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Roger Federer: 'Io numero uno? Magari! Ma Murray e Djokovic torneranno a vincere'

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by Luigi Gatto

Il 18 volte campione Slam crede di aver bisogno di un altro successo Major per poter pensare di tornare in vetta. Wawrinka: 'Io sempre più in fiducia man mano che il torneo prosegue'

Ancora una vittoria in due set per Roger Federer, vincitore per 6/1 7/6(4) su Jack Sock. Una partita dalle due facce quella contro l'americano, come ammesso dallo stesso tennista svizzero in conferenza stampa. "Nel primo set ho giocato alla grande commettendo pochi errori e sentendo bene la palla mentre Jack non ha giocato al meglio - ha detto Federer - Il secondo è stato più come mi aspettavo che fosse il primo: è stato difficile sia brekkare che rispondere alla prima palla pesante di Jack. Lui ha alzato il livello mentre io un po' sono calato. È sicuramente positivo aver vinto in due set."

Contro Stan Wawrinka, che Roger ha battuto 19 volte nelle precedenti 22 sfide, si aspetta una finale dura: "Ho un buon bilancio negli scontri diretti ma molte partite forse le abbiamo giocate quando io numero uno al mondo e lui trenta. A quei tempi il suo gioco era prevalentemente adatto alla terra rossa. Più recentemente le nostre partite sono state molto equilibrate e lui è stato anche in grado di dominarmi per uno o due set forse a Wimbledon, nei campi rapidi o anche indoor. Nel corso del tempo ha migliorato il suo servizio, ha saputo passare dalla zona difensiva a quella offensiva e soprattutto man mano che il torneo va avanti acquisisce fiducia ed è difficile fermarlo. Io dalla mia ho l'abilità di variare e una mentalità offensiva che può essere utile contro un giocatore come Stan a cui piace avere un po' più di tempo a disposizione. Ma vedremo ciò che sarà possibile fare domani."

Parlando di come si è conosciuto con Stan, Federer ha detto: "Ricordo che ci allenammo a Bienna nel centro tecnico nazionale. Non avevo sentito molto di lui, mi avevano detto che era un buon giocatore juniores di Losanna che era contento di venire a palleggiare con me. Fantastico. Giocava molto lontano dal campo e aveva un rovescio potente. Sono sorpreso del legame che abbiamo costruito perché a quel tempo ero già numero uno. Quindi ci siamo conosciuti tardi anche perché penso lui stesse in Spagna. Sono rimasto subito impressionato dal suo potenziale, ultimamente mi ha impressionato anche la sua crescita a livello di gioco perché pensavo rimanesse per sempre un terraiolo. Ma per tutti i tornei obbligatori e i Masters 1000 e i tornei sul cemento, non ci saranno più dei veri e propri terraioli. Bisogna essere in grado di giocare sul cemento e lui ha dimostrato che è possibile farlo grazie al duro lavoro. Sono contento per il successo che ha avuto perché abbiamo lo stesso preparatore atletico quindi so quanto abbia sudato per essere qui."

Per quanto riguarda la sua stagione su terra rossa, nulla di nuovo. "Fino a dopo Miami non saprò quale sarà la mia programmazione sul rosso. Questa scelta non dipenderà né da cosa farò in questo torneo né dalla classifica. Prenderò questa decisione con un occhio al futuro, mettendo al primo posto l'integrità fisica e la motivazione per i tornei che giocherò. Ciò che non voglio fare è giocare più del dovuto e stancarmi di viaggiare e di giocare tornei, quasi per fare favori alle persone senza avere aspirazioni. Non sarà così. Mi sono fatto una promessa: giocherò dove sento di avere la mentalità giusta e l'entusiasmo per farlo."

Con Andy Murray che salta Miami e Novak Djokovic che sembra seguire a ruota lo scozzese, si apre una piccola chance per Roger di scalare la classifica e chissà tornare sul trono magari a fine anno. "Non giocherò molto quindi probabilmente dovrò vincere un altro Grand Slam per fare in modo che questo accada. Uno l'ho vinto, quindi la possibilità c'è. Certo, sto giocando bene fuori dagli Slam ma sono i Major a dare tanti punti, e proprio quei punti probabilmente potrebbero servire per poter tornare in alto. Forse uno non sarà sufficiente, perché loro ritroveranno il loro livello e il loro gioco e torneranno a vincere tornei. Vorrei essere numero uno al mondo di nuovo, ma qualunque altra posizione in classifica per me non è interessante. Ecco perché non è questa la mia priorità ora. Voglio solo rimanere in salute, divertirmi nei tornei che gioco e cercare di vincerli."

Domani giocherà per vincere il suo novantesimo titolo ATP. Arrivare a quota 100, o magari battere il record di Jimmy Connors di 109 successi, è un obiettivo? "Non proprio. Non è un mio obiettivo giocare fino a che raggiungo i 100 o cose del genere. Potrebbe essere, sarebbe bello avere questo obiettivo ma sono solo all'inizio del mio ritorno quindi è ancora presto per parlarne."

Infine chiude con un aneddoto, raccontando quale consiglio a livello tattico gli ha dato suo padre Robert, che è presente ad Indian Wells insieme alla moglie Lynette. "Mi dice sempre: 'Colpisci di rovescio, maledizione! Non giocare lo slice sempre", ha rivelato Roger, il quale ha aggiunto come suo papà si sia complimentato con lui in modo particolare dopo la netta vittoria su Nadal: "Grande match, grandi rovesci". E come dargli torto...

Stan Wawrinka si conferma un giocatore caldo quando si arriva nelle fasi finali del torneo. Quest'oggi ha polverizzato Pablo Carreno Busta col punteggio di 6/3 6/2 in poco più di un'ora. "So che la maggior parte delle volte quando comincio a vincere partite prendo fiducia, ho buone sensazioni con la palla e ho la consapevolezza di poter giocare sempre meglio - ha detto Wawrinka - Di solito in semifinale o finale, gioco sempre bene. Ciò non significa vincere sempre, ma so che giocherò un buon tennis."

Nell'intervista post-match in campo ha parlato delle difficoltà trovate nell'avere un atteggiamento positivo in questo torneo dove non era mai andato oltre i quarti di finale. Come è riuscito a cambiare la dinamica quest'anno? "È da molti anni che lavoro col mio team per essere forte in ogni partita. Negli ultimi anni spesso è mancata la giusta attitudine. Ero troppo duro con me stesso, un po' troppo negativo ed ecco spiegati gli alti e bassi. Quest'anno non è stato facile, la partita contro Nishioka è stata dura e ne sono uscito vincitore lottando e rimanendo positivo. Ora sono contento di aver raggiunto la finale in quella che è finora un'ottima stagione per me."

RANK #4
Roger
FEDERER

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