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ATP FINALS - Andy Murray, che cuore: battuto un gran Raonic in un match folle

Luigi Gatto - 19-11-2016 - Letture: 7650

Lo scozzese la spunta per 7/6 (9) al terzo set dopo 3 ore e 40 minuti di una partita pazzesca dove il canadese ha avuto anche un match Point


Andy Murray b. Milos Raonic 5/7 7/6(5) 7/6 (9)

Non è stata una delle migliori versioni di Andy Murray quella ammirata quest'oggi contro Milos Raonic. Falloso, a tratti nervoso e non al meglio a livello tennistico e mentale eppure è sempre lo scozzese a vincere grazie a un cuore e a una forza mentale impressionante. Affrontava un Raonic battuto otto volte su 11 prima d'oggi, tra cui due volte quest'anno al Queen's e a Wimbledon. Un match folle quello di oggi pomeriggio, conclusosi dopo 3 ore e 40 minuti (mai una partita era durata così tanta nella storia della Finals), che ha visto un grande Raonic, il migliore dell'anno, andare avanti di un set e di un break e avere anche un match point nel tie-break. Non è bastato però per evitare la sconfitta che gli toglie la prima finale nel torneo dei Maestri dove fino a una settimana fa era addirittura in dubbio se giocare o meno. Potrà consolarsi tuttavia con la terza posizione mondiale, suo best ranking, a meno che Nishikori non vinca il titolo.

Che non sia il solito Murray lo si intuisce da subito: molle, corto, ovviamente nervoso. Il suo gioco, esclusivamente difensivo, consente al canadese di procurarsi una palla break nel quinto game, poi ben 3 nel nono, durato ben 12 minuti. Murray annulla, ma si tratta di un preludio al disastroso undicesimo game, condito da due gratuiti di rovescio e un doppio fallo a concludere il regalo per Raonic, lesto a mettere in seguito in ghiaccio il set per 7-5. Un primo parziale in cui Murray gioca appena sei vincenti a fronte di 10 errori, mentre prende più rischi Raonic che chiude in negativo con 10 vincenti e 14 errori.

Il secondo set vede stravolgimenti da una parte e dall'altra, a cominciare dal secondo game in cui si assiste al festival degli errori da entrambi; Raonic riesce comunque a salvarsi annullando due palle break. Nel game seguente, sull'1 pari, arriva il break del canadese, bravo a sfruttare gli errori in lunghezza dello scozzese. Tuttavia il vantaggio di Raonic dura poco, dopo il break operato arrivano otto punti consecutivi di Murray, più aggressivo e propositivo in un momento che poteva risultare cruciale per l'esito della partita. Il miglior Murray tuttavia non lo si vede praticamente mai, e sul 3-2 ha da mangiarsi le mani non convertendo due palle break, una annullata da un dritto in spinta di Raonic e l'altra letteralmente sprecata da Andy, che sbaglia un passante a metà campo di certo non impossibile su una demi-volèe bellissima di Raonic. Da lì seguono alcuni game equilibrati dove però nessuno dei due arriva a palla break ed è quindi il tie-break a decidere la frazione. Un tie-break che si apre subito con due gratuiti di Raonic, uno col dritto e uno col rovescio. Dal canto suo Murray rimane concentrato compiendo alcune prodezze di tocco come sul 3-1 con una demi-volèe da capogiro. Il sussulto di Raonic non tarda ad arrivare: sotto 5-3 il canadese recupera il mini-break, completa la rimonta fino al 5 pari ma non riesce a terminare l'opera, arrendendosi per 7 punti a 5 in un secondo set durato un'ora e 20 minuti. Due le statistiche chiavi da sottolineare: il 42% di punti vinti con la seconda da Raonic che commette anche 20 errori gratuiti, fin troppi contro un Murray in crescendo ma non ancora al suo miglior livello.

Nel terzo set torna a soffrire Murray al servizio, ma viene graziato nel secondo game da un Raonic spento nelle due palle break avute. Una situazione simile si ripresenta sul 4-3 Raonic, ma questa volta il canadese non arriva a palla break e ha poco da rimproverarsi visto che Murray si aggrappa al servizio e tiene la battuta ai vantaggi. Dal possibile break Raonic si passa al break concreto a zero del nativo di Glasgow, che sul 4-4 approfitta dei rischi futili di Raonic, forse scoraggiato dalle chance avute in precedenza. I capovolgimenti non finiscono qui però. Nel game successivo chiamato a servire per il match Murray subisce i colpi profondi e potenti di uno sfrontato Raonic, che stavolta viene premiato dal suo gioco aggressivo. Da sottolineare allo stesso tempo di nuovo il nervosismo del numero uno al mondo che prende warning per aver scagliato sugli spalti una palla. Quando è il momento di andare avanti nel punteggio Raonic però viene clamorosamente a mancare: sul 5 pari 40-40 prima commette un doppio fallo, poi affossa un dritto in rete in avanzamento. Partita finita? Nemmeno per sogno, arriva il quarto break di fila questa volta di Raonic che spinge ancora col dritto, rimandando tutto al tie-break decisivo che è l'immagine di un match che più imprevedibile non si può. Dopo uno scambio di mini-break Murray si stacca dal punteggio, va avanti 5-3 per poi essere ripreso da un Raonic mai domo, capace di annullare successivamente un match point sul 6-5 con un dritto lungolinea in corsa meraviglioso. Si gira sul 6 pari e il match è lungi dal finire: prima Raonic poi Murray, sul match point in suo favore, sbagliano col back di rovescio. Il canadese salverà altri due match point affidandosi a tanto coraggio, che non manca neanche a Murray, il quale con una volèe annulla sull'8-9 il primo match point per Raonic. La quarta palla match e' quella buona per Andy, che può finalmente esultare davanti al suo pubblico che tanto lo ha sostenuto questa settimana. Alla fine saranno 54 gli errori gratuiti di Raonic, che rappresentano la fotografia del match se paragonati ai 36 del suo avversario.

Una vittoria, la 23esima di fila, fondamentale per Murray, che se avesse perso la partita sarebbe stato scansato dal trono da Djokovic in caso di vittoria del serbo su Nishikori. Ora la palla passa proprio a Nole, costretto a vincere stasera per proseguire la sua caccia alla prima posizione mondiale, che potrebbe decidersi domenica nella finalissima, la prima di Andy alle Finals, a cui lo scozzese si presenterà con ben 10 ore di match nelle gambe in quattro partite. Difficile se non impossibile vedere un Murray al top fisicamente e mentalmente, ma questa stagione ci ha più volte dimostrato come per lui nulla è impossibile.

 


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