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8 maggio 2012

Nel blu dipinto di blu

Lo ammetto, sono stato tra i primi a proporre una perizia mentale a chi ha avuto l’idea di colorare di blu la terra di Madrid. Poi, ho sentito che quei simpaticoni di Djokovic e Nadal se ne lamentavano e ho iniziato a provare una certa simpatia (per la terra blu, mica per loro).

Le critiche ci possono stare, specialmente da parte dei tradizionalisti. Difficile accettare un cambiamento indubbiamente d’impatto. Da semplici telespettatori, tocca abituarsi al colpo d’occhio, almeno iniziale, che i campi di Madrid offrono quest’anno. Qualcuno aveva parlato addirittura di rimbalzi anomali che, personalmente, non ho ancora visto. Al contrario, mi sembra la solita superficie dove la palla al contatto rallenta. Può rallentare di più o di meno, ma dipende anche dall’umidità del terreno (discorso valido per ogni tipo di terra, per altro). Ma, è pur vero che non ci sono io a Madrid a giocare su quella superficie, quindi tante cose mi sfuggono sicuramente.

 

Le dichiarazioni dei tennisti sono comunque la cosa più bella del torneo di Madrid di quest’anno (oltre alla non partecipazione di Andy Murray, che fa felici grandi e piccini).
Rafel Nadal è stato, come al solito, il più sobrio di tutti e il meno piangina: ha sottolineato la differenza dell’altura; si è appellato alle ragioni storiche; si è lamentato della poca visibilità; ha inveito contro i rimbalzi lenti, irregolari e bassi; e, per finire, ha dato per favorito mezzo mondo tranne se stesso;

Novak Dijokovic avrebbe preferito che gli fosse pervenuta una domanda in carta bollata, almeno sei-sette mesi prima, da parte degli organizzatori del torneo ai fini di ottenere la sua benedizione.

Roger Federer, invece, non sa ancora se l’esperimento gli piace o meno. Se uscirà dal torneo prima della finale, se ne lamenterà. Se vincerà il torneo, dirà che è la trovata più geniale degli ultimi 150 anni. Tocca aspettare.

 

Tra le donne, si sono distinte soprattutto le dichiarazioni delle sorelle Williams. Serena, visibilmente al settimo cielo e rotolandosi in mezzo al campo, si è lasciata andare in un commento tecnico sulla qualità e le proprietà fisiche del colorante usato: “Sporca di meno!”. Tra l’altro, credo sia l’unica a pensarla così: ieri, tutti quelli che sono scivolati, prima di riprendere a giocare si sono spazzolati per bene con la carta vetrata neanche fossero caduti in una tinozza di liquame. Venus ha invece dichiarato che trattasi di “una vera e propria terra alla moda”. Ringraziando il cielo, quest’anno non si porta la terra a zampa d’elefante, altrimenti sarebbe stato un casino.

 

P.S. se Nadal dovesse vincere il torneo, esigo come minimo che prenda il microfono e, invece di ringraziare mezzo mondo e fare i soliti finti complimenti al tennista sconfitto, si lasci andare in un turpiloquio nei confronti degli organizzatori, del governo spagnolo, dell’Unione Europea e del Nuovo Ordine Mondiale.

Adriano Costantino

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