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26 gennaio 2012

Resurrezione

Se a 28 anni siete ancora convinti che Rogi possa battere Rafa negli Slam allora siete degli sfigati.

Se poi di anni ne avete 38 allora non avete altre speranze che diventare un giovane ministro raccomandato con capigliatura (e solo quella) gramsciana.

 

Non ho visto la partita, ennesima riedizione della sfida del secolo.

Ho avuto le guardie forestali, i vigili, i NAS e l’FBI in cantiere.

Sembrava CSI, solo che era un casale nella campagna bolognese.

E non era morto nessuno.

Il tennis invece muore e risorge di continuo.

Ucciso dal crudele algido svizzero, reo di giocare un tennis bello ma freddino, senza palle, di vincere facile con avversari deboli e sciogliersi di fronte ai più forti. Colpevole di avere una moglie grassoccia, antipatica e dittatrice (condizione non dissimile a una percentuale ragguardevole dell’universo maschile, ma tant’è a Rogi non si perdona).

Trucidato dal grattatore spagnolo, tutto grinta e chimica (forse, non so, non ricordo, dicono, ma nessuno tira fuori nulla, allora sono tutte chiacchiere).

Ferito a morte dall’esagitato letterman di Belgrado, prova vivente che dopo il peggio si può persino scavare.

Soffocato dallo scozzese che voleva farsi re e invece si fa ogni giorno più stolto e ciondolante.

 

Non ho visto la partita ma me la immagino molto bene, ne ho già ammirate 2634324232536443 sul genere.

Rogi parte bene, vince il primo, poi diventa il solito adorabile panetto di mascarpone e Rafa gli è sopra in un attimo.

Segue una apoteosi di grattamenti genitali e lacrimucce trattenute.

Bottigliette messe in fila e carati su mani da lattaia sciocca.

Il tennis migliore degli ultimi anni, ma la testa da numero 2147514 del mondo. Questo è Federer.

Rogi sarebbe debole psicologicamente anche nella WTA, dove pullulano instabilità mentali, psicosi e narcisismi malamente espressi. In confronto a Federer la Dementieva è (era) un colonnello dei marines.

 

Il tennis muore per la prevedibilità dei protagonisti e per l’incapacità di proporre giocatori nuovi.

Mi sono ritrovata a tifare prima il brasato australiano Hewitt e poi per la simpatica Sarita Errani.

Siccome sono consapevole delle mie perversioni, la terza notte ho messo il decoder su Discovery Channel, ma è stato come passare al metadone.

 

Aspettiamo la resurrezione imprevedibile per mano di qualche guru pazzo o poeta fuggito da una Bollettieri.

Cambierà, ne siamo certi.

 

Per ora è morte apparente.

Lecorbu_Vale

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