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11 ottobre 2010

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Nadal e il doping: tanta documentazione, molti sospetti, pochi fatti

L’atleta

All’età di 8 anni, Rafael praticava sia il calcio che il tennis, e in quest’ultima disciplina vinse un torneo regionale per under-12.Visto il notevole risultato, suo zio Toni intensificò gli allenamenti; Rafa colpiva di diritto usando entrambe le mani, e il suo allenatore gli insegnò a tirare come un mancino, per avere un ulteriore vantaggio sui campi da tennis. Infatti, nonostante oggi giochi a tennis con la mano sinistra, egli è destro. E’ in grado di reggere 4-5 ore di fila con 140-150 battiti al minuto di media, con una soglia che sfiora i 200, non va quasi mai fuori soglia. Battito a riposo 60, in gara 180 con picchi di 200,ma quello che sostiene la capacita’ di sforzo e’ il cuore simile a quello di un ciclista. Consuma 72 ml d’ossigeno per kg e per minuto mentre la media e’ 60, superiore di parecchio al normale. Ciò è stata asserito all´esame che fece da piccolo per entrare in una squadra di calcio giovanile, da quanto riporta Tennisitaliano. E’ lo stesso Nadal ad affermare: “Odio la palestra, non spendo tanto tempo in palestra e non mi sembra molto utile; semplicemente corro se qualche punto lo richiede, fa parte del gioco del tennis. Faccio molto lavoro aerobico nella pre-season, ma dopo mi alleno semplicemente giocando i tornei”. D’altro canto, al dottor Julio Tous Fajardo, ricercatore associato presso il laboratorio della performance sportiva (Inefc) dell’Università di Barcellona, bastano poche parole per definire il tennista numero uno nel ranking mondiale. Per il 37enne ‘guru’ spagnolo dell’allenamento di potenza e velocità “Rafael Nadal è un atleta straordinario. Rafa è semplicemente due volte più potente di un qualsiasi giocatore di calcio, figuriamoci di tennis”.

Primi successi, primi sospetti

Le “Journal de Dimanche” aveva inserito nella cosiddetta “lista nera”, della quale fanno parte 58 ciclisti tra cui personaggi di primo piano quali “Piti” Valverde, Ivan Basso, Francesco Mancebo, Jan Ullrich e Alexandre Vinokurov, anche atleti di altri sport tra i quali il tennista Rafael Nadal e ben cinque atleti del Real Madrid additati come “clienti” della clinica del dottor Eufemiano Fuentes, capo della centrale di doping ematico scoperta a maggio in Spagna.

Messo all’angolo, Eufemiano Fuentes vuota il sacco. E propone una trama che d’altro canto non dovrebbe sorprendere: parla di minacce, di tentativi di depistaggio, delle ire dei soliti ‘poteri forti’. Incastrato dalla magistratura spagnola nell’operazione Puerto, questo medico, precisamente ginecologo, con decennale frequentazione presso gli ambienti più chiacchierati e border line della medicina sportiva, ha iniziato a cantare. Prima provando a giocare in contropiede, su assist della radio spagnola Cadena Ser. “Da me non venivano solo ciclisti – ha detto Fuentes – ma pure tennisti, atleti e calciatori. Però a finire in mezzo sono stati solo i ciclisti, è una cosa che m’indigna. Tra l’altro ho visto implicati nomi di gente che non è mai venuta da me. E, al contrario, altri atleti, gente che oggi se ne sta tranquillamente al Tour de France, è stata coperta. Nomi non ne posso fare, c’è il segreto professionale”.

Al di là delle smentite di rito (pronta quella del presidente della Federazione internazionale di tennis, Francesco Ricci Bitti), è iniziato a diffondersi il dubbio di una piovra del doping internazionale, perlomeno europea. Alcuni quotidiani hanno chiamato in ballo i nomi degli sportivi di chiara fama, per esempio il tennista Rafael Nadal.

Questa la prima reazione di Fuentes. La seconda strategia difensiva è passata, al solito, dietro la denuncia di minacce: “Ho paura, sono stato minacciato, ma ho deciso che è ora di parlare”. Terzo passo, la rivendicazione professionale. Certamente curiosa: “Lo sport di oggi è eccessivamente competitivo, non si può restare in forma tutta la stagione. Un medico deve decidere”.

E qui entra in ballo il codice deontologico. Ma non come pensate voi: “Un dottore deve decidere tra la tutela della salute degli sportivi e la legge antidoping”. Fesso chi crede che le norme servano a tutelare gli atleti, a impedire che vengano riempiti di Gh, Epo e steroidi, strizzati per bene e poi buttati come cenci vecchi. In realtà “certi trattamenti – benché proibiti dalla legge – servono ad assistere l’atleta che decide, o è costretto, di spingersi oltre i limiti”.

Erano cominciati gli anni d’ oro della Spagna sportiva. Il paese si identifica nei suoi eroi, nel Real di Capello, Zidane e Raul (con la sua camera iperbarica, anzi, “magica”, come la chiama lui) in Nadal, in Alonso. Che bisogno c’ era di rischiare di distruggere quel castello di emozioni? Così appena comparve la parola Liga nell’inchiesta, tutto si fermò davanti a un problema giuridico “insormontabile”: il doping, al tempo, non era un reato penale. Uno scoglio fino ad allora sempre brillantemente aggirato ma che da quel momento in poi divenne pietra tombale. E l’ inchiesta si fermò. Dal maggio 2006 in avanti- tra chiusure e riaperture formali – il procedimento non ha compiuto un solo passo in avanti. Facendone anzi molti indietro. Del più drammatico di questi si è avuto notizia solo quando si è capito che delle circa 250 sacche di sangue sequestrate a Fuentes (il numero è approssimativo perché, altra anomalia, nessuno si è mai preso la briga di inventariarle) più di un centinaio sono andate perse o si sono deteriorate. Nessuno saprà mai se quelle sacche appartenevano a qualche ciclista o altri sportivi. Così come nessuno saprà chi pagava le prestazioni di Fuentes: nessuno è mai andato in Svizzera a chiedere informazioni sul conto Ubs del dottore.

Espana

Nadal è il vero simbolo della trionfale Spagna sportiva dei primi anni del nuovo secolo. Lì lo sport è il re, il re Juan Carlos ama lo sport, e Nadal è un suo pari. In Spagna la pressione politica è enorme in tutti gli sport. A differenza delle norme dell’Agenzia Mondiale Antidoping (Wada), che obbliga gli atleti a restare a disposizione per eventuali controlli 24 ore al giorno, il decreto approvato dalla Spagna vieta tassativamente che siano realizzati fra le 23 della notte e le 8 del mattino del giorno successivo, per garantire il diritto all’intimità e alla vita familiare dello sportivo.

La normativa, che segue le linee generali indicate dall’Unione Europea, prevede che in quel lasso di tempo non venga effettuato “in territorio spagnolo nessun controllo antidoping o di salute che non sia giustificato da cause mediche, indipendentemente se siano stati ordinati da un’autorità amministrativa, federazione o organismo internazionale”. Nessuna conseguenza per chi rifiuta: “L’eventuale rifiuto di uno sportivo di essere sottoposto a controlli antidoping durante questa fascia oraria non produrrà alcuna responsabilità”.

La misura, che riguarda anche gli sportivi stranieri presenti nel territorio spagnolo, stride con la Wada e dà ragione a sportivi come il numero uno del tennis, Rafa Nadal, che nei mesi scorsi aveva pubblicamente criticato l’eccessivo rigore dell’organismo mondiale antidoping. Il direttore generale dello Sport, Albert Soler, ha comunque sottolineato l’importanza del decreto, sostenendo che la Spagna può ora considerarsi “leader della lotta antidoping in Europa e forse nel mondo”. Ma ogni anno più di un calciatore spagnolo (Puerta, De La Red, Eguren,ecc.) muore in campo o è costretto al ritiro per problemi cardiaci, nel frattempo.

Non coglie di sorpresa l’ultima farsa iberica, il caso Dominguez, che ha sconquassato le certezze degli spagnoli, trafitti al cuore dalla loro “dama” dell’atletica. Rispunta così fuori il celebre Eufemiano Fuentes, che dal carcere dichiara: “Se parlo io, lo sport in Spagna finisce”.

Nuovo caso: 26 arresti in un maxisequestro di sostanze illecite in terra iberica. Segno che non è un fenomeno scomparso nonostante i proclami del governo spagnolo, obbligato a fare marcia indietro dalla WADA.

Il doping e lo sport

Spiccano le dichiarazioni di Rusedski e Santoro, riguardo al doping nel tennis, un problema da sempre sottovalutato, anche quando McEnroe dichiarò di essersi dopato “come un cavallo”; “la metà dei top 100 sono drogati”, affermò il britannico, mentre il francese ammise di aver già giocato in carriera “contro giocatori sospetti”. Nicolas Escudè è stato addirittura costretto a scuse pubbliche, per aver esposto dubbi riguardo alla freschezza atletica di qualche tennista. Petr Korda parlò della carne per giustificare la presenza di clembuterolo nel suo organismo. Il problema è che per la concentrazione presente avrebbe dovuto mangiarsi 40 vitelli al giorno per 20 anni. Il pluricampione del Tour de France Contador sta vivendo qualcosa di simile, mentre Mosquera si dice supertranquillo, nonostante sia risultato positivo all’Hes, una sostanza fluidificante del sangue, nell’ultima Vuelta.

Vari sportivi spagnoli hanno avuto problemi per l’alimentazione. Un altro steroide, il nandrolone, ebbe a che vedere col caso del discobolo spagnolo David Martínez. Si offrì di mangiare carne di un maiale appena sacrificato, al quale era stata iniettata quella sostanza, ed essere controllato subito dopo, per dimostrare che la sua positività era dovuta all’assunzione di carne inquinata. Casi simili sono successi al nuotatore David Meca, per colpa di un piatto brasiliano, Mónica Pont, positiva alla caffeina, che dichiarò di avere preso due tazze di caffè in Portogallo (la concentrazione equivaleva a 35 tazze di caffè spagnolo).

Anche le relazioni familiari hanno la loro importanza. Mariano Puerta, positivo alla fine del Roland Garros del 2005, avrebbe bevuto acqua da bicchiere di sua moglie, bicchiere che conteneva una medicina proibita. Il ciclista Raimondas Rumsas dichiarò che le medicine trovate a sua moglie (testosterone, EPO, corticoidi…), erano per sua suocera malata. Frank Vandebroucke, con una provvista simile, affermò che erano medicine per il suo cane.

Richard Gasquet, positivo alla cocaina nel 2009, sarebbe stato baciato da una ragazza che gli avrebbe passato la sostanza. Il ciclista Gilberto Simoni fece riferimento ad alcuni misteriose caramelle che gli regalò un sua zia del Perù. L’atleta Lewis Francis e l’oro in snowboard Ross Rebaglatti sarebbero stati fumatore passivi di cannabis.

Altre scuse meritano un capitolo a parte, quasi da serie TV scientifico-poliziesca. Il ciclista Tyler Hamilton spiegò che le cellule altrui trovate nel suo sangue erano dovute ai resti di un gemello inesistente che sarebbero rimaste incorporate al suo organismo.

L’atleta Dieter Baumann dichiarò che i suoi nemici evevano manipolato il suo dentifricio per inserirgli sostanze dopanti. Il ciclista Stefano Garzelli parlò anche di sabotaggio nella sua alimentazione, dopo essere stato trovato positivo ad un diuretico. E quando il primatista mondiale di salto di alto Javier Sotomayor fu trovato positivo alla cocaina non dovette dare spiegazioni. Fu proprio Fidel Castro ad attribuire la colpa ad “un complotto contro la Rivoluzione da parte del nemico imperialista e del crimine organizzato.” Una delle più strane fu quella del ciclista Michel Pollentier, cacciato nel Tour del 1978 quando in un’analisi di urina ha utilizzato una peretta pneumatica piena di urina pulita, collegata ad un tubo nascosto sotto al proprio pene. Non è stato l’unico caso, perché ha cercato di iniettarsi urina pulita direttamente nella vescica.

Anche LaShawn Merrit, oro olimpico e mondiale in 400 metri, ha trovato una scusa che riguardava il pene. In aprile di quest’anno ha dichiarato che le grandi quantità di ormone DHEA trovate nel suo organismo erano prodotte da una medicina per allungarselo. Dennis Mitchell ricorse alla scusa del sesso, affermando di essere risultato positivo al testosterone perché controllato dopo una lunga notte di sesso (4 volte…), unito all’assunzione di alcol.

E’ doveroso aggiungere il caso Bousquet, che curando le emorroidi con un prodotto contenente stimolanti, a 29 anni è diventato un campione.

Secondo Belen Rodriguez, la fidanzata argentina di Marco Borriello, l’ attaccante milanista si è trovato nei guai con l’ antidoping per colpa di un rapporto sessuale non protetto: lei aveva un’ infezione vaginale e usava una pomata a base di cortisone, che sarebbe colpevole dei risultati del controllo effettuato dopo Milan-Roma, nel novembre 2008.Una spiegazione divertente la diede Mutu quando venne fuori la sua positività per cocaina ai tempi del Chelsea. Spiegò di averla presa «per migliorare le prestazioni sessuali». Aveva infatti conosciuto una pornostar romena, e voleva essere all’altezza. E probabilmente ne conobbe un’altra la scorsa primavera, quando fu ribeccato positivo. Nel 1990, quando subì una dura squalifica, Peruzzi cercò di spiegare il fatto raccontando il fatto che «il Lipopill ce l’ha dato mia madre per smaltire una cena troppo generosa cucinata da lei dopo la gara con il Benfica». Bucchi e Monaco, del Perugia, ed il più celebre Jaap Stam spiegarono la loro positività con il fatto che avevano «fatto una abbondante grigliata di carne di cinghiale». Per Fernando Couto fu invece «tutta colpa di quello shampoo che conteneva nandrolone. E con la chioma che ho, io devo usarne molto». Blasi disse che «deve essere stato lo schiarente che uso per i capelli». A Cannavaro girarono i c…! quando venne trovato positivo, per una semplice puntura d’ape. Ricordiamo con simpatia il suo video, in onda su tutti i Tg, quando si bucava goliardicamente durante un filmino.

Diverso il caso di Andrè Agassi, vittima della droga, più che fautore del doping; un caso simile a quello di Jennifer Capriati o Diego Armando Maradona. Va infatti sottolineato, nonostante la deprimente copertura dell’Atp, come l’americano abbia fatto uso di amfetamine e “roba” che gli ha solo bloccato la carriera agonistica, anziché facilitarla.

Nadal e il doping, sospetti mai provati

Già nel 2003 iniziano i sospetti su Nadal. Nel 2004 Le Temps accusa anche Ferrero e Corretja. Nel 2006 è invece Puerta ad essere beccato. Nel 2007 L’Equipe parla di controllo positivo a Dubai, e ribadisce l’uso di etilefrina in occasione del Roland Garros da parte del maiorchino. Due anni più tardi destano stupore le dichiarazioni dello spagnolo, che precedono di pochi giorni la finale agli Australian Open contro Roger Federer:   ”Il nuovo codice antidoping perseguita il tennis e non ha rispetto per la privacy – ha detto il numero 1 del tennis mondiale appena terminato l’incontro vinto con Simon -. E` una vergogna,soprattutto se si pensa al nostro sport. Nemmeno mia madre sa a volte dove mi trovo. Questa situazione deve cambiare, nello spogliatoio la pensano tutti cosi`. Noi abbiamo dimostrato che questo sport e` pulito”. L’agenzia mondiale antidoping (Wada) ha replicato alle dichiarazioni di Rafa Nadal, che aveva definito “intollerabile” la necessita’ della disponibilita’ di almeno un’ora al giorno che gli atleti dovranno concedere per sottoporsi a eventuali test antidoping a sorpresa. In un memorandum, in effetti, Nadal  evidenziava la  «persecuzione e l’accanimento» nei suoi  confronti da  parte della WADA accusata di «spaccare il  Tennis». «Si  ha l’impressione di assistere a una  guerra »,  sottolineava il testo.  Il direttore generale della Wada, David Howman, ha invitato gli atleti a studiare attentamente le nuove regole per “saperne un po’ di piu’ prima di aprire bocca”. “Prima di criticare, sarebbe meglio approfondire la questione e cercare di ottenere piu’ informazioni possibile”, ha dichiarato Howman.

C’è chi giura di aver visto il famigerato Eufemiano Fuentes nel box di Nadal in occasione della semifinale con Verdasco (nessuna immagine lo ha tuttavia mai provato). Federer, di contro, ci va giù pesante quando si parla di doping: “Il sistema è duro e il cambiamento è importante rispetto al passato. Ma questo è il modo giusto per acciuffarli. Non puoi certo farcela dicendo<<Guarda, pensiamo di farti un test fra un paio di giorni>> Certa gente bara ed è furba, giusto? Per cui sono d’accordo. In fondo si tratta di un’ora al giorno, ma vorrei che il nostro fosse uno sport pulito”, per poi rispondere stizzito e dubbioso, durante l’ultimo Wimbledon, riguardo i guai fisici dello spagnolo.

Qualcuno, con l’anello al naso, dubita sui controlli saltati da Nadal, giustificati dai frequenti infortuni, o pseudotali, del Rafa, in occasione di Wimbledon 2009 e spesso a fine stagione negli anni precedenti. Qualcuno parla di controllo a sorpresa dell’antidopage francese, l’alba prima dell’incontro di primo turno al Roland Garros 2009, un controllo nient’affatto “amichevole”.

Sono i forum francesi a porre dubbi e a cercare con ostinazione delle fantomatiche prove. La ‘querelle che verrà’ con Canal+ ne è solo una conseguenza..

La crisi

Parecchi media cavalcano l’onda, con qualche anno di ritardo, in occasione del Masters 2009, in occasione del periodo più buio della sua carriera. “Di Rafa Nadal, pareva il gemello magro. Spariti i polpacci possenti, sparita la chele sinistra che somigliava a un avambraccio di Tyson. “ Così disse Clerici, di peggio disse in telecronaca Tommasi, durissimo il giornale.

Ritorno alla vittoria e la nuova cura

Quindi il grande ritorno di Rafa, la striscia sul rosso ed il career Grand-Slam, grazie anche alla nuova cura, che lo ha rimesso in piedi.

I giornali spagnoli hanno riportato che la cura di cui sta usufruendo il neocampione di Wimbledon sia la PRT (Platelet Rich Therapy, terapia ricca di piastrine, traducendo alla lettera). Spieghiamo bene di cosa si tratta: il sangue del paziente viene preso e centrifugato in un macchinario, quindi il sangue coagulato viene iniettato nella zona dell’infortunio. Nadal stesso ha evidenziato come sia un trattamento “doloroso ed applicato direttamente sul tendine“. Questo è un dettaglio non trascurabile, in quanto solo la parte del corpo in questione può ricevere il trattamento della PRT, altrimenti perseguibile dall’antidoping. Tamira Paszek infatti, per una variazione nella procedura sul trattamento alla schiena cui si è sottoposta nel 2009, è stata anche posta sotto indagine.

Mikel Sánchez può essere considerato come l’uomo dei miracoli. E’ il medico che ha rimesso in piedi Rafa Nadal, guarendolo da quell’infortunio al ginocchio che a un certo punto sembrava poterne pregiudicare la carriera. In un’intervista, Sanchez ha parlato della cura a cui ha sottoposto il maiorchino (un trattamento basato sull’iniezione di sangue arricchito con i fattori di crescita grazie al quale l’organismo rigenera più velocemente i tessuti lesionati) e ha illustrato con estrema chiarezza il suo quadro clinico. “Nel nostro organismo tutti abbiamo delle proteine che stimolano le cellule affinché curino le lesioni. Se qualcuno si rompe un osso, le cellule dell’osso sanno che devono produrre osso e quando si devono fermare perché è guarito. Quello che facciamo noi con il trattamento è lanciare segnali alle cellule per fare in modo che molte di loro si concentrino a lavorare su una determinata parte del corpo. In questo modo la parte lesionata viene curata più velocemente e nel modo migliore. Non c’è niente di nuovo. La stessa cosa che il nostro organismo farebbe in modo naturale, noi la aumentiamo di intensità, concentrandola in una parte del corpo ben precisa. Quello che si fa in concreto è prelevare un po’ di sangue al paziente, trattarlo in modo tale da aumentare la concentrazione di proteine della crescita, e poi reiniettarlo nella parte interessata”

Ribadiamo che, se applicato correttamente, questo è attualmente un trattamento permesso dalle regole vigenti dell’antidoping, come ribadisce lo stesso Sanchez:  “C’è stata una riunione organizzata dalla Wada in cui 20 esperti hanno discusso circa l’uso e i limiti dei fattori di accrescimento. L’opinione unanime dei 20 esperti è che non è da considerarsi come doping. Al momento l’iniezione di plasma arricchito è considerata allo stesso livello del cortisone. Chi lo usa deve avvisare. Ma dopo una serie di riunioni siamo convinti che la Wada lo toglierà da questa categoria, perchè il trattamento non ha niente a che vedere con un miglioramento della prestazione dell’atleta. Siamo convinti che in breve l’uso del plasma arricchito sarà libero”.

Dal sito della Wada, i fattori che indicano sospetto di doping

1) Parametri biologici anormali

2) Infortuni, assenza dai tornei programmati o ritiri

3) Precedenti sospetti di doping

4) Miglioramenti importanti improvvisi nelle prestazioni

5) Omissione ripetuta di informazioni, compresi spostamenti geografici

6) Età e storia dell’atleta

7) Reintegrazione dell’atleta dopo un periodo di ineleggibilità

8 ) Incentivi finanziari per migliori prestazioni

9) Associazione dell’atleta con terzi quali un coach o un medico con precedenti in materia doping

10) Informazioni affidabili dai terzi

RICORDIAMO CHE QUESTO ARTICOLO E’ SOLO UN INSIEME DI INFORMAZIONI E DOCUMENTAZIONI GIA’ USCITE SUI SEGUENTI MEZZI D’INFORMAZIONE, E HA IL SOLO SCOPO DI INFORMARE, SENZA TERZI FINI.

FONTI: Tennisworlditalia.com, La repubblica, Il giornale, The Illustrated, Journal de Dimanche, L’Equipe, Le Temps, Skysport, Iltennisitaliano, Gazzetta dello Sport, Wada, Atp, Wikipedia.

Adriano S

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22 Comments Post a comment
  1. Emiliano
    ott 11 2010

    Grandissimo lavoro, che spiega dettagliatamente tutta la “storia” che ha accompagnato quella che considero la più grande menzogna dello sport mondiale, al pari di Ben Johnson. Rafa Nadal è evidentemente un prodotto genetico, una cavia umana modellata in una specie di Robocop, con la ferma intenzione da parte della Spagna intesta come nazione, di monopolizzare il circuito ATP con questo esperimento da laboratorio fatto in carne e ossa. La vergogna dell’autoemotrasfusione, chiamiamola in termini poveri così da far capire meglio il trattamento al quale è stato sottoposto il maiorchino, è una pratica comune e utilizzata a più riprese dai ciclisti, ultimo esempio, guarda caso, il compagno di merende, così simile a lui nei modi e nelle vittorie, Alberto Contador. Il giorno che Nadal verrà finalmente messo dinanzi alle sue responsabilità decennali e la copertura spagnola/politica subirà un altro duro colpo, dopo quello di Contador, sarà di giubilo e di festa. Nadal è una menzogna che va estirpata al più presto, per ridare finalmente credibilità e onorabilità a questo meraviglioso sport infestato da questa piaga che lo zio burattinaio Tony, Zapatero, la Nike e l’ATP hanno servito sotto forma di dolce miele di acacia, prospettando un uomo solo al comando e pressochè imbattibile, comprando l’amore dei fans per Robocop in cambio del silenzio mortale sulle pratiche che hanno da sempre accompagnato le gesta del virus del tennis mondiale, che risponde al nome di Rafa Nadal. E il virus va eliminato, per sempre.

  2. alberto
    ott 11 2010

    Lavoro spettacolare, davvero ben fatto. Ma la piega del doping sarà impossibile da debellare.
    Mi chiedo come mai nel ciclismo, per esempio in francia, la magistratura ci sia andata giù così pesante mentre nel tennis non fa nulla. Ricordo che al tour de france non scherzano, perquisiscono, fanno loro i controlli, altrochè la WADA. Li ci sono i giudici. Perchè al Roland Garros non bloccano tutto e fanno analisi approfondite su tutti?

  3. Emiliano
    ott 11 2010

    Purtroppo nel laboratorio di Chatenau Malabry in Francia [dove Nadal venne beccato tra l'altro] c’è poca scienza e molta politica, con i casi antidoping ad orologeria, vedi Contador dopo 3 mesi e dico 3 mesi passati dalla sua positività al Tour e tanti altri insabbiati o usciti dopo anni [vedi Armstrong 7 volte positivo all'EPO nel 1999]. Questi non fanno nulla senza input dall’alto. Nadal vanta una corte dei miracoli al soldo di chi ne gestisce gli interessi di grande influenza. Su di lui uscirà tutto e il contrario di tutto dopo il suo ritiro, ne sono certo. Ora è una mucca da mungere fino allo spasimo. Come ho detto prima, è stata proposta una favola agli amanti del tennis, quella del tennista invincibile senza punti deboli. In tanti l’hanno accettata, in cambio del silenzio. Si spera solo che le recenti positività dei suoi amici, possano squarciare il velo dell’omertà e del collaborazionismo.

  4. ott 12 2010

    grande articolo! da leggere con molta attenzione, ma avrà il giusto riconoscimento? ho l’impressione che qualsiasi indagine giornalistica simile interessi soltanto gli appassionati e non i diretti interessati.

  5. LORENZO
    ott 12 2010

    Grazie Adria’…………………..

  6. Lecorbu_vale
    ott 12 2010

    pezzo molto documentato, davvero un gran lavoro, io sono una romantica (solo nel tennis eh) e spero che siano solo voci

  7. Fabietto
    ott 12 2010

    Pezzo molto interessante e ricco di spunti. Più o meno avevo letto molte delle notizie che avete ripreso per scriverlo, ma mi era sfuggita quella della presunta positività pubblicata dall’Equipe, avete qualche link? E’ la stessa di Chatenau Malabry? Vorrei avere qualche notizia in più se possibile.

    Infine una domanda: ma secondo voi, lo beccheranno mai? o dovremo sorbircelo per tanti anni ancora? Grazie e complimenti ancora.

  8. adriano
    ott 12 2010
  9. Pierluigi
    ott 15 2010

    Che poi Nadal cali a fine stagione ci stá tutta, l’impegno psicofisico che ci mette nelle partite é tale che la sua preparazione deve per forza di cose essere molto mirata. Che crolli fisicamente contro Lopez un po’ meno, che mi faccia come l’anno scorso che fisicamente sparisce anche visibilmente molto meno, che lui e il suo staff raccontino che il peso sia rimasto identico perché i muscoli si sono per proprietá transitiva trasferiti dalla cintola in giú molto molto meno, che poi a inizio stagione si ritrovi con la muscolatura di nuovo alla toro scatenato, ecco quello mi vá bene per niente.
    E allora finisco che m’informo con un nutrizionista esperto di condizione fisica se sia possibile ottenere certi risultati con l’alimentazione e la preparazione in tempi cosí ristretti, e mi risponde ridendo….”certo che no”.

  10. fernando
    nov 4 2010

    no entiendo nada, alguien por favor traducirme al español la principal idea del articulo.

    dont understand a word, can someone please translate to english, the main idea of this article.

  11. admin
    nov 4 2010

    It talks about the suspicious of doping regarding Nadal, with a lot of documents by many journals and institutions.

  12. x
    nov 18 2010

    What a piece of trash.

  13. tenis
    nov 18 2010

    “C’è chi giura di aver visto il famigerato Eufemiano Fuentes nel box di Nadal in occasione della semifinale con Verdasco.”

    Ha, ha, ha. What’s the name of the clown who wrote this?
    Put your name there, you coward.

  14. nov 18 2010

    It’s a list of articles. I put the sources at the end.
    In a lot of forums some talks about Fuentes in Melbourne. I just put this suspicious in there, i don’t know if it’s real, i put it like a suspicious.

  15. tenis
    nov 18 2010

    There is no list of articles. All of these are rumors (most of them started by haters, just like yourself).
    You say that L’equipe posted an article about about Nadal testing pozitive?
    Post the link to that article! Where is that article?

    Do you have any proof that Nadal was a client of doctor Fuentes? Why do you write such nonsense without having any proof? Has it ever crossed your mind that you might be wrong?

    “I just put this suspicious in there, i don’t know if it’s real, i put it like a suspicious.”

    Well I suspect you’re an idiot. Maybe you should put that in your next “article”.

  16. nov 19 2010

    http://dopage.over-blog.org/article-28774723-6.html

    i suspect you’re the idiot.
    i can put there all the articles if you’re so idiot to can’t recognize that alone

  17. luisa bosco
    dic 13 2010

    SECONDO ME NADAL è RADIOATTIVO….

  18. tres interessant, merci

  19. eli
    ott 2 2012

    Gentile Adriano,
    se può essere di interesse, volevo segnalare come questo post da lei scritto nell’ottobre del 2010 sia stato citato come fonte principale per l’articolo “Ombre di DOPING sul preparatore della Juventus, lo spagnolo Julio Tous Fajardo”
    http://it.ibtimes.com/articles/36616/20121002/doping-juventus-julio-tous-fajardo-fuentes-nadal-spagna.htm#ixzz289TEWg4e

  20. ott 3 2012

    Ciao, ho letto e parlato con l’autore di quell’articolo. Ho più volte chiesto che fosse corretto viste le mille inesattezze. Lo ha fatto solo a metà, lasciando ai suoi sfortunati lettori la certezza di un Nadal acclaratamente dopato. Più volte gli ho detto che questo è solo un report, una raccolta sulle mille insinuazioni poste negli anni sulla pulizia dello spagnolo.

    Quello è un articolo destituito di ogni fondamento, almeno per quanto riguarda la questione Nadal. Non è mai stato trovato positivo, non c’entra nulla, prove alla mano, col doping. Quel ragazzo, Amadei mi pare, ha semplicemente fatto un collage per costruire la sua tesi calcistica, tirando in ballo persone, situazioni, e Tennisworlditalia, in maniera confusionaria.

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