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EDITORIALE

Novak Djokovic puo' ancora battere i due record storici di Federer?

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by Luigi Gatto

Spaesato, incredulo, quasi irriconoscibile. Il Novak Djokovic visto contro Andy Murray nell'atto conclusivo delle ATP Finals è la fotografia perfetta della seconda parte di stagione altalenante in cui il serbo non è mai stato vicino al suo miglior livello, nonostante le finali raggiunte allo US Open e a Londra, approfittando soprattutto nello Slam newyorkese di una concorrenza pressoché nulla, visto che l'unico top 10 affrontato era stato Wawrinka in finale E il problema principale, come nella maggior parte dei casi quando si parla di grandi campioni, non sta tanto nel dritto e nel rovescio e nemmeno nel fisico, nonostante i problemi al braccio sofferti da luglio.

Nel corso delle sue conferenze stampa Djokovic ha più volte sottolineato dopo una sconfitta la necessità di staccare la spina, quasi avvertendo una sorta di desiderio di allontanarsi dalla pressione e dalle aspettive post Roland Garros enormi su di lui.

Ed ecco che da lì torna il vecchio Djokovic, vulnerabile sulla lunga distanza e insicuro nei momenti clou. Evince una certa insicurezza anche nel rapporto col suo team: già a fine settembre Nole ha ammesso che non sapeva ancora se lavorare o meno con Boris Becker nel 2017.

È chiaro che qualcosa tra i due si è rotto: Becker ha dato il suo massimo contributo nei grandi appuntamenti rendendo forte Nole a livello mentale, ma ora dopo 3 anni di collaborazione qualcosa comincia a tremare.

Come ritrovare quindi la motivazione per la prossima stagione? Sicuramente il ritorno di Federer e Nadal, che puntano ad essere da subito al loro miglior livello, potrebbe motivare Djokovic ad essere quasi quello visto nei primi sei mesi del 2016, dove ha guadagnato ben 8.000 punti, una cambiale pesante che in caso di risultati negativi potrebbe condizionarlo in classifica.

I RECORD DA BATTERE - Ma oltre ai tanti punti da difendere, due record storici possono rappresentare un forte incentivo per credere che sarà un gran Djokovic quello versione 2017.

Se fino solo a qualche mese fa i 17 Slam di Roger Federer sembravano di gran lunga raggiungibili, ora non c'è così tanta certezza. Fermo a quota 12 Major, Djokovic compirà 30 anni il prossimo maggio e abbiamo più volte visto come una volta diventati over 30 i grandi campioni vanno in contro a una lenta decadenza.

Basti pensare che dal 2011, anno in cui ha compiuto 30 anni, Federer ha vinto appena uno Slam. Cinque titoli separano Nole dall'eguagliare il tennista svizzero, sei dal superarlo. La questione si fa ancor più complicata per il record delle settimane da numero uno: Nole è a quota 223, e per superare Federer a 302 dovrebbe stare in vetta al ranking per un anno e mezzo circa.

Difficile riuscirci, lecito provarci. E chissà che proprio da questi complicati ma possibili traguardi non torni la fiamma nella mente e nello spirito di Djokovic, un essere umano che negli ultimi due anni e mezzo tanto umano non è stato.

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