Un ace e un bacio all’erba londinese. Queste le ultime istantanee del trionfo di Petra Kvitova, classe 1990, vincitrice dell’edizione 2011 di Wimbledon: la giocatrice ceca ha superato in due set, e dopo poco più di 1 ora e mezza di gioco, Maria Sharapova, col punteggio di 6-3 6-4.
L’ultima vittoria della Repubblica Ceca era datata 1998, con Jana Novotna che superò in finale la francese Tauziat; per il paese dell’est europeo, si tratta della quarta vittoria(le altre due sono di Martina Navratilova prima che acquistasse cittadinanza USA). Non riesce il bis a Maria Sharapova, che aggiorna il suo ruolino nelle finali Slam, perdendo per la seconda volta dopo quella in Australia 2007, contro Serena Williams (tre le vittorie).
Una vittoria frutto di un gioco aggressivo ma al tempo stesso molto solido, con una grossa spinta dalla linea di fondo. Sebbene alla vigilia si desse come favorita la giocatrice siberiana (vincitrice qui già nel 2004), nessuno si meraviglierà più di tanto della vittoria Kvitova, alla luce delle qualità della ceca (numero 8 WTA, ma destinata a salire), emerse nelle ultime due stagioni e in modo inconfutabile anche le match odierno. Troppo leggera ed incostante Maria, ma molto merito della Kvitova, brava a non farla entrare in partita; il servizio poi è stato a livello infimo (6 doppi falli, 58% con la prima, 27% con la seconda), e contro una giocatrice in salute e centrata come Kvitova questo non può non pagarsi.
Arrivate sul campo centrale accompagnate dai portaborse (tradizione della sola finale del torneo inglese), il sorteggio sembrava dare una mano a Maria Sharapova, la quale preferiva andava a rispondere, alla luce del pessimo record di 13 doppi falli della semifinale. E il break iniziale sembrava poterle dare la tranquillità necessaria per andare a servire nonostante tutto; ma Petra è giocatrice solida, sfrutta le lunghe leve e prende i rischi necessari per far male alle avversarie. Contro break immediato, che la riporta immediatamente in partita. Sul 3-2 30-30, Maria rivede i fantasmi del match con la Lisicki, piazza 2 doppi falli di fila e consegna il break decisivo per le sorti del parziale all’avversaria, brava a chiudere sul 6-3, dopo aver sciupato un set point nel game precedente.
La partenza di secondo set vede ancora protagonista il doppio fallo russo, che porta Kvitova in palla break: lungo linea perfetto di rovescio, e break immediato. Finita? Niente affatto, Maria centra l’aggancio sul 2-2, grazie ad uno smash sbagliato dalla ceca che viene punita da un calibrato pallonetto siberiano. Ci sarà ancora uno scambio di break, tra errori e vincenti, poi sul 3-3 Petra si procura l’ennesima palla break: scambio prolungato centrale, a sbagliare per prima è la Sharapova, che tira in corridoio il rovescio. Sarà il game di rottura conclusivo, i servizi la faranno da padroni fino alla fine, e la Kvitova, seduta per soli 40 secondi all’ultimo cambio di campo, serve con tutta la forza che ha in corpo, chiudendo con un ace il suo torneo dei sogni.
La ceca vince il quarto torneo stagionale (gli altri a Brisbane, Parigi e Madrid), centrando successi su tutte e tre le superfici (erba, cemento, terra), e sia indoor che outdoor. Una stagione magica, fin qui, per la Kvitova, che sull’erba aveva persa in tre set la finale di Eastbourne due settimane fa, contro la Bartoli. E’ il premio per un gioco di altissimo livello, che si era già visto nel corso della stagione 2010 (tra l'altro, è la prima mancina dopo Conchita Martinez 1994 a vincere Wimbledon).
Non esce ovviamente ridimensionata Maria Sharapova; certo è che d’ora in avanti probabilmente dovrà tenere conto, oltre del ritorno delle sorelle Williams e della Clijsters, di questa 21enne ceca. Lo Us Open 2011 è vicino, e mai come stavolta incerto.
Per TennisWorld Italia, Alessandro Varrassi
Oggi ci sarà la rivincita..