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Roger Federer: 'Volevo essere in top 8 dopo Wimbledon, e invece...'

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by Luigi Gatto

Il tennis è meravigliosamente uno strano sport in cui tutto, ma proprio tutto può succedere. Può accadere anche che Roger Federer, dopo sei mesi di stop, a 35 anni e 7 mesi torni a vincere Australian Open e Indian Wells nello stesso anno dal lontano 2006, quando di anni ne aveva 24.

Quella attuale per lo svizzero è una situazione completamente diversa, quasi leggendaria. E di certo vincere il primo Grand Slam e Masters 1000 dell'anno non era nemmeno nei suoi sogni più luminosi. Le ambizioni erano molto meno alte, anche a livello di classifica ovviamente. "A novembre-dicembre, ci siamo riuniti con tutto il team per parlare degli obiettivi di questa stagione.

Volevamo fissarci degli obiettivi, e essere in top 8 dopo Wimbledon era uno di questi - ha raccontato Federer in conferenza stampa ad Indian Wells dopo il successo in finale su Stan Wawrinka - Perché se avessi perso subito in Australia, sarei sceso al numero 35." "E' fantastico, ma ovviamente bisogna rivedere gli obiettivi ora e dire, da dove si riparte? Perché vincere in Australia e ad Indian Wells non rientrava nei nostri piani.

Quindi ora è molto importante riposare al massimo. Spero di andare più in fondo possibile a Miami. Vincere back to back Indian Wells e Miami sarà molto difficile. Il tabellone sarà complicato fin dal primo turno, le condizioni saranno diverse e quindi cercherò di rimanere sano questa volta e non di ammalarmi come ho fatto l'anno scorso.

In ogni caso, per i prossimi 4-5 giorni la priorità assoluta é riposare. Poi a fine Miami decideremo cosa fare per la stagione su terra battuta e penseremo agli obiettivi perché sono sicuramente diversi rispetto all'inizio." Uno dei fattori determinanti della sua rinascita è senz'altro Ivan Ljubicic, grazie al quale ha trasformato il suo rovescio da "punto debole" ad arma di forza.

Cosa gli ha detto prima della finale? "Mi ha solo ricordato ciò che avevo fatto bene durante il torneo, e contro Stan a Melbourne, e cosa non avevo fatto così bene. Quindi questo, molto semplice. Non ho dovuto cambiare di molto il mio gioco rispetto ai match precedenti, il che mi ha aiutato in finale.

Poi ho anche parlato con Severin (Luthi, che non è ad Indian Wells, ndr) e mi ha dato dei buoni consigli perché ovviamente conosce bene Stan." Federer che era reduce dalla brutta sconfitta contro il numero 116 del mondo Evgeny Donskoy a Dubai.

Ecco cosa è successo dopo quel match: "Quando mi sono seduto negli spogliatoi, Severin mi ha detto, Forse questa è la cosa migliore che possa essere accaduta in vista di Indian Wells e Miami, perché hai bisogno di un altro po' di tempo libero.

Perché a causa dell'infortunio che mi portavo dietro da Melbourne, non ero preparato al 100%. Poi sono arrivato qui e mi sono sentito bene a livello di entusiasmo e di energia. Non sono sorpreso come lo ero in Australia, ma questa è comunque una grande, grande sorpresa per me non solo perché ho vinto ma per il modo in cui l'ho fatto.

Un grande inizio di stagione per me. L'anno scorso non avevo vinto alcun titolo, non penso di aver giocato una finale a parte Brisbane. Questo cambiamento è significativo, bellissimo." Giocare poco per rendere al meglio.

Sarà questa in linea generale la mentalità del 18 volte campione Slam per questa stagione. E allora le aspettative cambiano: "Quando giochi poco, i tornei che fai diventano più importanti. Quando giochi di più, puoi dire 'vedremo cosa succederà'.

È per questo che tanti giocatori giocano tanti tornei perché in questo modo possono giocare con minor pressione. Quindi giocando meno tornei io gioco con più pressione - ha detto Federer, qui ad Indian Wells con moglie, figli e genitori tutti al completo - Cerco di essere un buon padre e marito cercando di trovare il giusto equilibrio nei miei diversi ruoli.

Purtroppo durante la giornata devo fare dei massaggi, e ciò non mi diverte perché questo mi priva di trascorrere tempo coi miei figli ed è una situazione che va gestita. Tutti sanno di cosa ho bisogno, anche le bambine ora capiscono che devo dormire bene di notte. La mia programmazione deve essere congeniale non solo a me come giocatore ma anche a Mirka e ai miei figli, in modo che non debba chiedere loro uno sforzo troppo importante." Infine sul pianto del suo avversario ed amico Wawrinka nella cerimonia di premiazione: "Lo sport è emozionante.

Quindi quando si vince o si perde, a volte è più forte di te. Mi piace vederlo e penso che anche ai fans piaccia vedere quanto i giocatori ci tengano alla vittoria o alle sconfitte. Allo stesso tempo, penso che Stan possa essere molto orgoglioso di come si è impegnato qui e di come ha iniziato l'anno.

Ha giocato alla grande in un torneo dove aveva fatto fatica in passato. Se è la prima volta che mi danno dello stronzo per scherzo? No, è successo molte volte. Ecco perché lo prendo come un complimento (sorride ndr).

Non ci sono sempre le telecamere e quindi a volte sono stato chiamato stronzo. Molto spesso in effetti. In campo è la prima volta, ma va bene così." "Non so cosa mi abbia reso così emozionato in campo", ha detto Wawrinka sorridendo.

"Forse per la tensione accumulata nelle ultime settimane. È una dura sconfitta. Da un lato sono contento di essere arrivato in finale. È un grande risultato, ma si vuole sempre fare di più e perdere una finale non è mai semplice da digerire.

Ho avuto anche delle settimane post Australian Open dure perché ero infortunato. Ad ogni modo sono contento di esser tornato a questo livello così velocemente. Vedere Roger al top alla sua età è sicuramente incoraggiante per me che compirò 32 anni tra qualche giorno.

È dura perdere contro di lui, ma siamo abituati a perderci visto che è il miglior giocatore di sempre. È un giocatore complicato da affrontare per il gioco che ho perché gioca in maniera rapida e non ti fa sentire a tuo agio.

È semplicemente straordinario. Gioca così bene, tutto sembra perfetto. Si muove straordinariamente bene. Fa tutto quello che si può fare su un campo da tennis." Wawrinka spera di continuare su questa strada e di "giocare meglio rispetto agli ultimi anni.

Voglio giocare di più, continuare a vincere e a giocare meglio, anche se quest'ultima cosa non garantisce nessun risultato. Devo vedere cosa ho fatto di buono qui, recuperare e andare a Miami prima possibile per allenarmi" .

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FEDERER
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