Ma la terra è sempre più blu: le pagelle!

Concluso il torneo di Madrid, si volerà tutti quanti a Roma. Non prima, però, di aver fatto un piccolo resoconto dell’andamento del torneo spagnolo su terra blu. Vai con le pagelle.
Nadal: voto 0. Ha passato metà torneo a piagnucolare per la terra blu. Nell’altra metà era già uscito da un pezzo. Contro chi? Verdasco. Avessi detto McEnroe. È andato via in grande stile – come suo solito – dichiarando che, se il prossimo anno la terra rimarrà blu, lui non metterà piede a Madrid. Dategli un biberon e colorate di blu ogni campo di terra del globo terracqueo.
Djokovic: voto 0,5. Stesso discorso fatto per Nadal, con la differenza che il serbo è durato un turno in più. È uscito contro il connazionale Tipsarevic, mostrando un tennis che non si vedeva dai tempi di Fantozzi e Filini. Con la differenza che i due personaggi appena citati, sotto la pioggia battente, si sono adattati. Nole, invece, si è lamentato ogni cinque minuti della scarsa aderenza della superficie. Roba forte, per essere il numero uno al mondo. Dategli un paio di pattini, sì. Almeno li usasse per togliersi dalle scatole.
Del Potro: voto 6,5. È arrivato in semifinale, e per tutti gli appassionati è stato un bel traguardo. Peccato, a un passo dalla finale, aver pensato più all’arbitro che alla partita, lasciando campo libero a un concentratissimo (evento raro) Berdych.
Dolgopolov: voto 7. Luce fu. Abbagliati Seppi (va bè) e Tsonga. Contro Del Potro c’era poco da fare, ma ha giocato bene anche lì. L’ucraino sarà sicuro protagonista nei prossimi tornei (se mi smentisce uscendo a primi turni da qui a Dicembre, sappiate che gli ho voluto bene lo stesso).
Berdych: voto 7,5. Ha fatto il suo torneo e per la prima volta in vita sua ha usato la testa in quasi ogni momento. Fino alla finale. Ha giocato bene anche quella, almeno inizialmente, ma nei momenti decisivi è mancato. È partito all’attacco e ha fatto suo il primo set, per poi regalare il secondo a Federer con un doppio fallo da manuale. È riuscito a fare addirittura peggio nel terzo set. Ottavo gioco (4-3 per Federer), Berdych è sotto per 0-40 ed è al servizio: recupera con tre ace e poi infila due doppi falli consecutivi. La testa, Tomas: la testa. Sempre.
Federer: voto 8,5. La superfice l’ha indubbiamente favorito (o meglio, è stato lui a sapersi adattare alla grande), ma per lunghi tratti del torneo ha mostrato un tennis d’altri tempi. Il monologo visto in alcuni match (contro Tipsarevic, ad esempio) è stato un po’ noioso, ma la vittoria del torneo è sicuramente meritata. Nota di merito, in oltre, per essere stato il primo (e l’unico?) a capire che il serve & volley sarebbe stata l’arma vincente. Chapeau.
Terra blu: voto 9. Si scivola – è vero -, ma è l’unica superficie dove si vede un minimo di vero tennis. Favorisce i giocatori d’attacco, penalizza i cyborg che si barricano sulla linea di fondo e a rete scendono solo per sbagliare uno smash. L’intenzione è quella di lasciarla anche per il prossimo anno, apportando alcune modifiche per rendere il campo meno scivoloso. Per quanto mi riguarda: viva la terra blu.
Andy Murray: voto 10. Non ha partecipato al torneo risparmiandoci le continue inquadrature alla madre in tribuna ei pugnetti in segno di esultanza a ogni errore dell’avversario. È il vincitore morale.
Adriano Costantino

