3
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RANK #3
Angelique
KERBER
RANK #15
Serena
WILLIAMS
RANK #5
Caroline
WOZNIACKI
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