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DAVIS CUP - Capolavoro Del Potro! Epica rimonta su Cilic, l'Argentina agguanta il clamoroso pareggio

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by Andrea Aniello

CROAZIA - ARGENTINA 2-2 Juan Martin del Potro (Argentina) beat Marin Cilic (Croatia) 6-7(4) 2-6 7-5 6-4 6-3 Altro capolavoro firmato Juan Martin Del Potro: in un anno di risultati leggendari, quali la vittoria alle Olimpiadi con Djokovic (prequel di uno storico argento) e il successo in cinque set nella semifinale di Davis ai danni di Andy Murray, la Torre di Tandil suggella oggi un’impresa forse ancor più clamorosa, non solo perché regala all’Argentina l’insperato punto del pari in una Zagreb Arena che già pregustava il bis del trionfo del 2005 con un match di anticipo, ma anche perchè, dopo due set, sembrava davvero che la gara, con un Cilic letteralmente indiavolato e un Delpo scarico e sottotono, fosse destinata a finire molto presto e a realizzare così i sogni croati. E invece alla fine a prevalere è la magia di questa competizione, e anche e soprattutto di questo campione, sempre incredibilmente pronto a stupire tutti e a regalare alla storia di questo sport altri illustri e straordinari capitoli. Tutto era pronto per la grande festa croata: tutto l’orgoglio del popolo di Zagabria, accorso come inevitabile a riempire la Zagreb Arena nel cuore della capitale, e tutta la determinazione e la forza del team di capitan Zeljko Krajan si sono quest’oggi incarnate nel gioco del numero 1 croato Marin Cilic, autore di una finale degna, per almeno tre ore, di un grande campione.

Dopo aver sofferto più del previsto con Delbonis nel primo match di singolare e aver contribuito alla vittoria in doppio ieri a fianco di un superlativo Ivan Dodig, quest’oggi il numero 6 del mondo ha dominato per larghi tratti della partita, tornando ad esprimersi ai livelli dei tempi d’oro, ma, come già accaduto per esempio nel match dei quarti di Wimbledon con Federer, alla fine al croato sembra sempre mancare qualcosa, specialmente dal punto di vista mentale, per riuscire a prevalere nelle lotte più serrate: non è un caso che, nelle celebri due settimane monstre degli US Open 2014, Cilic non sia mai stato costretto al quinto set, laddove è sempre emersa in carriera (e anche oggi) qualche crepa di tenuta mentale più che tecnica.

Nei momenti decisivi, almeno negli ultimi tre set, è invece solido e implacabile l’argentino, che graffia la sesta vittoria consecutiva contro Cilic (9-2 gli scontri diretti), di gran lunga più sofferta dell’unico precedente di Davis, conclusosi con un disarmante 6-1 6-2 6-1 in quarti nel 2012 a Buenos Aires a favore dello stesso Delpo.

Tutto dunque rimandato all’ultimo match di singolare, che vedrà molto probabilmente in campo da una parte Karlovic (sconfitto in quattro set da Del Potro all’esordio) e dall’altra Delbonis (protagonista di una maratona di cinque set venerdì con Cilic).

La compagine di Zeljko Krajan si giocherà la possibilità di portare a casa la seconda insalatiera della sua storia, dopo quella conquistata nel 2005 ai danni della Slovacchia, mentre l’Albiceleste cercherà di sfatare un tabù che l’ha vista soccombere in 4 finali su 4 in Davis, dopo le sconfitte subite all’ultimo atto con gli USA nel 1981, con la Russia nel 2006 e con la Spagna nel 2008 e nel 2011. Primo set a due facce, con Cilic che parte in quarta e sfrutta l’inizio deficitario di Del Potro: con un parziale di 12 punti a 2 nelle prime battute di partita e con un break piazzato a freddo addirittura a zero, il croato vola infatti sul 3-0 e manda in visibilio il pubblico di Zagabria.

Delpo aggiusta però subito la mira al servizio, concedendo la miseria di due punti nei successivi tre turni di battuta e rendendosi sempre più insidioso in risposta: se nel logorante quinto gioco, durato ben 15 minuti, il neo numero 6 del mondo riesce a salvare (grazie anche a un ace, a due prime vincenti e ad un dritto chirurgico sulla riga) addirittura cinque palle break, nel settimo game il croato è costretto ad arrendersi, fallendo una palla del 5-2 prima di concedere il contro-break con il terzo gratuito consecutivo di rovescio.

E’ comunque lui a fare la partita, come testimoniano i numeri: 20 vincenti e 19 gratuiti per Cilic, 9 vincenti e 10 gratuiti per l’argentino. Senza ulteriori sussulti si procede fino al tie-break, dove la Torre di Tandil paga nuovamente dazio ad una falsa partenza: il servizio abbandona infatti sul più bello Del Potro, che concede subito due mini-break, ritrovandosi in un attimo sotto 5-0.

Con un magico passante in corsa di dritto Cilic si procura quattro set point consecutivi, chiudendo alla terza occasione utile con un bel rovescio lungolinea, che gli regala il 7-4 e porta soprattutto la Croazia a due set dal trionfo.

E’ un Cilic davvero galvanizzato quello che scende in campo nel secondo set: il croato continua infatti a mettere pressione all’avversario, costretto subito a salvare una palla break nel game d’apertura.

Come nel tie-break, Delpo non riesce a far male al servizio: complici il 52% di prime e un drammatico 21% con la seconda, l’argentino concede il break nel quinto game, quando dal 40-30 colleziona due doppi falli (i primi due del match) e un brutto errore di dritto.

E se il sudamericano da un lato precipita in un preoccupante passaggio a vuoto, Cilic sale in cattedra, piazzando il secondo break addirittura a zero a forza di risposte letali e imprendibili rovesci lungolinea. Chiamato a servire per chiudere, il numero 6 del mondo salva due palle break, prima di archiviare anche il secondo parziale con un comodo 6-2.

Aldilà dei numeri al servizio, parla chiaro anche la statistica relativa al saldo vincenti/errori nel secondo set: decisamente positivo per il croato (addirittura 19/10), disastroso per Delpo (4/10). Nel terzo set l’argentino si riscuote, e subito si procura due palle break: Cilic risponde però da fenomeno, infilando tre ace consecutivi ed impattando sull’1-1.

E’ un set molto diverso dai precedenti: non solo infatti la Torre di Tandil sbaglia molto meno (8 unforced nel terzo, ben 20 per Cilic), ma ingrana la marcia giusta al servizio, dove conquista con la prima il 96% dei punti. Si veleggia dunque on serve fino al dodicesimo gioco, quando il croato va al servizio per il tie-break: sotto pressione, Cilic commette due errori e subisce una risposta sulla riga del sudamericano, che si procura inaspettatamente tre set point consecutivi. E se il primo se ne va con un errore di dritto e il secondo con il solito ace di Cilic (24mo, il doppio dell’avversario), al terzo tentativo Delpo chiude con una comoda volèe di dritto, riaprendo così clamorosamente i giochi e guadagnando un insperato quarto set dopo tre ore di battaglia. Qui la lotta continua serrata: finalmente la partita diventa spettacolare, e il copione, fino ad ora lineare e prevedibile, rischia di stravolgersi da un momento all’altro.

Se nel terzo game Delpo annulla una palla break con una prima esterna a 212 Km/h, nel gioco successivo è Cilic ad andare sotto 15-40 (complice il primo doppio fallo della sua partita), ma un passante sbagliato dall’avversario e il solito ace provvidenziale gli permettono di salvarsi per la quattordicesima volta su 16 dal baratro del break.

Come in un remake del terzo set, i servizi la fanno da padroni fino a quando, nel nono gioco, Cilic si ritrova a servire sotto 4-5 per allungare il set. E qui si rivede il Delpo dei tempi migliori, visto che l’argentino infila tre dei suoi dritti leggendari e con un perentorio 6-4 rimanda le sorti della gara al quinto e decisivo set. Come già accaduto con Delbonis, Cilic piazza subito il break in apertura, ma Delpo non molla, infilando l’immediato contro-break e poi salendo in vantaggio per la prima volta nel match.

A fare la differenza è l’ottavo game: sotto 3-4, Cilic trema e subisce l’aggressività da fondo dell’argentino, che strappa il servizio a 15 e si procura, dopo quasi 5 ore, la possibilità di servire per il match: da vero campione, Delpo fa tesoro della preziosa opportunità, chiudendo a zero e regalando così all’Albiceleste il clamoroso punto del pari.

Non bastano a Cilic i 79 vincenti finali, più del doppio di quelli messi a referto dal suo avversario (38), che sbaglia però anche molto meno (48 unforced per Delpo, 79 per il croato): a decidere sarà l'ultimo match di singolare, che, stando ai precedenti, sembra portare meglio ai croati (che passarono sugli slovacchi proprio 3-2 nel 2005) che agli argentini (sconfitti nel match decisivo con la Russia nella finale del 2006). .

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