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ROLAND GARROS - E´ Novak Slam! Djokovic fa la storia a Parigi, Murray si spegne alla distanza

Niccolò Inches - 05-06-2016 - Letture: 1977

Tennis - Il serbo non fallisce al 4° tentativo: firma sul Career Slam e Roy Emerson raggiunto a 12 titoli. Andy si arrende in quattro set e rimanda il primo successo a Parigi


Novak Djokovic [1] b. Andy Murray [2] 3-6 6-1 6-2 6-4

Parigi - Primo Tango a Parigi per Novak Djokovic, o se preferite "Grande Balzo in Avanti" (verso il Grande Slam) per il Dittatore serbo del tennis mondiale. Nell'anno del 40^ anniversario del trionfo di Adriano Panatta - tornato sul Philippe Chatrier per premiare il vincitore del Roland Garros 2016 - il n.1 serbo non fallisce l'appuntamento con il primo titolo dello Slam "rosso", grazie alla vittoria in quattro set sulla testa di serie n.2 Andy Murray con lo score di 3-6 6-1 6-2 6-4, al termine di 3 ore e 3 minuti di gioco.

I NUMERI - Il seguace di Boris Becker completa il filotto di 4 titoli major vinti consecutivamente - tra il 2015 e il 2016 - dalla scorsa edizione di Wimbledon, entrando una volta di più nella Storia del Tennis. Nole conquista il Roland Garros al 12° tentativo personale e ottiene il 12° torneo Grande Slam del suo palmarès, superando in un colpo solo Rod Laver e Bjorn Borg e agganciando Roy Emerson nella classifica all-time. Djokovic, che aveva già superato lo stesso Emerson nella graduatoria delle partite vinte nelle quattro prove più importanti della racchetta (con l'approdo ai quarti di finale), allunga ulteriormente a quota 221 successi complessivi, a una sola lunghezza da Ivan Lendl e a tre da Andre Agassi.

A proposito del Kid di Las Vegas, Djokovic oggi è diventato ufficialmente l'ottavo giocatore di tutti i tempi ad aver trionfato almeno una volta in tutti e quattro i principali eventi della stagione tennistica: il 29enne di Belgrado si unisce al Club di Immortali già composto dallo stesso Agassi, Rod Laver, Don Budge, Fred Perry, Roy Emerson, Roger Federer e Rafael Nadal.

Dal canto suo, un commosso Andy Murray non riesce a ripetere l'impresa compiuta dal compatriota Perry 81 anni fa, ultimo e unico britannico ad ottenere la Coppa dei Moschettieri. Nonostante un primo set incoraggiante, il ragazzo di Dunblane si è spento alla distanza e si è visto costretto a rimandare il rendez-vous con il primo titolo "ocra" all'ombra della Tour Eiffel. Una vera e propria maledizione per Murray, che perde per la 24° volta nei confronti diretti con il rivale dei Balcani (a fronte di sole 10 vittorie) non essendo mai riuscito a batterlo nella capitale francese: 4 sconfitte su 4 incontri tra Porte d'Auteuil e il Masters 1000 di Bercy.

LA PARTITA - Il match si gioca in un Centrale a maggioranza (quasi) schiacciante a favore di Djokovic, complice la presenza di numerosi - e rumorosi - sostenitori serbi. Murray illude in avvio di gara, grazie un primo set brillante benché costellato dai molteplici errori gratuiti di Djokovic (ben 8 dalla parte del diritto). La tensione è palpabile per entrambi i finalisti, che si scambiano un reciproco break nei primi due game; Andy approfitta delle amnesie del serbo e strappa nuovamente la battuta nel terzo gioco, per poi allungare sul 4-1 e chiudere al secondo set point per 6-3 in 45 minuti.

Il copione pare non cambiare nella seconda frazione: Nole concede una palla break in apertura ma è capace di salvarsi grazie alla prima di servizio. Si tratta del turning-point del match: Murray concede successivamente il break commettendo doppio fallo, Nole lo conferma portandosi sul 3-0. Il numero uno del mondo è decisamente più aggressivo, mentre Murray indietreggia sempre di più dalla riga di fondo. Nole spreca poi altre due palle break (di cui una su comoda palla corta a campo spalancato), ma è autorevole sui turni di battuta allungando sul 4-1. Il parziale è in mano serba: Djokovic è ormai salito in cattedra e piazza un nuovo break (5-1) con due rovesci lungolinea vincenti e una spettacolare contro-smorzata. Ispiratissimo, Novak chiude al primo set point con un servizio vincente.

Nel terzo set si attende la reazione di Andy Murray. Lo scozzese tiene il servizio nel primo gioco, con Djokovic che pareggia i conti (soffrendo) ai vantaggi. La musica però è sempre la stessa: Nole fa il break approfittando di due sfortunate discese a rete di Murray, passato su una prima demi-volée e poi autore di un clamoroso errore al volo da due passi. Nole conferma il break (3-1) e gioca sempre più profondo, mentre Murray resta molto spesso a uno-due metri dalla linea di fondocampo. Le prime di servizio "britanniche" non entrano (saranno alla fine solo il 50%) e si fa brekkare nuovamente. Anche dal punto di vista atletico, Djokovic sembra un altro giocatore rispetto alle prime battute: Nole spegne persino i timidi tentativi di risveglio dello scozzese, a cui annulla 3 palle break con un altro gran rovescio lungolinea (colpo in crescendo col passare dei game) e due servizi vincenti. Murray può solo rinviare la chiusura di set (2-5), perché un Nole aggressivo e (insolitamente) prolifico al volo - 78% di punti vinti nei pressi della rete, addirittura il 100% nel terzo parziale - chiude i conti nel gioco successivo.

Il quarto set è una sorta di passerella finale per Djokovic, che incamera il break al primo colpo grazie anche ad un incredibile recupero in back, seguito da un passante smorzato su volée di Murray. Un doppio errore di rovescio di Andy - che per la prima volta supera il serbo nel computo dei gratuiti sul lato sinistro - permette a Nole di allungare sul 2-0. Il n.2 limita i danni fino al secondo break (concesso a 0) con cui Djoker vola sul 5-2. Il sussulto di Murray, che strappa la battuta all'avversario e si avvicina ulteriormente sul 5-4 (caricandosi e caricando il pubblico), si rivelerà un fuoco di paglia. Nole infatti non sbaglia al secondo tentativo di servire per il titolo, chiudendo 6-4 al terzo match-point.

NOVAK SLAM - Djokovic, che al termine della battaglia ha disegnato un cuore sulla terra del Philippe Chatrier - imitando il "pioniere" Guga Kuerten, presente in tribuna - diventa il primo giocatore dal 1992 a trionfare nei primi due Slam della stagione, Australian Open e Roland Garros (l'ultimo a riuscirvi fu l'ex n.1 americano Jim Courier). Allo stesso tempo, il serbo è anche il primo a infilare la striscia dei quattro successi major consecutivi dai tempi del Grande Slam di Rod Laver (correva l'anno 1969), exploit riuscito nel femminile a Steffi Graf, Martina Navratilova e Serena Williams. Parigi 2016, pur sotto un cielo ancor più plumbeo del solito, val bene un "Novak Slam".

Niccolò Inches

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