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OLIMPIADI - Inarrestabile Andy Murray: sconfigge del Potro in un match al cardiopalma e bissa l'oro olimpico

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by Simone Brugnoli

Il campione britannico conferma l'oro conquistato a Londra al termine di una sfida davvero al cardiopalma e di rara intensità, che ha visto i due giocatori concludere stremati

[2] A. Murray b. J.M del Potro 7-5 4-6 6-2 7-5

Andy Murray bissa la medaglia d’oro conquistata quattro anni fa a Londra, superando un Juan Martin del Potro spintosi oltre i propri limiti, e che conclude questa fantastica settimana con un argento davvero insperato alla vigilia. Lo scozzese, dal canto suo, ha comunque avuto bisogno di quattro set e altrettante ore di gioco per avere la meglio sull’argentino, il quale ha avuto anche la chance di portare la sfida al quinto set, visto che si è trovato per tre volte avanti di un break nel quarto parziale. La lucidità però non poteva essere quella dei giorni migliori complice anche la stanchezza accumulata, e così il britannico corona una fantastica accoppiata Wimbledon-Olimpiadi che invece gli era sfuggita di poco nel 2012, oltre a diventare il primo giocatore a vincere per due volte in fila l’oro olimpico. Chissà che i prossimi Us Open non suggellino un’estate da consegnare direttamente ai posteri. Per Delpo si tratta quasi di un miracolo sportivo visto le esperienze appena trascorse, il cui carattere eroico è stato sottolineato anche da un pubblico in larga misura schierato dalla sua parte.

Nel circuito Murray conduceva 5-2 nei precedenti contro del Potro, con l’ultimo confronto diretto che risaliva però al Masters 1000 di Indian Wells nel 2013, quando ad imporsi fu proprio il gigante di Tandil in tre set. Palito arrivava a questa finale dopo aver estromesso soprattutto il numero uno del mondo Novak Djokovic e Rafael Nadal nella semifinale di ieri, mentre Andy dopo aver rischiato contro Fognini e Johnson ha avuto vita facile nel penultimo atto contro Nishikori. L’avvio di partita è subito palpitante, caratterizzato da un secondo game durato quasi 20 minuti al termine del quale lo scozzese consegue il break alla terza chance a disposizione. La reazione del sudamericano non si fa attendere, complice anche un banale rovescio in rete di Murray che riequilibra la situazione quando è già trascorsa quasi mezz’ora. Ancora una volta, tuttavia, Palito fallisce l’aggancio cedendo il servizio a 30 e consentendo al suo avversario di portarsi sul 3-1. L’andamento del punteggio prosegue on serve fino al 4-2, momento in cui l’argentino approfitta  di un unforced del campione di Wimbledon per ripristinare la situazione. I turni di battuta dei due giocatori diventano improvvisamente molto solidi, tant’è che appare fisiologico un epilogo al tiebreak. Sul 6-5 Andy si guadagna due set point sul 15-40, di cui il primo viene vanificato da un errore in risposta, mentre sul secondo un passate mortifero del britannico manda in archivio la frazione inaugurale allo scoccare dell’ora e un quarto di gioco. Quando sembrerebbe che Murray sia destinato a prendere il largo, vista anche la stanchezza accumulata dal sudamericano, è il gigante di Tandil invece a strappare il servizio all’avversario nel game di apertura del secondo set, confermato successivamente dopo aver annullato due possibilità del contro break immediato. Lo scozzese cerca di porre rimedio alla leggerezza compiuta, ma il servizio del sudamericano non trema permettendogli di conservare il margine acquisito fino al 5-3. Andy cancella un set point sul 30-40, vanificandone poi altri due nel decimo game in cui Delpo serve per chiudere. L’argentino traballa, concede qualche segno di stanchezza, tuttavia grazie al proverbiale schema servizio esterno e diritto anomalo pareggia meritatamente il computo dei set. Il terzo parziale procede senza particolari scossoni nei primi cinque giochi, sul 3-2 però il sudamericano palesa tutta la propria stanchezza psicofisica, esemplificata dai due doppi falli consecutivi che spianano la strada all’allungo dello scozzese sul 4-2. Da segnalare sul 30-30 un fantastico passante stretto di diritto del numero due del mondo, aiutato a dir la verità da un approccio morbido dell’avversario con il rovescio in back. Palito accusa il colpo in maniera evidente, il britannico conferma senza problemi il break ottenuto, e sul 5-2 si permette addirittura il lusso di una risposta vincente che chiude in suo favore la terza partita, a dispetto di un avversario che appare davvero aver finito la benzina. Il quarto parziale comincia con uno scambio di break, ma nel terzo game è ancora l’argentino a togliere la battuta al tre volte vincitore Slam grazie ad una stupenda volèe stoppata su un passante bassissimo di Murray. L’argentino, tuttavia, non ha la forza per progredire nell’allungo, e nuovamente Andy sigilla quello che è il quarto break su altrettanti turni di servizio. Giunti sul 3-3 Juan Martin piazza uno strappo che stavolta gli consente di andare a servire sul 5-4 per prolungare il match al quinto; l’argentino annulla coraggiosamente tre palle break, tuttavia alla quarta è costretto a cedere la battuta con Murray che impatta sul 5-5. Nell’undicesimo game Andy si salva dal 15-40 grazie anche a due aces a dir poco provvidenziali, e spinge del Potro sotto pressione sul 5-6. Palito fallisce una chance per il tiebreak, e dopo aver annullato un match point con un servizio vincente, si espone eccessivamente agli attacchi di Murray, l’ultimo dei quali chiude la contesa dopo 4 ore e 5 minuti. 

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