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DAVIS CUP - Juan Martin Del Potro da brividi, Murray piegato al quinto. Pella firma il 2-0 Argentina

Andrea Ignazzi - 16-09-2016 - Letture: 11165

Del Potro si aggiudica una partita epica dopo oltre 5 ore di battaglia, la più lunga della sua carriera. Pella completa un venerdì da capolavoro rimontando Edmund


Punto di un peso specifico inimmaginabile nell'economia della semifinale di Davis Cup tra Gran Bretagna e Argentina.  Del Potro supera Andy Murray per 6-4 5-7 6-7 6-3 6-4 in un match pazzesco e senza esclusione di colpi. Alla fine se lo aggiudica l'argentino dopo oltre 5 ore di battaglia.

Sfida nella sfida, c'era da vendicare quell'oro tanto agognato portato via da un rivale scomodo e mai amato. I precedenti con Murray nel circuito professionistico, vedevano lo scozzese condurre 6-2; proprio nel loro primo incontro, nel Masters di Roma, ci fu un battibecco acceso tra i due. Quale palcoscenico migliore per fare lo sgambetto e prendersi la rivincita su Murray, se non davanti al suo pubblico in un match di Davis?

Il ragazzo di Tandil non giocava un match di Davis in singolare dal 2012, mentre Murray in Davis era in striscia positiva da 14 incontri, uno score di 29 vinte e sole due perse i favori del pronostico erano tutti dalla parte del britannico che poteva contare sul supporto del pubblico. L'argentino era chiamato ad un'impresa: trascinare l'Argentina nell'ennesima finale di Davis.

 Atmosfera straordinaria nell' Emirates Arena, nel primo game è il servizio a salvare Murray con due ace, di cui uno a cancellare una palla break e un servizio vincente, ma Del Potro dimostra di esserci, anche nello scambio lungo, molto concentrato e vivo. Nel secondo game Del Potro serve una valanga di prime, ma la risposta di Murray è straordinaria e costringe l'argentino a doversi prendere parecchi rischi nel colpo successivo, ed arrivano anche gli errori, subito break Murray. L'argentino non si scompone più di tanto, anche perché Murray continua a sbagliare, se la prima palla break riesce a cancellarla con un'ottima prima esterna, chiusa da una facile volèe alta, nella seconda non trova la prima e commette un altro errore gratuito. Molto bravo qui Del Potro a chiamare l'occhio di Falco che conferma la sua prima impressione, palla out e contro break immediato. Del Potro aggancia subito Murray sul 2-2. Murray, in costante affanno, soprattutto con la seconda, cerca di accorciare lo scambio chiamando l'argentino a rete e infilandolo con il rovescio lungolinea e nel frattempo cerca di accorciare lo scambio quando possibile. Lo scozzese si salva e si porta sul 3-2, ma è in perenne difficoltà e non riesce a trovare la chiave per scardinare il gioco dell'avversario. Del Potro dal canto suo nei suoi turni di servizio sembra espletare una formalità. Come spesso capita, è il settimo game che spezza gli equilibri. Palito nei primi due punti lo martella con il dritto, ma Murray si aggrappa al suo servizio per rimanere nel game, ma è in evidente apnea e non appena la prima di servizio accenna un calo, viene brekkato da un lucido e freddo Del Potro. Il primo set si chiude 6-4 con l'argentino che al servizio è implacabile, chiude con l' 86% di prime.

Secondo set che parte con un Murray meno falloso e più paziente, allo stesso tempo Del Potro non riesce più ad essere incisivo sulla seconda di servizio dell'avversario. Juan Martin al servizio continua a tenere una percentuale di prime assurda, ma Murray torna ad essere una spina nel fianco in risposta, la partita si fa più equilibrata grazie ad una drastica riduzione degli errori non forzati dello scozzese. Anche i turni di servizio di Murray scorrono via agili.  Arriviamo alle fasi calde del set, sul punteggio di 4-4 e con Murray al servizio. Andy si trova immediatamente sotto di un quindici con un banale errore di dritto, poi riesce a lavorare bene ai fianchi Del Potro e si riporta in parità, ma non riesce a sfruttare una prima palla game e con un altro errore di dritto, concede palla break all'avversario. Allora consueta soluzione ad uscire da sinistra al servizio e volée comoda di dritto che cancella la palla break. Successivamente riesce a salvarsi e portarsi nuovamente avanti di un game con tutta la pressione sulla spalle dell'argentino. Con Murray a due punti dal set, DelPo non si scompone e con l'aiuto dello scozzese si riporta in parità sul 5-5. Nel gioco successivo Murray si ritrova 15-30 ma con due ace capovolge il game e lo chiude. Anche del Potro si ritrova 15-30 con la differenza che il suo servizio non è così incisivo da potergli togliere le castagne dal fuoco, entrambi si limitano a palleggiare, Del Potro non affonda e spera in un errore dello scozzesse che non arriva. Andy chiude con una facile volèe alta, frutto di un dritto lungolinea che spezza l'equilibrio dello scambio. Prima palla break sfruttata a pieno dallo scozzese che approfitta di un errore Juan Martin che mette a lato un rovescio incrociato in spinta. A nulla servono le proteste dell'angolo argentino rivolte all'arbitro, reo di non aver fatto ripetere il punto sulle urla del pubblico durante il punto.

Terza frazione. Si riparte sulla falsa riga del secondo set, ma con due novità tattiche. Murray tenta di spostarsi sul dritto, quando DelPo lo aggancia sulla diagonale del rovescio con il back, a sua volta l'argentino prova a sorprendere l'avversario alternando il back di rovescio, ad un rovescio piatto, che si appoggia bene alla velocità proposta dallo scozzese. Nel quarto game Del Potro va in difficoltà e sul 15-30 il giudice di linea chiama fuori  una quasi risposta vincente di Murray. Lo scozzese chiede la verifica, la palla era nettamente dentro. Si ripete il punto e Murray evidentemente contrariato, si porta dietro l'occasione e compie due errori fatali che riportano in auge l'argentino. Del Potro, sollevato, nel quinto game si inventa prima un dritto fotonico da sinistra incrociato, poi un dritto in corsa lungolinea che lo portano sullo 0-30, doppio fallo di Murray e 3 Pb a disposizione del ragazzo di Tandill. Momento chiave, ma Murray estrae tutta la sua classe con due ace dopo l'iniziale errore di Del Potro, porta il game ai vantaggi. Altra palla break, ma Murray la cancella con un palla corta deliziosa in uscita dal servizio. Ne concede un'altra, stavolta la prima di servizio non lo assiste, e Del Potro con l'ausilio di uno sciagurato dritto al volo di Murray, compie il sorpasso. Da segnalare come sulle palle break, Andy cerca costantemente la soluzione esterna, sopratutto quando serve da sinistra. Murray resetta e riparte, approfitta di un turno di servizio con poche prime dell'argentino e si riporta in parità. Settimo game pazzesco di Del Potro che coadiuvato da Murray si issa sul 30-30, ma poi sprigiona tutta "l'ignoranza" che ha nel dritto, e disegna il campo, con Murray nei pressi dei giudici di linea a fare da tergicristallo. Quando Del Potro decide di aumentare i decibel, Murray non può opporre resistenza. Break Argentina, terzo break di fila. Per Del Potro è obbligatorio conservare il vantaggio, ma Murray non ci sta, si procura due palle break non consecutive, che l'argentino cancella con due ace provvidenziali e riesce a portarsi 5-3. Murray al servizio è attento e non si disunisce, si porta sul 5-4 e va in risposta consapevole che negli ultimi turni ha sempre messo in grossa crisi l'argentino. E così è, break del britannico che gioca un game in difesa fantasmagorico, DelPo si vede cancellare il set point da un lob in corsa magistrale, dopo l'attacco in back lungolinea con effetto ad uscire. Inerzia dalla parte di Murray che è "on fire" ma Del Potro tra mille difficoltà conquista il tie-break. Murray vola sul 4-1 senza troppe difficoltà, ha la palla per chiudere il set ma è troppo superficiale, ed è un errore che da coraggio a Del Potro che si porta fino al 5-5, ma Murray raccoglie tutte le energie e su una seconda morbida dell'avversario effettua un chip and charge perfetto su cui DelPo può solo rimetterla di la per una facile chiusura in smash di Andy. Lo scozzese chiude con un ace, un set di un peso specifico assurdo.

Se si poteva pensare ad una passerella del britannico nel quarto parziale, così non è. Murray non riesce ad ammazzare il match e apre uno spiraglio a Del Potro che è bravissimo a sfruttare. Andy gioca decisamente meglio quando è sotto nel punteggio, ora non riesce più ad essere incisivo ed è in balia dell'argentino che con il dritto anomalo ad uscire fa molto male. Al servizio torna a servire sopra l'80% e per Murray diventa tutto più complicato. Del Potro serve per allungare il match sul 5-2, inizia con ace ma Murray rimane agganciato con una risposta incrociata di rovescio, poi un dritto al centro del campo ad uscire imprendibile ed un ace lo portano sul 40-15. Chiude il set con una volèe bassa di rovescio deliziosa, che atterra a due dita dalla rete. Del Potro in 40 minuti chiude il set e riapre la sfida.

Atto Finale. Murray con accenno di crampi si fa massaggiare la coscia sinistra. Si riparte con il padrone di casa al servizio, un tesoretto da far fruttare. Murray parte benissimo lasciando a zero DelPo nel primo game, la risposta dell'argentino non si fa attendere e si ritorna in parità. Nel quinto game Murray da 40-0 pasticcia e Del Potro ne approfitta portando il game ai vantaggi. Un dritto inside-in pesantissimo regala la prima occasione di break a Palito che Murray cancella con una prima al centro: Andy cambia angolo e sorprende l'argentino, poi vince uno scambio lungo, approfittando di un errore di rovescio di Juan Martin, uno dei pochi, e chiude il game con una volèe bassa di dritto abbastanza comoda. Del Potro tiene con qualche affanno il servizio e si presenta in risposta con le idee chiare. Lascia da parte gli schemi e picchia con il dritto costringendo Murray sulla difensiva, ne raccoglie i frutti e si procura 3 palle break consecutive, sulla terza lo scozzese è troppo superficiale e non chiude una volèe che nel corso del match non ha mai sbagliato, Del Potro è bravo a crederci ed esegue un dritto a rientrare in corsa magnifico che gli regala il break. Del Potro non trema e resiste agli assalti di Murray. Ormai in trance agonistica, lascia andare il braccio e scaglia sassate con il dritto, ma Murray non molla e con il servizio si rialza, annulla un match point, con la tradizionale prima ad uscire che si trasforma in ace e chiude il game. Ora però il compito più difficile, brekkare l'argentino. Andy ci prova fino in fondo, corre dappertutto ma l'albiceleste e glaciale: l'ace conclusivo gli regala l'ennesima gioia di un'estate da incorniciare.

Prestazione straordinaria di entrambi. Murray ha dimostrato maggior solidità mentale, sfruttando al meglio ogni occasione che si procurava; Del Potro si e' aggiudicato una delle vittorie piu' importanti in carriera, ma poteva chiudere molto prima il match piu' lungo della sua (terza) vita tennistica . Punto di importanza capitale, pietra miliare nel cammino dell' Argentina verso la finale, resa ancor più solida dal 2-0 firmato Guido Pella. Il numero 49 al mondo supera in rimonta Kyle Edmund per 6-7 6-4 6-3 6-2 e ipoteca la serie dopo poco più di 3 ore di gioco. Troppo grande la pressione sulle spalle del giovane britannico che si arrende alla distanza alla maggior consistenza da fondo dell'avversario. Dopo un primo set giocato alla pari e deciso da pochi punti, Pella fa praticamente muro da fondo campo. Eloquente il dato degli unforced: a fine partita saranno 50 per Edmund, addirittura 30 in più rispetto al sudamericano, che mette a referto solamente 5 vincenti in meno.  Il mancino albiceleste si riporta in parità vincendo il secondo set grazie al break decisivo nel decimo gioco ed evita la fuga del più giovane rivale sul 3-2 e servizio nel terzo: di qui una travolgente striscia di 10 giochi a 2 gli spalanca le porte verso la vittoria. La finale, adesso, non è più utopia. 


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