It hurts so good
E’ il momento di gioire, l’Italtennis è in salute, due italiani ai quarti nel tabellone maschile e femminile.
La Schiavo, credibile con quel vezzoso completino bianco e rosa come una pinza idraulica nella vetrina di Bulgari, ci ha strabiliato col suo gioco fatto di svolazzi e cambi di ritmo. Ha sconfitto in un match combattuto e non semplice la Jankovic, issandosi fino ai quarti, il che per una top ten non è proprio una notizia clamorosa.
Ne siamo lieti.
Se poi ci promette di non tornare più a Porta a Porta, dicendo che Berlusconi è tanto rispettoso della Costituzione, potremmo anche fare riti apotropaici per una sua vittoria.
La vera notizia è Fognini, partitone vinto al 5° set contro Montanes, un eroe, Fogna si conferma l’uomo dei grandi match, un Enrico Toti reloaded, fa pure la dedica al babbo che non sta tanto bene (e al quale facciamo gli auguri per una pronta guarigione).
I giornali hanno titolato con vigore “Fognini eguaglia Renzo Furlan” (dimenticando di aggiungere sticazzi).
Tutti uniti sotto il tricolore.
Solo una brutta persona, cinica e invidiosa non si unirebbe al carosello gioioso per questa storica vittoria.
Quella persona sono io.
Il tennis italiano maschile praticamente non esiste. A parte qualche volenteroso giocatore da challenger (Cipolla o Lorenzi, quest’ultimo sempre sia lodato per il suo tennis originale e OT che quasi l’ha portato a battere Nadal a Roma, in quel occasione dio avrebbe potuto dare dimostrazione della sua esistenza cancellando quel “quasi”, ma tant’è) e alcuni non giocatori (Volandri, Bolelli) restano Starace, Seppi e Fognini.
Siamo certi che né Starace né Seppi sarebbero stati capaci di sfruttare l’A1 nel draw parigino che si è aperta davanti Fogna. Seppi molto probabilmente avrebbe perso il taxi per il Parco dei Principi, oppure sarebbe stato colto da una colica perché ha mangiato troppo o troppo poco.
Poto avrebbe realizzato che la distanza dello Chatrier da Castellamare di Stabia è superiore al minimo sindacale che gli viene consentito per essere performante e avrebbe perso.
Fogna ha sfruttato una occasione d’oro.
Al primo turno becca Istomin, davvero un bocconcino tenero sulla terra, e a Fognini sono bastati 3 rapidi set per aver ragione dell’analgesico uzbeko.
Istomin è un giocatore fastidioso per quella sua abitudine di mandare all’aria i pronostici di noi fantatennisti, se al primo turno becca al sorteggio un giocatore deboluccio, magari un qualificato, ecco che inspiegabilmente si squaglia dopo una lotta indicibile. Il fatto che abbia scaricato Ichart sul suo iphone per verificare con agilità i flussi di betting anche ai cambi di campo non deve far pensare male.
La sconfitta di Istomin è un’ottima notizia per la collettività.
Fogna prosegue il suo cammino facendo fuori in tre set rapidi Robert, un giocatore francese dal talento puntiforme che per motivi ignoti ha sconfitto l’inutilità glabra, ovvero Berdych (il ceco è candidato insieme a Gulbils al titolo sola del decennio, stanno facendo a gara a chi perde match più assurdi).
Al terzo turno trova Garcia Lopez, uno dei 746 spagnoli dell’ATP, meno noioso di altri e per questo meno vincente, lo batte giocando benino.
Agli ottavi si annuncia la sfida con Montanes, altro spagnolo, inguardabile, pallettaro, noioso e dal mento sfuggente.
Montanes è il mediano che ha scalato la classifica, fatica, sudore, capellino girato e gemiti che provocherebbero una caduta del desidero anche alla milf più assatanata. Montanes è inguardabile, dicono sia un bravo ragazzo (la stronzata che di solito si usa per appiccicare un complimento a qualche sciagura sportiva).
La partita è di una bruttezza planetaria, l’hd della tv tenta la fuga per evitare di dar luce quel diluvio di tristezza.
Fogna ha la sicumera da Supermac di provincia, “io so io e voi non siete un cazzo”, il match è altalenante, a ogni calo di tensione Fabio diventa irritabile e irritante, butta la racchetta per terra, si guarda attorno schifato, occhieggia di traverso la giudice di sedia che dopo 12 minuti già lo odia.
Gli atteggiamenti fognaroli sul campo sono notoriamente poco oxfordiani, nella sua carriera ha collezionato warning e penalità varie, facendo perdere la pazienza persino a Robredo, uno dei giocatori più corretti (oltre che sexy, scusate l’OT), a cui esplose in faccia qualche mese fa con un hombre de mierda.
Montanes è un mulo, sordo e impermeabile, continua a gemere aspettando l’errore fognarolo e i due si trascinano al 5°.
Lì il colpo di scena, Fogna si infortuna, sono crampi, no qualcosa si è rotto dice lui, la giudice di sedia scende, è una donna felice, vedere Fognini soffrire la fa stare bene. Chiamano il fisio.
Massaggino.
Cremina.
Tisanina.
MIRACOLO.
Fogna da fermo tira comodini e l’insipienza sdentata di nome Montanes butta 5 matchpoint, dimostrando di meritare il sorriso più brutto dell’ATP.
Fabio fa 79 falli di piede e ovvio non allontana la zampetta dalla riga, manco ci fosse in gioco la sua virilità (quando Scanagatta gli fa questa domanda in conferenza stampa, Fogna risponde con charme ineguagliabile “fammi domande più intelligenti, sforzati”, forse quella giudice di sedia non aveva poi così torto).
Sboroneggia di diritto e di rovescio.
Vince da fermo.
Metà del pubblico forcarolo e giacobino dello Chatrier lo sommerge di fischi.
Certo se fosse stato uno strappo (come confermerà il prevedibile comunicato stampa del dottore di Fogna a fine match) siamo di fronte a un episodio di malasanità. Il fisio dell’ATP doveva fare presente che il ragazzo stava malino invece che coccolarlo come un moroso, avrebbe dovuto chiamare o sollecitare il MTO.
Fognini probabilmente non scenderà in campo contro Djokovic.
Certo se davvero stava così male ha messo a repentaglio la propria salute e ha indebolito il torneo.
Forse è stato malconsigliato dal fisio ATP.
Mi viene in mente Giselina Dulko, un risentimento alla coscia, perde il primo set con la Bartoli, e subisce un break, si ritira, vuole tenere una chance per il doppio con Flavia.
Alle volte la classe è anche saper fare un passo indietro al momento giusto.
Lecorbu_Vale
Il Quinto Escremento
Per giorni, mesi, per un anno intero la litania promozionale del combined ha gasato l’intera nazione.
Il sentirsi grandi pur non avendone le oggettive capacità, l’esaltazione dell’improbabile, ha ipnotizzato migliaia di allocchi e animelle, che al grido del “Quinto Slam” si sono proiettati all’acquisto del biglietto alla cieca: panico alla biglietteria. Si è partiti dal ritrovarsi il ground a 24 euro col Pietrangeli a 23, salvo poi rendersi parzialmente conto del controsenso e invertire le quote. Il prezzo ground è rimasto in ogni caso 11 euro più caro del passato, senza avere a disposizione i match del Pietrangeli. L’abbonamento al secondo campo del Foro per importanza non è stato altro che un pretesto per saccheggiare le tasche degli stolti, che nel frattempo continuavano a chiedersi “Ma insomma chi mi vedo?”. Avrebbero gradito delucidazioni da un numero verde, gli avesse risposto qualcuno. 10500 posti fittizi, poiché castrati dagli abbonamenti del primo anello. Lo stadio è apparso veramente pieno solo in due occasioni, nonostante i proclami.
Ma veniamo alla questione organizzativa.
Organizzare un combined nel bel complesso mussoliniano poteva affascinare idealmente, è vero, ma provando un attimo a rimanere realisti il dubbio di come fare ad ospitare maschi e femmine in quell’impianto era atroce, ed è balzato agli occhi fin dall’annuncio stesso dell’evento. Per fortuna la pioggia è arrivata solo alla fine, a baciare le grazie di Masha e l’aura di Nole (veri salvatori del torneo): drammatico sarebbe stato un eventuale ritardo della programmazione durante la settimana. Chi ne ha fatto per prima le spese è stata Flavia Pennetta, abbandonata dalla Federazione sul Pietrangeli all’una a.m., e ne avrebbe pagato le conseguenze anche l’uomo della notte Djokovic, non fosse stato per la pioggia purificatrice della domenica. In aggiunta un Nadal costretto ad allenarsi in Hotel nei primissimi giorni, e l’uscita degli order of play mai prima delle 21.00, a testimoniare la difficoltà nel gestire giocatori, campi ed orari in quest’impianto, bello, ma risicato.
Terrei a sottolineare che lo stesso impianto fu messo in piedi da un altro fascista, che però quantomeno fece le cose per bene, potendone noi oggi ancora godere dopo 60 anni. Il nuovo centrale è il simbolo di come l’apparenza sia il marchio del nostro amato “Quinto Slam”. Ritardi su ritardi, dopo modifiche su modifiche, è nato, sembra un gioiello a vedersi. Sembra. Già, perché tralasciando l’annunciata copertura (sarebbe dovuta essere apposta già quest’anno), appare evidente come manchino uscite di sicurezza nel terzo anello, e come i giornalisti vengano fatti passare per sfollati in quegli orrendi containers.
Lo spostamento nel calendario, che ne ha posticipato l’avvio a due settimane prima del Roland Garros, ha solo peggiorato le cose, portando numerosissimi atleti al ritiro.
Ben 16 gli atleti annunciati e mai scesi in campo, vuoi per sfortuna, vuoi per altri motivi, eccoli:
Serena e Venus Williams, Clijsters, Zvonareva (neanche in entry list), Rezai, Kvitova, Cibulkova, Goerges fra le donne;
Del Potro, Nalbandian, Ferrero, Robredo, Haas, Gulbis, Monfils, Nishikori e Ferrer fra gli uomini;
Aggiungiamo ora gli 8 ritiri a match in corso di svolgimento:
Vinci, Kirilenko (in doppio), Petrova, Azarenka fra le donne;
Karlovic, Anderson, Naso, Melzer fra gli uomini;
Andiamo a 24.
Le simpatiche pillole che impreziosiscono questa critica sono tante ed esilaranti.
Inizierei da un curioso fischio, dovuto a problemi nell’impianto audio del Centrale, del quale mi sono subito reso conto il giorno d’apertura. Un sibilio intermittente e fastidiosissimo, che ho portato fin dentro al mio letto domenica scorsa. Adesso, io posso anche far finta di nulla e rimanere felice della giornata di tennis, ma non so quanto siano stati felici i giocatori. Pensavo “Ma si dai sarà stato un problema passeggero…”, mi sbagliavo. Il fischio è persistito per l’intera settimana ed è riuscito ad infastidire anche davanti alla tv.
Proseguo con il guasto alle luci del Pietrangeli, che ha oscurato gli umori di Soderling ed Almagro, e rilancio con il problema all’idrante durante il match fra Federer e Gasquet. Dopo le lamentele di Roger sul campo secco e scivoloso, il povero aggeggio si è autoanimato provando ad accontentarlo. Vorrei chiudere con Richard Wozniacki, curioso incrocio fra talento e bellezza apparso nei maxischermi del Pietrangeli (campo apprezzato anche da Volandri), ma devo anche appuntare i microfoni rotti alla premiazione della Sharapova, apparsa simile alla premiazione di una gara di affettatori di prosciutto norcina.
I casi sono troppi, la consecutio temporum mi abbandona, e a casaccio proseguo nell’elenco:
Sarà stato forse un dispetto, ma la giustiziera della nostra Pennetta Mattek, è tornata a casa senza un completo. Realizzo che non si tratta di dispetto ad personam quando vengo a sapere del furto di macchinette nèspresso e treppiedi fotografici.
Si stava meglio quando si stava peggio? Forse, così provo a pensare ai punti in comune con gli anni precedenti, e penso ai bagni. Ho pensato di essere a Lampedusa, finchè non sono giunte una ventina di persone a chiedere chi fosse quello alto col pizzetto. Si trattava di Soderling. Ho così realizzato di trovarmi proprio al Foro Italico.
A un certo punto mi sono domandato, ma sarò io che sono stronzo, o qualcun altro ha i miei pruriti?
Scorgo che la mamma di Francesca Schiavone viene relegata al terzo anello, e che il padre di Djokovic viene appellato come zingaro mentre provava a raggiungere il figlio negli spogliatoi, poi scopro anche che Monica Seles si impone per permettere alla bistrattata Reggi di partecipare alla propria premiazione. Dulcis in (pro)fundo leggo le copiose lamentele della stampa estera per i disservizi in sala e non solo, e penso: beh, avranno favorito il lavoro dei giornalisti italiani, dai.
Mi torna un attimo la memoria, e ripenso alla questione accrediti. E’ stato a dire il vero un sollievo per noi giovani ragazzi in erba di Tennisworlditalia, sapere che il disco rosso sia stato riservato anche a gente come Rino Tommasi, o il bravo ed appassionato Nize, che tanto si da da fare da anni per il tennis nella Capitale, e che addirittura Scanagatta sia stato trattato vergognosamente. Il sorriso giunge quando penso a portaborse di amici di amici di amici con appigli di vario tipo in Fit, e vedo pertanto gente munita di macchina fotografica e priva di una seconda (in alcuni casi anche prima) lingua, bazzicare col badge, privi di tesserino, e magari anche con sole 1000 visite al giorno nel proprio sito web. Curioso come nello stesso sito in questione, un redattore si sia addirittura lamentato del mancato accredito, quando due di loro sono inspiegabilmente stati accreditati.
Mi dico, dai, proviamo a passare una serata al villaggio vip, l’estate romana si avvicina, inauguriamola. Chiamo per l’accredito, mi chiedono come mai Tennisworlditalia non sia stata accreditata, gli rispondo con un pizzino per lasciar intendere i perché. Mi avvertono di come l’ambiente sia assolutamente esclusivo, e si possa presenziare gli eventi solo addobbati di giacca scura e camicia. All’interno trovo jeans strappati, camicie aperte, e bori della peggio specie; manca solo Totti mi dico, arriva pure lui.
Guardo Totti e affiora l’ultimo ricordo, riguardante le discutibili scelte dell’emittente più gggiovane del paese, l’eccelsa Italia Uno, che ha preso in giro per l’ennesimo anno i propri telespettatori. Con sempre nella mente la storica finale Nadal-Federer interrotta per la bellezza di 2 ore per lasciar spazio ai festeggiamenti dell’ultimo scudetto (?) di Moggi, causa pioggia veniva mandato in onda nel tardo pomeriggio di domenica ritorno al futuro, mentre Djokovic e Nadal inscenavano una delle partite più belle negli ultimi anni agli Internazionali. E’ forse una fortuna aver evitato l’ascolto di un commento tecnico inadeguato, ma non finisce qui: la più geniale delle emittanti berlusconiane è riuscita addirittura a far incazzare migliaia di romani con uno spot, cambiando colonna sonora ben 3 volte, prima di arrivare ad utilizzare quel “Grazie Roma” che poco ha a che fare con Roma Città né tantomeno con il Tennis ma tanto con squallidi tentativi di vendere un prodotto fittizio. I tifosi della SS Lazio e non solo, indignati per l’accaduto, hanno così messo in atto l’iniziativa migliore della settimana. La presa in giro massiva nella pagina Facebook degli Internazionali, abbandonata a se stessa e priva della minima moderazione. “Usare l’inno dell’AS Roma come spot per gli Internazionali d’Italia è una mancanza di rispetto per tutti i cittadini romani e non, di altre squadre di calcio che seguono il tennis al Foro Italico”; si inizia con garbo, poi giungono minacce velate come “Boicotteremo la manifestazione”, quindi parte la corrida, impreziosita da perle come: “Ciao a tutti…su che canale posso seguire il commento del duo Zampa/Pericoli?” o “Chissà se a Wimbledon i Rolex li hanno messi a bilancio…”, insomma: “Americà facce Sampras!”
Toni, dimettiti!

Se nel tennis esistesse un presidente come Zamparini per ogni tennista, probabilmente l’allenatore di Nadal sarebbe cambiato già molti ma molti anni fa. Già, perché nel suo box è sempre seduto dagli albori della brillante carriera dello spagnolo una presenza abbastanza inutile, uno pseudo-coach, che se non fosse per il suo cognome, Nadal, di sicuro non avrebbe allenato neanche in una misera scuola tennis. Eppure il maiorchino ha stima infinita per quello zio Toni che l’ha portato ai vertici del ranking atp. Sì, l’uomo dal perenne cappellino bianco ha il merito di aver creato Rafa, impostandolo sul dritto mancino, quel colpo che a Federer (e non solo) ha tolto il sonno.
3 sono i comandamenti di Toni Nadal:
1) non sbattere mai la racchetta: è un gesto di maleducazione verso chi non può permettersela. Se ti vedo lanciare l’attrezzo, l’allenamento termina all’istante. Wow non fa una piega. E Rafa da buon allievo, obbedisce. Per questo motivo per qualche legge antigravità la racchetta di Nadal non ha mai toccato il suolo se non in impensabili recuperi difensivi.
2) quando non sai più cosa fare per conquistare il punto, cerca di rimandare la palla dall’altra parte della rete: l’avversario, disperato, sbaglierà. Rafa ancora da alunno esemplare esegue alla perfezione. Quante sono le partite vinte con questa tattica quando il mancino incappava in una giornata no? Il ragionamento del guru potrebbe essere valido, ma già presenta le prime pecche: cosa succede se arriva qualcuno che corre più di te e non sbaglia nulla con i piedi dentro al campo? Una situazione non prevista dallo sveglissimo Toni. Perché? La risposta è nel punto 3.
3) Qualunque cosa faccia, qualunque slam tu vinca, ricorda che io sarò sempre più intelligente di te. Ok ora si spiega tutto: un’affermazione che neanche Socrate con il suo “so di non sapere” non ha mai sognato di pronunciare. No, caro zio Toni, qui non ci siamo proprio.
Ahi ahi: come la mettiamo con questo incredibile Djokovic? Possibile che un genio come te, non abbia ancora trovato una soluzione? Strano perché anche nei circoli tennis italiani (proprio per esagerare) hanno individuato alcuni difetti tattici nelle prestazioni del nipotone contro Super-Nole.
Stando a ciò che dicono alcuni veri intenditori di questo bellissimo sport, per prima cosa Rafa “forse” dovrebbe stare più avanti in risposta, soprattutto sulla seconda del serbo. Nadal tende invece a scappare indietro, neanche fosse la prima palla di Karlovic, e a quel punto il campo lo vede col binocolo, in tutti i sensi. Morale della favola: la risposta arriva a malapena a metà campo nonostante uno sforzo sovrumano e un urlo di strozzato in gola per la fatica. Ma Nole, questo Nole, da quella posizione non perdona sia di diritto che di rovescio. Inoltre come mai il nostro eroe non ha notato che Nadal ha bisogno di discese a rete? Ieri ha tirato alcuni ottimi dritti che con qualsiasi altro tennista sarebbero stati punti definitivi ma Nole, questo Nole, non solo raccoglie tutto (forse avrà letto il secondo comandamento di Toni) ma la mette nei pressi delle righe: così Rafa perisce dei suoi stessi insegnamenti, della sua stessa tattica.
Caro zio Toni è arrivato il tempo di rimboccarsi le maniche, perché con Nole, questo Nole, ora niente è più scontato, persino sulla terra rossa. E mi scuserai se ti accuso, ma la colpa è soprattutto tua: zero tattica = zero tituli contro Djokovic. Non basta fare il pugnetto e dire “vamos” comodamente seduti sugli spalti per essere coach. A questo punto basta anche la fidanzata di Rafa, Xisca, o la sua sorellina (che sono anche più carine di Toni). Nadal è abbastanza lucido in campo, ma non può fare tutto da solo: alcune sfaccettature sfuggono anche a lui nella foga di una finale contro Invictus Nole. Rafa ha già vinto 9 slam da solo, senza coach. Forse è arrivato il momento di cambiare.
Persino un certo Roger Federer, mr. Tecnica e talento ha avuto degli allenatori: come non ricordare il mitico Roach? Il suo nome, Tony, non deve farci dubitare: lui sì che era un coach, capace di trasformare lo svizzero tamarro e abbastanza “safinesco” in campo (sembra strano ma legende metropolitane narrano di racchette lanciate da fondo campo sino alla rete), in un’icona della storia del tennis. E ora c’è Annacone il quale ha suggerito a Roger un tennis più offensivo che lo ha portato a vincere l’ennesimo Australian Open e Master Cup.
Nel tennis, sembra strano, ma anche la tattica ha la sua vitale importanza. Certo essere alti 2 metri e servire a 210 km/h può risolvere molti schemi. Ma se alcuni aspetti sono difficili da migliorare, bisogna industriarsi nel trovare altre soluzioni. Zio Toni, Zamparini non c’è, ma voci di corridoio dicono che i tifosi vogliano che tu ti dimetta. Per il bene di tuo nipote in primis.
Valerio Carriero
Er sorcio de città e er sorcio de campagna
Kubot Wawrinka Soderling Murray
Lorenzi Lopez Cilic Gasquet
Basterebbe questo a definire imbarazzante lo squilibrio, ma c’è altro.
La “febbra”. Una nuova virulenza scoperta da Rafalito che appare a 39 ma ti permette di giocare con altrettanti gradi ambientali senza sintomatologia e scompare a comando. Appare la mattina, ma già in tarda mattinata puff. L’alibi giusto per la gente giusta.
La sapiente programmazione del combined, fra mille schifezze che vomiterò integralmente lunedì alle ore 14 su questo maledetto blog, ha benpensato di far giocare la terza partita di fila a Djokovic in serale, contro un ottimo Murray e con finale programmata nel pomeriggio di domani. 3 ore con chiusura alle 23.30, naturalmente in conferenza non si lavorerà neanche stanotte e dovremo aspettare domattina per la settima sera per aver uno stralcio. Ma confidiamo nella civiltà e nella diligenza estera in tal senso. Non ci perdiamo per strada, il punto è: che Rafa Nadal è un sorcio.
Il sorcio è il simbolo della contraddizione, ma la trappola è la sua degna conclusione (in natura)
Scappa ma ritorna, è infido ma ammaliante, fortunato ma piagnone, sveglio ma ingenuo, bara ma è corretto, non è bello (ciò che è bello ma è bello ciò che piace, see), perde pelo ma non il vizio, non è quanto ci si aspetta di vedere, da integralisti, su un campo da tennis (peccato Amburgo non sia più Masters 1000, non si sa mai), corre veloce e suda troppo, è infetto ma non muore. Una peste senza peste. E stasera, si rintana.
Un Sorcio ricco de la capitale
invitò a pranzo un Sorcio de campagna.
- Vedrai che bel locale,
vedrai come se magna…
- je disse er Sorcio ricco – Sentirai!
Antro che le caciotte de montagna!
Pasticci dorci, gnocchi,
timballi fatti apposta,
un pranzo co’ li fiocchi! una cuccagna! -
L’intessa sera, er Sorcio de campagna,
ner traversà le sale
intravidde ‘na trappola anniscosta;
- Collega, – disse – cominciamo male:
nun ce sarà pericolo che poi…?
- Macché, nun c’è paura:
- j’arispose l’amico – qui da noi
ce l’hanno messe pe’ cojonatura.
In campagna, capisco, nun se scappa,
ché se piji un pochetto de farina
ciai la tajola pronta che t’acchiappa;
ma qui, se rubbi, nun avrai rimproveri.
Le trappole so’ fatte pe’ li micchi:1
ce vanno drento li sorcetti poveri,
mica ce vanno li sorcetti ricchi!
Adriano S in Trilussa
Il pallonaro
Il giro giusto

Foto Costantini fonte Federtennis.it
Per diventare bidello a scuola, per partecipare a un concorso letterario, per aggiudicarsi un lavoro importante, per essere eletto a una carica pubblica, non importa quanto tu sia bravo, capace, bello, buono, coscienzioso e motivato, devi essere comunque nel giro giusto.
Siamo il paese degli amici degli amici, dello zio prete o assessore, ci stupiamo che il mondo del tennis italiano sia diverso?
E’ nella media, direi forse un pochino sotto.
Piccolo esempio ieri sera, o meglio notte, quando il match della Pennetta è stato programmato a notte fonda sul centrale, con la temperatura era scesa sotto livelli accettabili, una accoglienza davvero regale per una giocatrice di punta, reduce da un infortunio muscolare alla spalla, quindi particolarmente sensibile agli sbalzi termici. Flava ha perso in tre set dalla Mattek Sands, in una partita orribile, fortemente influenzata dalle condizioni ambientali. Forse sarebbe stata sconfitta comunque, certo potevano anche obbligarla a giocare coi mocassini, almeno la partita finiva prima.
Gli organizzatori sono rimasti spiazzati dalla durata del match fra Soderling e Verdasco, indubbiamente una sorpresa per chi si occupa di nuoto sincronizzato o tiro al piattello, non per chi segue il tennis. Verdasco è specialista nel complicarsi la vita, capace di ingarbugliare situazione favorevoli. Non pretenderete mica che chi organizza la programmazione segua pure il tennis?? Non gli rimarrebbe il tempo per animare il villaggio vip con starlette di prima grandezza.
Vi immaginate Federer programmato a notte fonda a Basilea o Nadal obbligato ad aspettare ore per scendere in campo a Barcellona? Io no, ma qui tutto è possibile, soprattutto se non sei nel giro federale, se hai tagliato i ponti con l’Italia e ti alleni in Spagna, dichiarando che questa è stata la tua fortuna.
Non importa che Flavia sia stata top ten, abbia vinto tre Fed Cup, dando un contributo decisivo in molte occasioni, non importa essere la numero uno in doppio o campionessa di specialità in Australia.
Non è nel giro giusto.
Gli animali della fattoria sono tutti uguali, ma i maiali sono più uguali degli altri.
Se Flavia gioca in California o in Nuova Zelanda viene trattata come una top, qui da noi, in omaggio a una programmazione delirante, subisce handicap inaccettabili.
In Italia basta poco per essere considerati border line o sovversivi, è sufficiente pensare, non unirsi alle danze di questa repubblica dei campanelli e ZAC sei fuori. Facile trovarsi poi a giocare a notte fonda nel gelo romano.
Chi soffre di infiammazioni muscolari da sport avverte l’umidità appena mette il piedino giù dal letto. Dopo dieci minuti del match di Flavia, solo a vedere le condizioni ambientali mi era ripartita la tendinite. Tutti disturbi ignoti al villaggio vip, dove forse altre infiammazioni vanno curate.
La doppia sessione notturna non va bene a Roma i primi di maggio, perché la sera è freddo e umido, basta guardare gli spettatori imbacuccati come per una gita in alta montagna.
In questo buffo mondo italico si danno le wild card a Bolelli, forse come premio del suo straordinario impegno in questi ultimi anni (il primo set con Almagro ieri è stato imbarazzante), si scambiano le intemperanze di altri giocatori italiani per manifestazione di talento, quando invece sono solo la dimostrazione di scarsa educazione, si alimentano assurdi conflitti di interesse come quello di Barazza, coach privato della Schiavone e allenatore pubblico di Fed Cup (chi paga chi, una domanda imbarazzante, che preferisco non pormi, soprattutto ora che si avvicinano le mie scadenze fiscali estive).
Molti amici che in questi giorni frequentano il Foro mi parlano di approssimazione dilettantesca, di facilities imbarazzanti, roba che neanche alla sagra della porchetta di Torpignattara.
Ovvio ci sono grandi campioni e a tenerli lì, magari non al gelo, qualche bel match lo giocano pure.
Ma per essere un grande torneo ci vuole ben altro.
Intanto Nadal si allena nel campetto dell’albergo e lo scrive pure nel suo status di feisbuk, un educato rilievo alle carenze dell’organizzazione (che nessuno ha capito, doveva mandargli zio Toni con la carabina, allora forse coglievano), chissà forse Federer farà la preparazione atletica con la wii e Masha avrà ordinato un tapis roulant da mettere nella suite.
Resta il vippaio, quelli del giro giusto, che una partita di tennis mai la vedranno, che volete gliene importi se si gioca con 12 C, al terzo vodkino il freddo passa no?
Lecorbu_Vale
Romina Oprandi emoziona il Foro Italico
Roma. La mattinata di questo assolato martedì del Foro Italico nuova versione (leggasi torneo combined) ha avuto una protagonista indiscussa, che non giocava né sul nuovo e angusto centrale, né sul Pietrangeli, né tantomeno sul campo 10, coperto da telecamera tv. Romina Oprandi è scesa infatti in campo sul campo numero 1, non coperto da alcuna telecamera, contro l’estone numero 18 del mondo, Kaia Kanepi. Match che appariva chiuso, e che poteva sembrare tutt’altro che interessante all’appassionato di tennis; non però per chi ha visto negli anni scorsi di cosa è capace questa svizzerotta naturalizzata italiana, che all’apparenza più che una tennista sembra una ragazzina che ha abusato di troppe merendine. Classe 1986, ha come best ranking il numero 46 WTA, e l’anno scorso, partita 220, ha chiuso intorno alla posizione 66. Nessun titolo WTA all’attivo, ma 17 titoli di singolare ITF e 10 titoli di doppio ITF. Letto il programma odierno, mi sono diretto senza indugio su quel campo, curioso più che altro di veder di nuovo giocare Romina, che non vedevo dallo scorso Wimbledon, dove superò l’indigena Watson. Accompagnato dal fido Marrelli, anche lui simpatizzante della prima ora dell’italosvizzera, ci accomodiamo sulla tribunetta in marmo, sotto un sole cocente.
L’entrata in campo non era delle migliori: Romina compariva infatti con la tuta, che una volta sfilata mostrava una fasciatura enorme alla gamba destra, intorno al ginocchio, come purtroppo avviene da qualche anno. I commenti sarcastici si sprecavano, ma molti degli spettatori presenti provavano lo stesso ad incitarla. I primi scambi non erano un granchè, diciamocela tutta: la Kanepi volava senza difficoltà sul 5-2, mettendo in mostra una migliore condizione fisica, e una maggiore pesantezza di campo dalla linea di fondo.
Le quote pre-match dei bookma ker, che davano l’estone a 1.15, sembravano corrette. Mai sottovalutare però la forza di questa ragazza, capace di recuperare da infortuni pesantissimi, e di ritornare nelle top100 nonostante tutto. Romina, nel momento peggiore, riusciva a trovare la tattica giusta per abbattere la possente avversaria: palla corta, Kaia chiamata a rete e passante (di dritto, di rovescio, col lob) lucidato a dovere. La gara girava, il primo set le regalava 5 giochi consecutivi; il secondo set era solo una parentesi, dove Romina tirava un po’ il fiato e pagava il pessimo avvio. Poi nel terzo tornava a dominare, la palla corta era ormai un marchio di fabbrica, la Kanepi raramente riusciva a impostare lo scambio da fondo, come piace a lei, e in men che non si dica la Oprandi si portava sul 5-1, e vinceva a 30 il game conclusivo, per il 6-1 finale.
Chissà se in quel momento le sia tornato in mente il torneo che disputò qui a Roma nel 2006: le qualificazioni vinte, gli scalpi di Stosur (6-2 6-2!) e Zvonareva (6-0 6-1!), il match con Svetlana Kuznetsova nei quarti di finale perso al tie break del terzo, dopo un match point a favore sciupato. Da allora, Romina a Roma non aveva più vinto un match, fino ad oggi.
La storia si compie, e poco importa se avviene su un campo non coperto da telecamere; è una piccola rivincita di una ragazza contro il destino avverso, che magari può vincere la guerra, ma qualche battaglia può perderla. “Non credo di essere ancora tornata ai livelli del 2006 – racconta in conferenza stampa- ma mi sento molto bene, nonostante l’ultimo infortunio mi abbia fatto perdere sei-settesettimane fondamentali. Di sicuro è stata una grande vittoria”. Un brindisi in tuo onore, Romina, e grazie.
Dal Foro Italico (come spettatore pagante), per TennisWorld Italia, Alessandro Varrassi
ESCLUSIVA! Trofeo Ion Tiriac: ‘Seppi mio idolo, sono abbonato a TWI’
Madrid (Spagna). Ennesima incredibile esclusiva targata Marrelli-Varrassi dalla Caja Magica di Madrid. Il dinamico duo di inviati di TennisWorld Italia, con un autentico blitz, ha raggiunto quello che sarà il vero grande protagonista della finale di domani. Non parliamo né di Rafa Nadal, né di Novak Djokovic. Siamo in compagnia dell’ambito Trofeo Ion Tiriac, destinato al vincitore.
Ion, grazie per il tempo concessoci! Allora, finisce oggi l’anno passato tra le mani di Rafael Nadal. Che anno è stato, cosa ci racconti?
Ciao ragazzi! Che mine? Innanzitutto sono io che ringrazio voi per avermi dato spazio su un portale così importante e conosciuto nell’intero sistema planetario. Con l’occasione, saluto il vostro ceo, Coppini, mio vecchio amico; appena ho visto che avevate fatto domanda per l’accredito stampa, non ci ho pensato due volte a contattarvi per farvi venire da me. Che anno è stato? Beh, accanto a me Nadal ha collezionato tanti altri trofei, quindi la compagnia non mi è di certo mancata, anche se in mezzo a questi colleghi mancava quello più ambito, il challenger di Caltanissetta.
Che mattacchione!! Scherzi a parte, che torneo è stato quest’anno?
Niente di nuovo, si è confermato il duopolio targato Rafa-Nole; ovunque andrò a finire, sono sicuro che non resterò da solo. Tuttavia, non mi sarebbe dispiaciuto la strada di Caldaro, e impreziosire la già luccicante bacheca di Andreas Seppi.
Seppi?!? Come giudichi il Madrid Open degli italiani e delle italiane?
Flavio Cipolla ci ha regalato una notte magica, peccato per la sconfitta con Llodra, che era alla portata. Degli altri, solite dolenti note firmate Starace e Fognini. Tra le donzelle, ho ammirato una buona Robertina Vinci, ma sono un po’ deluso dalla Schiavone, che con questo tabellone doveva puntare ad un risultato pesante.
Hai provato la terra blu?
Ti dirò, il mio avido omonimo rumeno vuole a tutti i costi dare un altro contentino alle televisioni. Personalmente, come tutti gli amanti della tradizione, sono per la terra rossa, che mi fa tornare in mente tanti classici, come l’incredibile Pere Riba- Key Nishikori di quest’anno.
Che Federer hai visto?
Contro Nadal credevo vincesse, avevo anche fatto chiudere il tetto apposta, e avevo scommesso su di lui, la quota era veramente gustosa per non intervenire. A proposito, avete un euro per la metro?
(Risposta: no, anche noi ci siamo giocati tutto con pessimi risultati).
Questo Bellucci? Meteora o astro nascente?
Monica mi è sempre piaciuta. Ah, non stiamo parlando di lei? Il brasiliano?? Beh, non è Seppi, vediamo che combina nei prossimi tornei.
E tra le donne tira il vento dell’est?
E si, sulla Gran Via non ne trovi una diversa.
Ma no, Ion, intendevamo nel tennis!
Ah, allora lascia perdere. Neanche lo considero quello. Avete visto la finale di doppio? Hanno giocato con i pantacollant. Tanto valeva chiedere il rimborso del biglietto!
Ok, vediamo che non sei troppo in forma, la movida ti ha già avvolto, e sono solo le 23. Lasciaci chiedere una ultima cosa: è vero che ti sei abbonato alla nostra rivista?
Ebbene sì, è una grande testata, poi a quel prezzo… Sono diventato anche promoter, magari alzo qualche soldo per comprarmi il lucidante, dato che Nadal mi ha tenuto per un anno nella stalla dove mangia la biada da minotauro.
Ciao Ion, all’anno prossimo e buona finale!
Ciao e grazie ancora! Un saluto speciale a Coppini, Rebuglio, Esse e Pallotti! Bella Marrè, bella Varrà! Piano con le mine!
Madrid 2011: Diario di bordo
Sabato 7 Maggio 2011
Ore 23.51 : ladies and gentleman dalla Caja Magica de Madrid è tutto, ripartiamo! Grazie per averci sostenuto. A breve vi aggiorneremo dall’aeroporto se possibile. Dalla Caja Magica, per tennisworlditalia, un saluto da Luca Marrelli e Alessandro Varrassi! Come sempre.. Abbonatevi! E’ quello che vuole dio!
Ore 22.12 : finisce anche l’ultimo match di singolare della nostra esperienza alla Caja. A breve ultima cena per noi! Pensavamo di andare a vedere la finale di doppio, però nella tv di servizio della sala stampa, notiamo che le giocatrici sono scese in campo con i pantaloni elastici sotto il gonnellino e francamente siamo convinti che il tennis femminile giocato a gambe coperte sia uno sport totalmente inutile. Sono sicuro che anche le donne, sotto sotto, siano d’accordo.
Ore 19:07 : Nadal batte Federer, come da tradizione. Hanno chiuso il tetto per cercare di far fare partita allo svizzero, ed in parte ha funzionato. Bella partita, di cui vi ragguaglierà Marrelli. Due aggiornamenti su quest’ultimo: 1)dopo la Li, ha messo gli ultimi soldi del suo conto scommesse su tie break sì nel match appena concluso (immaginate come stava a fine primo set); 2) si è fatto 4 caffè da quando siamo riscesi in sala stampa.
Ore 15.23 : la scommessa va a puttane come quasi sempre. Partita ignobile, il tennis femminile fa schifo! Ora grande attesa per il clasico, sperando non sia una mattanza.
Ore 12.31 : dopo un viaggio inverosimile con trolley al seguito e pioggia torrenziale (fortuna un ambulante mi ha salvato vendendomi un ombrello a 3 euro), si arriva alla Caja per THE LAST DAY! Il programma ci vedrà sul centrale per la semifinale femminile numero 2. La partita pessima ci ha obbligati a scommettere pesantemente per rendere sopportabile lo spettacolo. Forza Li! Piccola anticipazione: questa sera, dopo mezzanotte, trascorreremo una piacevole nottata in aeroporto, in attesa del nostro volo che parte alle 6.30. Non perdete i nostri deliri sul blog, che vi racconteranno il tutto, ci sarà da divertirsi.
Ore 10:20: la serata di ieri ha lasciato il segno; cena con panini offerti dalla sala stampa, e Marrelli, distrutto dal sonno, che ancora si sogna le ulra “Ferrù” del pubblico spagnolo. Piove copiosamente su Madrid, nella nostra ultima giornata alla Caja. Tempo di semifinali, e di clasico, nella giornata dove il Milan potrebbe cucirsi il suo 18esimo scudetto sulle maglie. Ci risentiamo dai campi. CHI NON SI ABBONA E’ FAN DI SEPPI!
Venerd’ 6 Maggio 2011
Ore 21.04 : Soderling sempre fedele vassallo di Roger. Problemone, siamo attualmente senza cena, ci serve un miracolo!!AIUTO!!
Ore 17.54 : la nostra penultima giornata alla Caja procede stancamente. L’attesa è tutta per i big match serali, che devo ammettere non accendono per niente la mia fantasia, forse appannata dal sonno arretrato. Dovevo fare la conferenza stampa di Nadal, ma fortunatamente Varrassi si è offerto al posto mio. Ora l’obbiettivo per la serata è quello di ottenere i buoni cena, dato che ce ne siamo già giocati due a pranzo. Sarà necessario convincere una delle volontarie e occorrerà per ciò tutto il nostro proverbiale charme. Speriamo bene!! Ah dimenticavo.. Dovete sempre continuare ad abbonarvi, non fate scherzi!
Ore 16:10: Marrelli è sul centrale ad assister alla mattanza nadaliana, io aspetto Bellucci, carnefice di Berdych, per la conferenza stampa. Marrelli batte Varrassi 2 a 0 a Virtua Tennis 4, una volta Tommy Haas contro Seppi, la volta dopo Del Potro contro Roddick. Clamoroso che ci sia Seppi nel gioco, e non Nalbandian.
Ore 14:50 : Julia Goerges vince e convince, e ci regala una bella conferenza stampa, che trovate sul sito. Attesa per Nadal, Federer e Djokovic, in sala stampa si dormicchia in attesa dei grandi del tennis maschile. Restate sintonizzati.
Ore 13:10 : grazie alla Ricoh per l’aperitivo offerto nello sky lounge con vista sul centrale (Goerges avanti con Pavlyucenkova). Birre a profusione per noi, e gadget di qualità (una borraccia, un paio di occhiali da sole e un porta biglietti da visita), il tutto dentro una borsa. All’inizio non ci era stata data, ma Marrelli, più sobrio, non si è perso d’animo e lo ha richiesto alla gentile Iolanda. Il francese nostro vicino, vistoci tornare col sacchetto, è partito correndo per non farselo scappare (fino ad oggi si era mosso solo per conferenze stampa di giocatori francesi).Cipolla nel main draw di Roma ci fa piacere,. ormai è uno di noi. Se riusciamo, contattiamo il buon Alessandro Nice (di SpazioTennis) per sapere qualche commento in esclusiva. A dopo per la cronaca.
Ore 12:15 : dopo la pazzesca notte che ci ha visto protagonisti, e che non si può raccontare, eccoci di nuovo alla Caja Magica. Il giornale del torneo ha Djokovic “El Invencible” in prima pagina, giunto a 29 vittorie di seguito, come Lendl, che oggi ha un test probabente contro Ferro Ferrer. A breve saliamo dagli sponsor per il cocktail offerto ai media, poi ci butteremo sui quarti, privilegiando il torneo maschile. Marrelli crede passino i 4 favoriti, secondo me Bellucci fa la sorpresa. Vi segnaliamo infine che nel corso della nottata gli abbonati sono raddoppiati, vi ringraziamo per la fiducia concessaci e vi invitiamo a continuare così: SE NON TI ABBONI, NON TI DIVERTI!
Giovedì 5 maggio 2011
Ore 3.09 : Questa volta non se racconta per davvero!
Ore 22:59 : ci buttiamo nella movida, ci riaggiorniamo domattina per il cockatil con gli sponsor. Seguiremo con attenzione Federer e Nadal, alcool permettendo. SE FOSSE LA TUA RIVISTA NOI CI ABBONEREMMO…ABBONATI!
Ore 21.52 : domani ore 12.15 siamo invitati al media cocktail, conoscendo la nostra sete, le cronache delle partite pomeridiane, saranno parecchio sballate. stay tuned!!
Ore 18:12: la bizzarra Mattek batte la Schiavone, e lascia noi giornalisti come ultimo baluardo azzurro alla Caja Magica. Quando già pregustavamo il match tra Rafa e Palito, arriva la notizia l’argentino si ritira per un problema all’anca, lasciandoci orfani della partita del giorno. Peccato, avevamo già preparato una domandina per lui in conferenza stampa. Fortunatamente anche oggi ci regalano cockatil a base di Chivas, che ci aiutano a stare più sereni. Due appunti sul match della Leonessa: 1) nel suo angolo, accanto a Barazza e alla Garbin, c’erano due gnocche stratosferiche, secondo noi più che semplici amiche della Schiavo, magari escort al soldo della leona; 2) Barazza ieri s’è fatto Cipolla, oggi Vinci e Schiavone, e ci sono state altrettante sconfitte; direte voi, la Vinci ieri: beh, è andato via dopo il primo set, forse ha vinto per quello.
Ore 15.32 : anche la Vinci ci saluta. Ci aveva illuso nel primo set, ma la cinese ci ha riportato sulla terra in pochissimo tempo. Resta comunque un gran torneo ed una buona condizione per lei. Ora siamo in attesa della Schiavone, con la speranza di avere un po’ d’azzurro anche domani.
Ore 12.49 : inizio di giornata piuttosto lento, la Wozniacki, per essere una numero uno, non attira le attenzioni ne della stampa, ne del pubblico, per ora poco numeroso sul Manolo Santana. Il piatto forte della giornata ci sarà in serata. La copertina del free press del torneo è dedicata a Juan Martin Del Potro, spauracchio odierno degli spagnoli. La sala stampa pullula di strani personaggi di ogni nazionalità: alcuni di loro, passano la giornata davanti al computer, staccandosi solo per mangiare e per andare alle conferenze stampa. Noi italiani mi sembra che siamo più dinamici, visto che seguiamo un po’ tutto dal campo, con l’aiuto del taccuino, staccandoci dai mostri della tecnologia, almeno per qualche momento. Vabbè va, per ora vi saluto, ci sentiamo dopo la Vinci, mi raccomando abbonatevi!
Ore 11:00 : non ci fermiamo mai. Già in piedi, iniziano i preparativi per andare alla Caja. Cielo limpido e clima caldo, è la giornata di Nadal-Del Potro, e degli ottavi di Vinci e Schiavone, che seguiremo per voi. Ci riaggiorniamo dalla sala stampa.
Mercoledì 4 maggio 2011
Ore 1.10 : CHE MINE????
Ore 0.36 : La quarta giornata volge al termine, siamo al giro di boa. Il bilancio parziale è decisamente positivo. Arriviamo al giovedì con nessun uomo superstite, come potevamo aspettarci dall’inizio, ma con Schiavone e Vinci in ottavi, che in caso di doppia vittoria, si affronterebbero in quarti di finale. Difficile, ma non impossibile. Per quanto ci riguarda, credo che oggi non usciremo, ma riposeremo dopo i bagordi di ieri. Il programma di domani, ci vedrà impegnati con le succitate italiane, in attesa di Delpo- Nadal. Per quanto riguarda me(Marrelli), la partita del giorno è Malisse-Federer, con il primo idolo vero. Chissà che Rogerio non sia stanco. Per quanto riguarda Varrassi, la partita del giorno non può che essere, Azarenka – Parra Santonja, data la sua nota predilezione per le pallettare sfasciate. Vi lasciamo con una massima: un problema risolto è soltanto il prologo ad un problema peggiore. Saluti & baci alle vostre donne!
Ore 22:45 : vi sarete chiesti che fine abbiamo fatto. Siamo saliti sul centrale, con la profezia marrelliana del “massimo 1 ora e mezza e siamo fuori, Roger lo asfalta”. Programmata tutta la serata, abbiamo dovuto stravogerla a causa dell’exploit di Feliciano; la profezia numero 2 di Marrelli (anche se fanno 3 tie brek, dura meno di 2 ore) ha seguito la via della prima. Si aprivano discorsi al limite del delirio sul vassallaggio (ovvero di eterni sconfitti) dei giocatori del circuito nei confronti dell’ex numero 1, in particolare io indicavo in Wawrinka il principale, Marrelli puntava su Roddick, ma entrambi eravamo concordi nel ritenere Feliciano Lopez un membro di tale categoria. Il tie del secondo perso a uno, con conseguente terzo set, ci vedeva increduli ed incazzati per la cena che slittava. Il terzo parziale che andava a rifinire al tie era una lunga agonia, dove rimanevamo increduli per il rovescio di Lopez, passato da semplice posizionamento della racchetta a colpo mortificante le ambizioni di Federer. Fortunatamente per me, che aspetto una semifinale Roger-Nadal, sul 5-2 Lopez pensa bene di scagliare fuori un comodo smash a campo non aperto, di più, con lo svizzero già negli spogliatoio, e la partita prende la strada di Basilea. Il ristorante ci accoglie a braccia aperte, ed un discreto vino bianco ci aiuta a dimenticare.
Ore 18.22 : Vi ragguagliamo di quanto accaduto dall’ultimo aggiornamento. Cipolla non ha fatto un altro miracolo, ci ha provato, ma alla fine gli episodi sono stati sfavorevoli e Llodra era decisamente in giornata si. In compenso, io (Marrelli) mi sono preso una mezza insolazione con relativa scottatura, per guardare Cipolla su un campo 6 baciato dal sole, come mai in questi giorni. Sono proprio uno stakanovista!! Ulteriore disagio, la presenza di due o tre francesi dal compulsivo “allez Michael” “Magnifique” “tres bien” e cazzi vari. Il mio sistema nervoso ha vacillato non poco di fronte ai mantra transalpini. Abbiamo “ammirato” Nadal uccidere Baghdatis e con lui lo sportivissimo pubblico madrileno, che di fronte ad una mattanza sportiva, non ha trovato di meglio che ripetere in maniera ultra ossessiva “Vamos Rafa”. Siamo andati alla conferenza stampa e, non ci crederete, ma Rafa ha ripetuto le solite cazzate di sempre. Domani con Del Potro ci divertiremo. La Chivas ci ha offerto un cocktail, che alle 5 di pomeriggio e a stomaco semi vuoto è buono per sentirsi più leggeri. A dopo. Stay tuned!
Ore 13:50 : torno in postazione per rendervi conto della Vinci (lo leggete sul sito). Marrelli è da Cipolla a sperare nella grazie, probabilmente sta facendo scontri con i francesi di Radio Montecarlo (nostri vicini in sala stampa). Bad Romance dal centrale, tra poco entra Djokovic contro l’airone sudafricano.
Ore 12:00 : grande entusiasmo alla Caja, come titola il giornale del torneo oggi debuttano i fantastici 4. Tra poco ce ne andiamo a tifare Robertina Vinci, bolletta alla mano. La postazione, linda e pinta al nostro arrivo, in due minuti è già un letamaio. Il tempo di un caffè e torniamo operativi. Forse.
Ore 10.13 : La sveglia colpisce come una pugnalata nel petto, dopo l’ennesima serata ai limiti dell’umana sopportazione. Doversi alzare e preparare, con la prospettiva di vedere la Kleybanova, rende la già ardua impresa di staccarsi dal letto, ancor più dolorosa emotivamente. Nonostante ciò la nostra infinita professionalità ci impone ancora una volta di essere ligi al dovere, per raccontarvi tutto quello, di brutto e di bello, che succede a Madrid. Ps. Nel desk di fronte a noi, ci sono due francesi di Radio Montecarlo. Se Cipolla, dovesse per sbaglio vincere, per loro si prospetterebbero 5 minuti di fuoco. hihihihihihihi
Martedì 3 maggio 2011
Ore 1.45 : L’orrido match tra Schiavone ed Errani, seguito dall’agghiacciante intervista ad una sudatissima leonessa alle prese con la cyclette e con il suo staff, hanno posto fine ad una giornata dura, ma tutto sommato positiva, sia per il tennis azzurro, che per noi che abbiamo conosciuto tanta bella gente e scroccato di tutto di più, a cominciare da due inaspettati ed ottimi pasti. Appuntamento a domani, per una nuova mirabolante giornata alla Caja Magica. Come al solito, ci buttiamo nella movida madrilena, con la speranza di potervelo raccontare, anche se spesso, NON SE RACCONTA!!!
Ore 18:54: cockatil a base di Chivas gratis. Dura la vita degli inviati. La Pennetta ci da sòla per l’intervista, ora aspettiamo il derby azzurro della serata madrilena.
Ore 17:50 : Flavia e la Dulko vincono, sia in campo che in bellezza.
Ore 16:25
alito più forte di tutto. A sorpresa abbiamo diritto al buono mensa nel ristorante dei giornalisti, ottimo pranzo per noi.
Ore 14:18: Danielona coscia lunga lotta ma anche complice un infortunio esce sconfitta alla lunga. Divertente il siparietto finale, quando la slovacca dopo un tuono violento si è seduta in panchina, spaventata. Il cielo nero non promette nulla di buono…
Ore 12.00 : La giornata inizia sul Manolo Santana. Sul free press del torneo c’è la foto grande di super Flavio Cipolla esultante, con il sottotitolo “El protagonista del dia”. Ora ci accomodiamo sul centrale ad ammirare le gambe di Daniela Hantuchova e a tifare per loro!!
Ore 10:00 : splende il sole su Madrid, clima quasi estivo, ma le previsioni portano pioggia per il pomeriggio. Tra poco ci trascineremo alla Caja
Luned’ 2 maggio 2011
Ore 22.52 : Ci sono cose per cui vale la pena vivere, una di queste è vedere Cipolla che batte Roddick! Grazie Flavio!
Ore 19:15 : Francesca Schiavone vince in doppio con Stosur contro Errani e Vinci, e fatto più importante mi regala l’asciugamano ufficiale del torneo. Conferenze stampa a go go per noi, tra inglese, tedesco, francese e italiano. Grazie a Robertina Vinci per la disponibilità. A breve andiamo a sbracarci sul centrale per vedere Cips nella mission impossible.
Ore 15:36 : archiviate le conferenze stampa di Federer e Llodra, finalmente arrivano i tramezzini in sala stampa.
Ore 14:07 : Llodra da 6-1 5-0 prova a farsi recuperare, ma alla fine, nonostante 3 doppi falli che portano Querrey sul 5-3 30-40 riesce a chiudere il match. Tra mezz’ora andiamo alla conferenza stampa di Roger Federer. Di cibo neanche l’ombra qui in sala stampa, ci eravamo illusi troppo presto…
Ore 12:54 : Govortsova e nostre bet al seguito spazzate via da Robertina Vinci: niente regola Tommasi. In sala stampa latitatano i panini, la fame aumenta. Ci buttiamo da Llodra contro lo zio Sam.
Ore 10:50 : c’è il sole sulla Caja Magica, la sala stampa è ancora vuota, ci prendiamo un caffè latte in scioltezza. Sul giornalino ufficiale del torneo c’è Maria Sharapova in prima pagina, dopo la sofferta vittoria di ieri con la Rus. Aspettando i panini, ce ne andiamo sul campo 4 a seguire per voi Robertina Vinci.
Ore 8:45 : buongiorno a tutti da Madrid. Il cielo è coperto, nella notte ha piovuto. Siamo ancora in albergo, ascoltando le notizie dal Pakistan sulla morte di Osama Bin Laden.
Domenica 1 Maggio 2011
Ore 20.28 : Varrassi mi costringe ad assistere a 5 pallosissimi giochi della partita tra Jelena Jankovic e Laura Pous – Tio, probabilmente perchè attratto in maniera animalesca dai polpacci della spagnola. Dopo un tale trattamento ho bisogno del consultorio. Comunque sia, dopo aver mangiato a spese della Mutua Madrilena, abbandoniamo la Caja Magica e ci buttiamo nella movida espagnola. A domani, speriamo.
Ore 19:13 : Sembrava averci aspettato il guru ucraino. Sotto 1-6 3-4 e servizio Giraldo, ha iniziato a sciorinare il suo tennis a due velocità, accelerazioni e rallentamenti come su un ottovolante. In men che non si dica, il guru ha 3 palle consecutive per vincere il secondo set: già pregustiamo la portata principale, un terzo set sulle ali dell’entusiasmo. Ma il pazzo Dolgopolov ci riporta coi piedi per terra, e nonostante qualche altro numero di prestigio (da vedere il secondo match point annullato con un poetico drop shot in risposta, con tanto di effetto all’indietro) torna a casa mestamente. Ancora una volta, i buoni perdono.
Ore 18:00 : TennisWorld Italia sbarca a Madrid, per il Mutua Madrid Open. La Caja Magica si presenta tirata a lucido, anche se di pubblico ce n’è pochino (i tornei entreranno nel vivo a partire da domani). Dopo un viaggio al limite dell’odissea (Roma in piena beatificazione, Ryanair e i suoi ridotti spazi per i passeggeri, vari viaggi in metro nella capitale spagnola) siamo giunti nell’impianto madrileno; ritirati i nostri accrediti, e preso possesso della postazione in sala stampa, eccoci sul campo Aranxta Sanchez Vicario ad ammirare la bellezza, ancor prima del tennis, di Ana Ivanovic (per la cronaca, si è imposta in rimonta la bizzarra americana Mattek-Sands), ma con in testa già l’avvento del guru, programmato a seguire sempre sullo stesso campo. Per i pochi che non lo sapessero, non stiamo parlando di Sai Baba (recentemente scomparso), ma di Alexandr Dolgopolov.




























