Strawberry fields forever

In chimica presi 18. Non è il mio sport. Non la capisco, elettroni, elettrini, molecole, booh.
Eppure la chimica è importante, è bella, è poetica, può essere persino onirica. Ha aiutato Baudelaire, Rimbaud e Jim Morrison.
E se rendesse meraviglioso anche il tennis? Se potesse divenire legale portare le facoltà di resistenza umana oltre ogni limite per dare luogo a sfide epiche e incredibili?
Non sarebbe bello?
Potremmo vedere tennisti che non si stancano mai , che giocano partite kilometriche e ricche di pathos, superuomini che non si accorgono della pioggia, del vento e del sole.
In fondo l’arte è stata spesso aiutata dalla chimica, Les fleurs du Mal venne scritto sotto effetto eppure lo leggiamo con passione, viene persino studiato nelle scuole.
Proviamo ad alzare l’asticella dell’umana resistenza e vediamo cosa capita.
Piantamola con questa favola che lo sport è insegnamento per i bambini, il tennis è un gioco estremo e miliardario, bello e crudele.
Credo sarebbe una idea interessante.
Immaginiamo cosa sarebbe diventata la partita di oggi, la fantastica finale finale di Slam fra Nole e Rafa, se i giocatori avessero potuto aiutarsi con la chimica?
Già così abbiamo visto due guerrieri, molti di noi hanno assistito al match sopraffatti dall’emozione, in piena tachicardia.
Ma con l’aiuto della chimica cosa sarebbe cambiato?
Avremmo assistito a una partita di 12 ore, certo sarebbe stato complicato per tutti noi rimanere incollati alla sedia per tanto tempo, si porrebbero problemi logistici anche per gli spettatori (nutrirsi, andare in bagno).
Accontentiamoci così, forse è meglio no?
Lecorbu_Vale
Resurrezione

Se a 28 anni siete ancora convinti che Rogi possa battere Rafa negli Slam allora siete degli sfigati.
Se poi di anni ne avete 38 allora non avete altre speranze che diventare un giovane ministro raccomandato con capigliatura (e solo quella) gramsciana.
Non ho visto la partita, ennesima riedizione della sfida del secolo.
Ho avuto le guardie forestali, i vigili, i NAS e l’FBI in cantiere.
Sembrava CSI, solo che era un casale nella campagna bolognese.
E non era morto nessuno.
Il tennis invece muore e risorge di continuo.
Ucciso dal crudele algido svizzero, reo di giocare un tennis bello ma freddino, senza palle, di vincere facile con avversari deboli e sciogliersi di fronte ai più forti. Colpevole di avere una moglie grassoccia, antipatica e dittatrice (condizione non dissimile a una percentuale ragguardevole dell’universo maschile, ma tant’è a Rogi non si perdona).
Trucidato dal grattatore spagnolo, tutto grinta e chimica (forse, non so, non ricordo, dicono, ma nessuno tira fuori nulla, allora sono tutte chiacchiere).
Ferito a morte dall’esagitato letterman di Belgrado, prova vivente che dopo il peggio si può persino scavare.
Soffocato dallo scozzese che voleva farsi re e invece si fa ogni giorno più stolto e ciondolante.
Non ho visto la partita ma me la immagino molto bene, ne ho già ammirate 2634324232536443 sul genere.
Rogi parte bene, vince il primo, poi diventa il solito adorabile panetto di mascarpone e Rafa gli è sopra in un attimo.
Segue una apoteosi di grattamenti genitali e lacrimucce trattenute.
Bottigliette messe in fila e carati su mani da lattaia sciocca.
Il tennis migliore degli ultimi anni, ma la testa da numero 2147514 del mondo. Questo è Federer.
Rogi sarebbe debole psicologicamente anche nella WTA, dove pullulano instabilità mentali, psicosi e narcisismi malamente espressi. In confronto a Federer la Dementieva è (era) un colonnello dei marines.
Il tennis muore per la prevedibilità dei protagonisti e per l’incapacità di proporre giocatori nuovi.
Mi sono ritrovata a tifare prima il brasato australiano Hewitt e poi per la simpatica Sarita Errani.
Siccome sono consapevole delle mie perversioni, la terza notte ho messo il decoder su Discovery Channel, ma è stato come passare al metadone.
Aspettiamo la resurrezione imprevedibile per mano di qualche guru pazzo o poeta fuggito da una Bollettieri.
Cambierà, ne siamo certi.
Per ora è morte apparente.
Lecorbu_Vale
Parole, parole parole

L’anno tennistico si apre coi big 4 che sberciano e si agitano, pronti a fare vedere che muoiono dalla voglia di giocare, anche se naturalmente non ci crede nessuno.
Rogi si esibisce in dichiarazioni mielose sull’importanza di Mirka nella sua vita, nel suo gioco e negli equilibri medio-orientali. La simpatica consorte di Rogi appare ai più una Yoko Ono del tennis (con meno back round culturale ma certo con più carati) e Rogi ce la mette tutta per renderla simpatica.
La mia nonna diceva Sant’Anotni al se inamure d’un ninen (trad Sant’Antonio si innamorò di un maiale).
Chiedere ai 373423273 allenatori e sparring partner che la evitano come una colica la sera di capodanno per sapere che bel tipino è.
Murray deve far veder al mondo che la scelta di essere affiancato dal Mostro è cosa buona e giusta. Così Andyino afferma (senza nemmeno il dubbio di apparire ridicolo) che si vuole ispirare a Ivano in tutto, che per lui è un punto di riferimento essenziale, il Virgilio che lo porterà al trionfo, guidandolo fra i gironi dell’ATP (io sono una che ha studiato e mi piace farlo vedere ognitanto).
Se essere affiancato da uno tennisti più antipatici e col gioco peggiore degli ultimi 123548 anni appare una soluzione a chi invece avrebbe bisogno di essere più aggressivo allora CHEERS!.
Nole come sempre alterna performances para teatrali ad affermazioni di falsa modestia, parla meno però, che soggiornare nella camera iperbarica impasti la lingua?
E veniamo a Rafa, finora cinno educato che limitava le proprie manifestazioni esagitate al campo da tennis, ora novello retore e portabandiera di tesi ghediane.
Rafa appare ziotonizzato e mostra la faccia cattiva.
Si gioca troppo dice e Roger non si lamenta mai, lui finirà la carriera integro mentre io e Murray avremo problemi enormi. La soluzione è giocare più sulla terra battuta.
Brillante idea!
Dunque il buon Nadal percorre121324 kma match e si accorge ora che il suo fisico ne viene logorato, scopre che ha la programmazione di un turnista fiat (senza certamente averne la preparazione scolastica e intellettuale) e questo non giova alla sua forma.
Conclusione giocare più match sulla superficie a lui gradita (che peraltro è anche da maratoneti) perché sul cemento gli fanno male i legamenti. L’idea che i campi duri non siano fatti per correre i 4000 siepi a ogni 15 non lo sfiora.
Anzi è colpa di Roger, che vuole fare il gentiluomo.
Una obiettività così non si è mai vista neanche nella autocritiche post elettorali del piddì.
Chiedete a Federer, Llodra, Raonic o Mahut e vi diranno che il mondo dovrebbe trasformarsi in meraviglioso tappeto verde.
Chiedete a Nishikori e vi dirà che abbassare la rete sarebbe un’ottima idea.
Chiedete ai doppisti e vi diranno che dimezzare il campo sarebbe carino aumenterebbe la spettacolarità
Chiedete a me, ho ottimi consigli per ristrutturare la vostra casa.
In fondo basta chiedere no?
Lecorbu_Vale
It ain’t over till it’s over
Non è bastato un fine stagione stanco e incerottato, popolato da big senza motivazioni e ciondolanti nei loro acciacchi.
Non sono bastate le 5142423131 esibizioni prenatalizie, postcapodannesche e mai postcoitali che hanno visto improbabili vincitori e tristi campioni dalle gambe spezzate.
Non è bastato ammirare le sorelle Williams, pervase di gratitudine verso le padrone di casa Penny e Schiavo, tanto da esserne sconfitte.
Non è bastato vedere Rogi con telo da mare e infradito, appena rientrato da Jumeirah Beach, farsi prendere a pallate da Nole.
Non è stato sufficiente scoprire che Ferrer non è stato colpito da un petardo impazzito nella notte di Capodanno, ma lotta e vive insieme a noi (cioè a voi).
Non è bastata la ferale notizia che il tuo incubo adolescenziale è rientrato, seppure nelle vesti di coach, l’essere più odiato che abbia mai calcato un campo da tennis rientra sul luogo del delitto e proverà ancora a profanare il tempio di Church Road. Ivano il vampiro allenerà il vampiretto Andy. Rivedere Lendl a bordo campo è come svegliarsi alle 7 e 30 del mattino, pensando che devi ancora dare la maturità e DIOBONO è uscita storia all’orale, mentre tu avevi smesso di studiare dalla Seconda Guerra di Indipendenza in poi.
Tutto questo dovrebbe far scomparire la passione, alleggerire la follia , stemperare la voglia di tennis.
Invece NO.
Alla riapertura della stagione ufficiale, la mattina del 2 gennaio, complici il clima semifestivo e le città dormienti, accendi i tuoi 125213232 decoder, orienti feed dual feed e sticazz, pronta per vedere in contemporanea Doha, Brisbane, Chennai, con il lieve rammarico che di Auckland arriverà pochino nel nostro emisfero. Già cominci con i primi dolori, ma come Tomic l’odioso cinno australiano, ha vinto una partita al terzo set, sarà mica il suo anno? Era quello che intendevano i Maja?
Già cominci a bestemmiare che Eurosport taglierà le trasmissioni da Doha per mandare in onda il tiro alla fune su ghiaccio (versone con e senza pattini).
Difficile liberarsi di certe passioni.
It ain’t over till it’s over
Buon inizio stagione a tutti.
di Le Corbu Vale

