Strawberry fields forever

In chimica presi 18. Non è il mio sport. Non la capisco, elettroni, elettrini, molecole, booh.
Eppure la chimica è importante, è bella, è poetica, può essere persino onirica. Ha aiutato Baudelaire, Rimbaud e Jim Morrison.
E se rendesse meraviglioso anche il tennis? Se potesse divenire legale portare le facoltà di resistenza umana oltre ogni limite per dare luogo a sfide epiche e incredibili?
Non sarebbe bello?
Potremmo vedere tennisti che non si stancano mai , che giocano partite kilometriche e ricche di pathos, superuomini che non si accorgono della pioggia, del vento e del sole.
In fondo l’arte è stata spesso aiutata dalla chimica, Les fleurs du Mal venne scritto sotto effetto eppure lo leggiamo con passione, viene persino studiato nelle scuole.
Proviamo ad alzare l’asticella dell’umana resistenza e vediamo cosa capita.
Piantamola con questa favola che lo sport è insegnamento per i bambini, il tennis è un gioco estremo e miliardario, bello e crudele.
Credo sarebbe una idea interessante.
Immaginiamo cosa sarebbe diventata la partita di oggi, la fantastica finale finale di Slam fra Nole e Rafa, se i giocatori avessero potuto aiutarsi con la chimica?
Già così abbiamo visto due guerrieri, molti di noi hanno assistito al match sopraffatti dall’emozione, in piena tachicardia.
Ma con l’aiuto della chimica cosa sarebbe cambiato?
Avremmo assistito a una partita di 12 ore, certo sarebbe stato complicato per tutti noi rimanere incollati alla sedia per tanto tempo, si porrebbero problemi logistici anche per gli spettatori (nutrirsi, andare in bagno).
Accontentiamoci così, forse è meglio no?
Lecorbu_Vale
Resurrezione

Se a 28 anni siete ancora convinti che Rogi possa battere Rafa negli Slam allora siete degli sfigati.
Se poi di anni ne avete 38 allora non avete altre speranze che diventare un giovane ministro raccomandato con capigliatura (e solo quella) gramsciana.
Non ho visto la partita, ennesima riedizione della sfida del secolo.
Ho avuto le guardie forestali, i vigili, i NAS e l’FBI in cantiere.
Sembrava CSI, solo che era un casale nella campagna bolognese.
E non era morto nessuno.
Il tennis invece muore e risorge di continuo.
Ucciso dal crudele algido svizzero, reo di giocare un tennis bello ma freddino, senza palle, di vincere facile con avversari deboli e sciogliersi di fronte ai più forti. Colpevole di avere una moglie grassoccia, antipatica e dittatrice (condizione non dissimile a una percentuale ragguardevole dell’universo maschile, ma tant’è a Rogi non si perdona).
Trucidato dal grattatore spagnolo, tutto grinta e chimica (forse, non so, non ricordo, dicono, ma nessuno tira fuori nulla, allora sono tutte chiacchiere).
Ferito a morte dall’esagitato letterman di Belgrado, prova vivente che dopo il peggio si può persino scavare.
Soffocato dallo scozzese che voleva farsi re e invece si fa ogni giorno più stolto e ciondolante.
Non ho visto la partita ma me la immagino molto bene, ne ho già ammirate 2634324232536443 sul genere.
Rogi parte bene, vince il primo, poi diventa il solito adorabile panetto di mascarpone e Rafa gli è sopra in un attimo.
Segue una apoteosi di grattamenti genitali e lacrimucce trattenute.
Bottigliette messe in fila e carati su mani da lattaia sciocca.
Il tennis migliore degli ultimi anni, ma la testa da numero 2147514 del mondo. Questo è Federer.
Rogi sarebbe debole psicologicamente anche nella WTA, dove pullulano instabilità mentali, psicosi e narcisismi malamente espressi. In confronto a Federer la Dementieva è (era) un colonnello dei marines.
Il tennis muore per la prevedibilità dei protagonisti e per l’incapacità di proporre giocatori nuovi.
Mi sono ritrovata a tifare prima il brasato australiano Hewitt e poi per la simpatica Sarita Errani.
Siccome sono consapevole delle mie perversioni, la terza notte ho messo il decoder su Discovery Channel, ma è stato come passare al metadone.
Aspettiamo la resurrezione imprevedibile per mano di qualche guru pazzo o poeta fuggito da una Bollettieri.
Cambierà, ne siamo certi.
Per ora è morte apparente.
Lecorbu_Vale
Parole, parole parole

L’anno tennistico si apre coi big 4 che sberciano e si agitano, pronti a fare vedere che muoiono dalla voglia di giocare, anche se naturalmente non ci crede nessuno.
Rogi si esibisce in dichiarazioni mielose sull’importanza di Mirka nella sua vita, nel suo gioco e negli equilibri medio-orientali. La simpatica consorte di Rogi appare ai più una Yoko Ono del tennis (con meno back round culturale ma certo con più carati) e Rogi ce la mette tutta per renderla simpatica.
La mia nonna diceva Sant’Anotni al se inamure d’un ninen (trad Sant’Antonio si innamorò di un maiale).
Chiedere ai 373423273 allenatori e sparring partner che la evitano come una colica la sera di capodanno per sapere che bel tipino è.
Murray deve far veder al mondo che la scelta di essere affiancato dal Mostro è cosa buona e giusta. Così Andyino afferma (senza nemmeno il dubbio di apparire ridicolo) che si vuole ispirare a Ivano in tutto, che per lui è un punto di riferimento essenziale, il Virgilio che lo porterà al trionfo, guidandolo fra i gironi dell’ATP (io sono una che ha studiato e mi piace farlo vedere ognitanto).
Se essere affiancato da uno tennisti più antipatici e col gioco peggiore degli ultimi 123548 anni appare una soluzione a chi invece avrebbe bisogno di essere più aggressivo allora CHEERS!.
Nole come sempre alterna performances para teatrali ad affermazioni di falsa modestia, parla meno però, che soggiornare nella camera iperbarica impasti la lingua?
E veniamo a Rafa, finora cinno educato che limitava le proprie manifestazioni esagitate al campo da tennis, ora novello retore e portabandiera di tesi ghediane.
Rafa appare ziotonizzato e mostra la faccia cattiva.
Si gioca troppo dice e Roger non si lamenta mai, lui finirà la carriera integro mentre io e Murray avremo problemi enormi. La soluzione è giocare più sulla terra battuta.
Brillante idea!
Dunque il buon Nadal percorre121324 kma match e si accorge ora che il suo fisico ne viene logorato, scopre che ha la programmazione di un turnista fiat (senza certamente averne la preparazione scolastica e intellettuale) e questo non giova alla sua forma.
Conclusione giocare più match sulla superficie a lui gradita (che peraltro è anche da maratoneti) perché sul cemento gli fanno male i legamenti. L’idea che i campi duri non siano fatti per correre i 4000 siepi a ogni 15 non lo sfiora.
Anzi è colpa di Roger, che vuole fare il gentiluomo.
Una obiettività così non si è mai vista neanche nella autocritiche post elettorali del piddì.
Chiedete a Federer, Llodra, Raonic o Mahut e vi diranno che il mondo dovrebbe trasformarsi in meraviglioso tappeto verde.
Chiedete a Nishikori e vi dirà che abbassare la rete sarebbe un’ottima idea.
Chiedete ai doppisti e vi diranno che dimezzare il campo sarebbe carino aumenterebbe la spettacolarità
Chiedete a me, ho ottimi consigli per ristrutturare la vostra casa.
In fondo basta chiedere no?
Lecorbu_Vale
It ain’t over till it’s over
Non è bastato un fine stagione stanco e incerottato, popolato da big senza motivazioni e ciondolanti nei loro acciacchi.
Non sono bastate le 5142423131 esibizioni prenatalizie, postcapodannesche e mai postcoitali che hanno visto improbabili vincitori e tristi campioni dalle gambe spezzate.
Non è bastato ammirare le sorelle Williams, pervase di gratitudine verso le padrone di casa Penny e Schiavo, tanto da esserne sconfitte.
Non è bastato vedere Rogi con telo da mare e infradito, appena rientrato da Jumeirah Beach, farsi prendere a pallate da Nole.
Non è stato sufficiente scoprire che Ferrer non è stato colpito da un petardo impazzito nella notte di Capodanno, ma lotta e vive insieme a noi (cioè a voi).
Non è bastata la ferale notizia che il tuo incubo adolescenziale è rientrato, seppure nelle vesti di coach, l’essere più odiato che abbia mai calcato un campo da tennis rientra sul luogo del delitto e proverà ancora a profanare il tempio di Church Road. Ivano il vampiro allenerà il vampiretto Andy. Rivedere Lendl a bordo campo è come svegliarsi alle 7 e 30 del mattino, pensando che devi ancora dare la maturità e DIOBONO è uscita storia all’orale, mentre tu avevi smesso di studiare dalla Seconda Guerra di Indipendenza in poi.
Tutto questo dovrebbe far scomparire la passione, alleggerire la follia , stemperare la voglia di tennis.
Invece NO.
Alla riapertura della stagione ufficiale, la mattina del 2 gennaio, complici il clima semifestivo e le città dormienti, accendi i tuoi 125213232 decoder, orienti feed dual feed e sticazz, pronta per vedere in contemporanea Doha, Brisbane, Chennai, con il lieve rammarico che di Auckland arriverà pochino nel nostro emisfero. Già cominci con i primi dolori, ma come Tomic l’odioso cinno australiano, ha vinto una partita al terzo set, sarà mica il suo anno? Era quello che intendevano i Maja?
Già cominci a bestemmiare che Eurosport taglierà le trasmissioni da Doha per mandare in onda il tiro alla fune su ghiaccio (versone con e senza pattini).
Difficile liberarsi di certe passioni.
It ain’t over till it’s over
Buon inizio stagione a tutti.
di Le Corbu Vale
‘Sliding’ doors
L’amore fra la numero uno del mondo Wta Caroline Wozniacki e l’astro nascente del golf Rory McIlroy sta riempiendo le pagine dei siti di tutto il mondo da qualche mese, ma se l’irlandese a soli 22 anni è balzato all’onore delle cronache per la sua vittoria nell’Us Open, la danese da mesi riceve critiche per non esser ancora riuscita a vincere un Major…Eppure non tutto il male vien per nuocere.
La Wozniacki uscì a pezzi dall’ennesima batosta contro la Cibulkova agli ottavi di Wimbledon. Ma se non fosse prematuramente uscita dal torneo, non sarebbe stata, pochi giorni più in là, ad Amburgo in occasione del match di pugilato fra Klitschko ed Haye.
Tralasciando i doppisensi tecnico-estetici del titolo di quest’articoletto da blog, il dono della sconfitta ha comunque reso alla principessina: fu proprio in quell’occasione che Caroline e Rory si incontrarono per la prima volta e diedero vita ad una delle relazioni più ‘cliccate’ del 2011. Insomma, non sempre fa male perdere…
Adriano S
L’irripetibile Nadal e l’immortalità di Federer

Qualche giorno fa, fancazzando per il web, mi sono accorto di questo articolo apparso su Bleacherreport, lo riporto integralmente.
“Chi ha seguito il tennis negli ultimi dieci anni ha avuto la grande fortuna di ammirare due dei più grandi uomini di sempre impugnare la racchetta e vivere una delle più importanti rivalità di questo sport. Roger Federer e Rafael Nadal sono due personaggi simili fuori dal campo: sono simpatici, rispettosi l’uno dell’altro e conducono la loro vita con un basso profilo. In campo, però, non potrebbero essere più diversi. Lo svizzero è puro talento, senza far percepire alcuno sforzo e il suo gioco spesso è paragonato ad un’opera d’arte. Lo spagnolo invece ha uno stile più aggressivo basato su una forza di volontà incredibile, che lo rende il giocatore più temibile mentalmente sul circuito. Il match di Rafa può quindi essere paragonato a un evento di corrida. I fan di Federer tendono a sottolineare il gesto tecnico e la sua bellezza che unicamente la sua classe può fornire, i tifosi di Nadal pongono l’accento sui recuperi difensivi e lo spirito combattivo. Se un tifoso dell’elvetico volesse deridere uno del maiorchino direbbe che apprezza più il tennis degli addominali, viceversa il fan dell’iberico afferma che il cosiddetto più forte di tutti i tempi è la vittima preferita del loro idolo. Per quanto sia improbabile, però, “produrre” un nuovo Nadal è più fattibile rispetto ad un nuovo Federer: un qualsiasi altro tennista può sviluppare testa e fisico con il duro lavoro, mentre il talento non può essere allenato poichè è innato. Per questo motivo i fan di Federer sono più ‘attaccati’ al proprio idolo; perchè sanno quanto è difficile duplicarlo e ora in particolare godono di ogni suo momento passato in campo, considerando che la sua carriera è vicina alla conclusione. Dall’altra sponda, i tifosi di Nadal che pensano con il cervello piuttosto che con il cuore, comprendono che nessuno gioca a tennis come Roger Federer”.
Devo dire che quando ho visto il titolo mi aspettavo un tipo di ragionamento differente, e la trama del pensiero non mi trova d’accordo su molti punti.
Il ‘tifoso’ di Nadal vive nel limbo, nella coscienza dell’inferiorità tecnica (motivo di esaltazione, nel sopperire carenze di gioco con altre doti, simboleggiando stigmate da supereroe), e nell’incoscienza di chi pensa che bastino un fisico abnorme e una grande carica motivazionale per ripetere le gesta del Rafa, idolo facilmente sostituibile generalizzando il contesto di sport.
E’ un errore credere nella ripetibilità di Nadal su un campo da tennis. Un giocatore, tanto amato e tanto odiato, che rappresenta un unicum, per i muscoli apportati al rettangolo e per quel diritto uncinato, colpo più efficace della storia a mio modesto parere. Peccato mortale insegnare il ‘suo’ tennis a un ragazzino. Credo d’altronde che neanche lui riuscirebbe a insegnare il ‘suo’ tennis a qualcuno.
Al contrario Roger Federer, rappresentando tutto ciò che deve esser tecnicamente eseguito su un campo da tennis, è decisamente più ‘ripetibile’ su un campo da tennis. Lo svizzero è per molti esperienza religiosa, è eterno, è fede alla San Tommaso, basata sul visto. Non è stimabile il tempo d’attesa, nè la quantificazione del talento in trofei, ma un ‘nuovo’ Federer apparirà, prima o poi. Anzi, per qualcuno è già apparso in Bulgaria. Nessuno ha ancora intravisto ‘nuovi’ Nadal, e non è un caso.
Adriano S
VOTA IL PUNTO DELL’ANNO
VOTA NELLO SPAZIO IN FONDO ALLA PAGINA IL MIGLIOR PUNTO ATP E IL MIGLIOR PUNTO WTA DEL 2011!
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
Wta
Goerges-Wozniacki minuto 1.38 Stoccarda
Kuznetsova-Wozniacki minuto 2.02 Dubai
Wozniacki-Zvonareva minuto 3.19 Doha
Kvitova- Sharapova minuto 4.05 Wimbledon
Bartoli- Wozniacki minuto 4.35 Indian Wells
Schiavone-Li minuto 6.33 RG
Kvitova-Azarenka minuto 13.45 Istanbul
Kvitova-Bartoli minuto 18.31 Eastbourne
Petkovic-Radwanska minuto 20.15 Pechino
Stosur- S Williams minuto 22.00 Us Open
Black&Blue

Rotti, abbattuti, in disarmo, sconfortati nella mente e nel cuore, pugnetti poco roteanti e occhi appena sgranati, eccoli i top players al Master di Londra, prima in doppio petto alla festona di fine scuola, improbabili damerini a proprio agio come mucche all’happy hour, poi in campo a rendere omaggio al pubblico londinese, numeroso, entusiasta e corretto, as usual.
Lì sono cominciati i dolori.
Andyno Murray si è strappato contro Ferrer (quello non si rompe mai, noi si purtroppo, stanchi di vederlo remare e ora persino smoccolarsi in Hd, belle immagini davvero, una perlustrazione nasale senza endoscopia che ci poteva risparmiare) e ha già mollato la presa lasciando il passo a Tippy, ex adorabile intellettuale, ora colpito da una djokovizzazione preoccupante, Janko guasconeggia e fa il divo, ha perso quell’aura da pensatore della porta accanto, pronto a citare Nietzsche quando scarichi la spesa del sabato. Che tristezza.
Poi il Pesciolino a stelle e strisce, che di suo sta bene un giorno su tre, è stato capace di perdere persino con Rafa.
Fish credeva al Master come io credo alla vittoria di Bersani alle prossime elezioni, solo la splendida moglie si esaltava in tribuna (power of love davvero).
Di Nole sapevamo fosse in pessima forma, ha persino dichiarato, in preda all’entusiasmo, che forse fra due anni se ha vinto abbastanza smette di giocare; d’altronde Djokovic ha preparato il Master andando a fare il buffone da Fiorello, poco da meravigliarsi se ha rischiato di perdere contro Simpatia Slavata Berdych e ora avrà da lottare la sua parte per un posto alla nebbia del Tamigi.
Rafa è un caso a parte, demotivato e sgonfio come un materassino sulla spiaggia il 25 ottobre, gioca a badmington su un campo da tennis, ovvero campo corto, anzi cortissimo; prima nell’incredulità generale rischia di perdere contro Fish poi prende la stesa del millennio contro Rogi. Le temibili rotazioni sono divenute ingredienti per una caprese, palle mozzarella che non camminano, ma cadono tristi e solitarie sulla riga del servizio.
L’ennesimo episodio della sfida del secolo è durato meno di un’ora, quando a Federer è spuntata la coda di cavallo bionda abbiamo capito che era in mode Graf – on (versione finale del Rolando 1988) , ma qui, al contrario di Steffi, non c’erano solo sventagli di diritto, bensì il repertorio completo, sadismo e delizia, classe e crudeltà.
Chi conosce bene Rogi poteva scorgere nei suoi occhi le parole “adesso-perdo-adesso-sbaglio-ecco-è-finita”, non sono bastati un paio di prevedibili tentativi di autolesionismo a rimettere in gioco Rafa, nemmeno il tennista mentalmente più debole fra i top ten degli ultimi 142325262 anni (quale Rogi è, bontà vostra) poteva perdere dal Nadal versione redux.
E dire che la superficie super mega elastica della O2 arena fa rimbalzare la palla al secondo piano, tanto che Rogi doveva prendere la scaletta per domarla con i suoi colpi piatti e accompagnati, Rafa avrebbe dovuto trarne vantaggio, se solo avesse mai trovato la pelota una volta.
Ora lo aspetta un possibile martirio con Tsonga, come sempre reduce da 1253436383 infortuni, ma certo più in tiro di Nadal.
Si accettano scommesse sulla finale di Davis, se Nalba e Delpo non si neutralizzano prima fra loro in una epica rissa c’è davvero il rischio che la Spagna sia in difficoltà. Sarà forse decisivo il doppio (e qui non posso esprimermi poiché sono emotivamente coinvolta dal duo cojones Nando_Feli).
Tsonga è invece un serio pretendente al titolo, capace di mettere in seria difficoltà Federer, per poi buttare tutto a fiume con un tipico attacco di scazzo caraibico.
Blu come le luci della O2 arena, come i cartelloni della Barclays (che preferisce finanziare i miliardari del tennis invece che i mortgage dei sudditi di sua Maestà), black & blue come i lividi degli infortunati, blues come le malinconie di noi aficionados che speravamo davvero in un finale più glorioso.
Lecorbu_Vale
Monti e risMonti…
Un governo tecnico. Dopo anni spesi dietro showman e bilanci pompati. Un ritorno a quote più normali, canterebbe Battiato, stay young and invincible, canterebbe il buon mai vecchio Noel Gallagher.
Un periodo di sfarzi, di finto benessere, di piattume culturale. E la soluzione è sempre il ritorno al passato…siamo sempre lì.
Quando le ere cambiano, storicamente, si vive un periodo di immensi cambiamenti, di boom (negativi o positivi che siano), ma dopo poco tempo ci si accorge dell’esagerazione. E il buon mai vecchio passato torna ‘a tornar’ indispensabile. Un tocco di saggezza ed esperienza e solo allora la nuova ‘era’ ha la benedizione dalla storia.
Divisioni immonde, contro-tifo a voler solo il male per la controparte, piccole saccenze sbucate dal nulla far voce grossa, bamboccioni e nani. Il passato che non morirà mai dall’alto della sua competenza risanerà tutto. Basterà poco, un breve interregno.
Un pensiero lobbystico dirà qualcuno. Forse, ma necessario.
Il professor Monti ha una cosa in comune con Roger Federer e non sono le altitudini svizzere: può tornare a far quadrare i conti.
Adriano S
Ps Ogni riferimento è puramente casuale ed aperto all’ immaginazione più soggettiva.
Indignado
Il tennis è sempre stato uno sport ‘nobile’, nel senso buono della parola. Molto meno nobili sono certi comportamenti e certi commenti, tesi solo a denigrare atleti che portano in alto il nome del nostro sport.
Novak Djokovic ha vinto quasi tutto quest’anno, allargando il binomio Federer-Nadal e aprendo una nuova era, importantissima anche dal punto di vista mediatico, interessante anche per i nostri colori, vista la simpatia del serbo verso l’Italia.
Eppure si fatica ad accettare il risultato sportivo, si sfocia nell’odio più profondo e idiota, che perde ogni tipo di connotato sportivo e va oltre la decenza intellettuale. E’ umano, ovviamente, ‘sorridere’ per le sconfitte dell’alterego del ‘tuo’ campione; è disumano auguragli le peggiori sfortune, godere dei suoi pianti, spuntar fuori come avvoltoi per le (rare) sfortune altrui.
Novak Djokovic è un patrimonio, e in questo periodo di crisi, è meglio tenerselo caro.
Adriano S
Round Robin: formula sbagliata?

Ci stiamo avvicinando all’evento dell’anno, le ATP World Tour Finals. Questo torneo è un unicum per diversi motivi: ci saranno i migliori 8 giocatori delle classifiche mondiali (uomini, oltre ai doppi e alle donne, impegnate già questa settimana a Istanbul per i Wta Championships), un ricchissimo montepremi…ma il fatto che lo rende assolutamente unico è che i tennisti si sfideranno prima in una fase a gironi per decretare i 4 semifinalisti e poi proseguire come un qualunque altro torneo, cioè con eliminazione diretta.
La formula del round robin ha da sempre scaturito opinioni contrastanti. Da un lato i veri appassionati che sostengono che il tennis sia uno scontro ad eliminazione diretta, chi perde torna a casa, dall’altro le grandi masse, magari coloro che si avvicinano al tennis per la prima volta, che vogliono il confronto tutti contro tutti…ma non solo! Ho avuto modo di constatare che molti addetti ai lavori e qualche giocatore è favorevole al round robin…com’è possibile si chiederà qualcuno? Semplice…il motivo è uno dei più antichi del mondo…soldi. Vuoi mettere fare una sola partita ed andarsene a casa oppure farne più di una?!?
Personalmente sono favorevole allo spettacolo ma le regole basilari del tennis le reputo intoccabili, il round robin andrebbe bandito..ma si potrebbe risolvere la situazione in due modi: far svolgere in contemporanea il master maschile e quello femminile oppure alternare il torneo da match esibizione, in tal modo non si infrangerebbe la regola santa del “chi perde torna a casa” ma ci sarebbe ugualmente un incredibile spettacolo.
Ludovico Pisani
Sempre (al)verde

C’e crisi in casa Djokovic, dispiaciuto per non essere a Shanghai a soddisfare le sue manie di grandezza; c’è crisi in casa Federer, costretto a raccontare fiabe alle sue gemelle in riva all’Oceano; c’è crisi in casa Nadal, perché lui purtroppo non ne salta uno di torneo e in questo periodo perderebbe forse anche contro Verdasco (ho detto forse eh..); c’è crisi pure in casa Murray, stupefatti per le troppe partite consecutive vinte. Non se la passano meglio in campo Wta: crisi (di nervi) per gli organizzatori, stanchi di vedere lucky loser giungere in fondo ai tornei, fra mille ritiri.
Ma soprattutto c’è crisi economica, e non ditemi frasi filosofiche del tipo “i soldi non fanno la felicità” o “basta che c’è la salute”: sticazzi, io ho bisogno almeno dei soldi per l’abbonamento a Sky altrimenti addio tennis. Al maschio i soldi non bastano mai, e se addirittura i grandi del tennis si lamentano delle tasse (fra le altre mille cose), ci sarà un perchè…Guardate il video che vi proponiamo e capirete quanto noi uomini siamo svantaggiati.
Nella prima parte c’è Rafa, che dopo aver sfoderato i suoi addominali scolpiti, riceve dalle tribune la proposta di matrimonio da un’intrepida fan. Ma guardate la reazione dell’umilisssssssssssimo Nadal: quasi imbarazzato, sorridente, senza comportamenti sopra le righe, alza solo il braccio per far capire che lui è vivo, e si sistema per maltrattare la palla in risposta al servizio dell’avversario. Ok, forse era troppo impegnato nell’evitare un altro 6-0 da Lacko, ma il romanticone che è in me crede all’amore puro che Rafa prova per Xisca (?).
Invece guardate poi cosa mi combina Steffi Graff: sul centrale di Wimbledon un suo tifoso pone la stessa domanda e cosa mi risponde la tedesca? Da attrice consumata, aspetta termini la risata generale del pubblico, per chiedere l’ammontare del patrimonio dello spasimante. No, Steffi non ci siamo proprio. Quoque tu che hai sposato Agassi e gli hai rubato pure i capelli?? Prova a ripetere la tua domanda di questi tempi al Foro Italico e vedrai la reazione della gente. Al massimo troverai qualche riccone che ti offrirà una cena ma a patto che “paghiamo alla romana”.
L’argomento della (dis)parità dei sessi, si sa, è un evergreen…
Eh le donne, le donne. Perdonateci se non possiamo più accompagnarvi fin sotto al vostro portone ma, sapete, la benzina costa.. Scusate se all’anniversario quando ci chiedete “cosa mi regali?” noi rispondiamo convinti “il nostro amore” (frase che funziona solo nei film). Ma.. non volevate la parità dei sessi? Sì? E allora non lamentatevi! Quale legge dell’antica Roma allora sancisce l’obbligo dell’uomo di PAGARE? Cara Steffi, la parità l’hanno ottenuta anche le tue colleghe del terzo millennio in campo tennistico. Sai, agli Australian Open avranno lo stesso montepremi degli uomini che, come al solito, saranno costretti a soffrire per un paio di set in più a partita. E allora portiamo a 5 anche i match Wta! Almeno non saremo più costretti a sorbire le vostre chiacchiere.
Pensate invece a Nadal: quello stakanovista, come già detto, gira tutto il mondo tra tornei ma soprattutto esibizioni (almeno qualche partita di questo periodo la vince), e in entrambi i casi lo fa per beneficenza: nel primo caso aiuta poveri tennisti a conseguire la vittoria della vita, nel secondo per nobili cause.
Ma aspettate, Rafa non giocherà il Queen’s ma si iscriverà ad Halle per questioni di soldi??! Ok ritiro tutto, anzi sorge spontanea un domanda: non è che nel video proposto, Rafa non abbia risposto come Steffi perché non ha capito una mazza della domanda in inglese?
Valerio Carriero
L’Apocalisse
Roger Federer prepara la tournèe 2012 che lo vedrà protagonista anche in Colombia.
L’autunno mi intristisce. Mi riempie di pensieri cupi, e i tornei asiatici non fanno altro che peggiorare il mio umore. E’ probabilmente per questo che vedo ritiri all’orizzonte, per Nadal, per Roddick, persino per Silvio.
Entrando nel particolare, la mia inquietudine quotidiana è riservata a Roger Federer.
Manca ormai soltanto l’ufficialità, ma lo svizzero sarà protagonista di una grande tournèe che nel 2012 toccherà svariati paesi del Sud America, che in pratica mai prima d’oggi avevano avuto la fortuna di vederlo giocare dal vivo.
A molti, compreso ovviamente me, suona come regalo all’umanità, e pur odiandone l’idea, non posso fare a meno di credere che si tratterà del preludio all’addio all’attività professionistica di Federer.
Sud America, 2012…Sono quasi sicuro che la fine del mondo profetizzata dai Maya si riferisse proprio a quel giorno.
Adriano S
Domande senza risposta

Sono tornata dopo una lunga assenza, impegni di natura planetaria mi hanno tenuto lontana da voi, nel frattempo ho colonizzato intere porzioni di bosco, asservendo svariati casali alla mia ristrutturazione, ho vinto gli US Open indossando un paio di baffi finti e recitando versi di Edgar Allan Poe.
I missed u. Soprattutto quando mi dicevate che tifo Nadal (seeeeeeeeeeeee) e che sono invidiosa della Jankovic (che culo).
Ora basta parlare di me che giustamente non ve ne importa nulla.
Rientro con fare sbarazzino, per ammirare lo splendore di questa ultima ultima parte di stagione.
E’ sempre bello vedere come in Asia (eccetto il Giappone) il tennis interessi come l’hockey su ghiaccio in Turchia. Ma contano gli sponsor e i soldoni, ci meritiamo tutto, anche la sessione notturna di Pechino con le ragazze che giocano indossando la giacca a vento.
Ho domande senza risposta che hanno tormentato questo week end lavorativo
• Chi è lo studente Erasmus che siede con sguardo incerto all’angolo di Andyno Murray, la dicitura Murray’s coach non cela una probabile triste realtà, lo scozzese gli passa vitto, alloggio e forse la tessera interrail per i tornei europei, con lui al fianco vincerà uno SLAM? E soprattutto la tessera interrail la accettano quando prende il diretto Tokyo Shanghai? Arriverà in tempo prima della finale
• Chi è il patacca con catena d’oro che inquadrano all’angolo di Rafa? Pare uno di quei bagnini che ha appena aperto un disco pub sulla spiaggia e ti dice vieni tesoro che qui ze il ziro zusto sol bella zent.
• Noto con piacere che la finale di Pechino è stata Cilic Berdych, va bene che lo spirito di sacrificio orientale è noto a tutti, ma ci rendiamo conto che se i cinesi si incazzano sono in tanti ed è peggio per noi?
• Quante partite dovrà ancora perdere barbie pallettara per smettere di essere numero uno? Siamo alla 2163458463158434 sconfitta, chi fa i conti per la WTA Tremonti??
• La giocatrice più in forma del circuito femminile è la Radwanska, abbiamo quindi trovato finalmente un buon motivo per invadere la Polonia?
• Cosa fa Djokovic quando non gioca, ha un monolocale nella camera iperbarica?
• La finale di Palermo Ungur Berloq è stata rinviata per pioggia, è questa una prova sufficiente per l’esistenza di dio? No! Se dio voleva avere una credibilità doveva far piovere una settimana intera e magari invece che far morire Jobs liberarci di altra gentaccia.
• L’Italtennis è in grande spolvero, abbiamo spezzato le reni al Cile (che non aveva giocatori, ma tant’è), allora come mai il nostro uomo di punta Fogna perde 62 60 da Mayer che neanche se gioca contro la Schiavone fa questo punteggio?
• Perché Rogi porta Mirka al mare che poi ci dobbiamo beccare scatti terribili della trippona on the beach?
• E infine vedo con piacere che Robredo e Tursunov giocano il doppio insieme a Shanghai. Perché non mi hanno invitato? Sono certa che avrei trovato il modo di rendermi utile.
Lecorbu_Vale





