Il tennis mondiale ha un nuovo re. Con la vittoria 7-6(4) 6-2 6-7(9) 6-3, in 3 ore e 3 minuti, su Jo Wilfried Tsonga in semifinale a Wimbledon, Novak Djokovic, oltre a conquistare la prima finale ai Championships, lunedì sarà il 25esimo numero uno della storia del tennis dall'istituzione del ranking Atp, scalzando Rafael Nadal, indipendentemente da come finirà questo torneo. Si interrompe, per lo spagnolo, dopo 56 settimane consecutive in vetta alla classifica(102 complessive, settimo di ogni tempo) , la decima striscia più lunga di sempre (Federer comanda questa classifica con 237 settimane di fila, sul trono del tennis mondiale). Per la prima volta dall'1 Febbraio 2004, un giocatore diverso da Federer e Nadal, sarà al comando del ranking Atp. Nole è anche il primo slavo in vetta alla classifica, nonchè, ovviamente il primo serbo in finale a Church Road.
Non era una vittoria scontata quella del serbo, alla luce delle premesse che accompagnavano questo incontro: i precedenti, che recitavano un eloquente 5-2 in favore del coloured di Le Mans e l'epica rimonta dello stesso contro Roger Federer di due giorni fa. E' diventata ancor meno scontata nel momento in cui il francese ha vinto il terzo set, dopo aver recuperato per due volte un break di svantaggio ed aver annullato anche due match points. La differenza l'ha fatta a quel punto la mentalità vincente di Nole, che ha saputo rintuzzare in maniera adeguata gli assalti di Tsonga, dimostrando una volta di più di essere un vincente vero, che merita il riconoscimento di primo giocatore al mondo, anche da un punto di vista strettamente formale, dopo essere stato numero uno in pectore per molti mesi.
La regolarità, il ragionamento, la lucidità tattica di Djokovic, hanno avuto la meglio sull'esplosività, l'istino e l'incoscienza di uno Tsonga, troppo discontinuo in battuta(al contrario di quanto mostrato contro Federer) e davvero fragile nello scambio, specie sulla diagonale sinistra. Inoltre la risposta di Djokovic è stata importantissima per attutire la potenza dei servizi, ma anche perchè l'angolazione e la profondità, che il serbo riusciva a raggiungere con questo colpo, gli ha permesso di tenere lontano dalla linea di fondo il francese, impedendogli quasi sempre, di colpire da fermo. Esattamente quello che non è riuscito a Federer due giorni fa.
Le sportellate di diritto del francese hanno avuto piena efficacia soltanto nella prima parte della prima partita, quando Djokovic è sembrato essere leggermente teso e nel finale del terzo set, quando tutte le speranze sembravano perse ed il braccio del francese era libero da ogni pressione, sicuramente la fase più spettacolare e calda dell'incontro. L'ardore dei colpi del francese per il resto dell'incontro non è stato quello dei giorni migliori, ed ha finito per spegnersi, quasi totalmente, contro la solidità del serbo, troppo abile in difesa e bravissimo a far giocare sempre un colpo in più a Tsonga, forzato così a commettere un numero di errori eccessivo, per poter sperare di far partita contro Robo-Nole.Il quale, dopo la falsa partenza, praticamente, non ha sbagliato più nulla per due set e mezzo, prima di rimanere vittima di un leggero braccino, strano per un campionissimo come lui, ma tutto sommato comprensibile, visto l'importanza del torneo e soprattutto considerando che la vittoria valeva anche la prima piazza del ranking. Inoltre dall'altra parte della rete c'era un avversario che giocava senza ormai più nulla da perdere e con il braccio sciolto.
L'inatteso epilogo della terza frazione, che Nole ha perso dopo essere stato in due occasione ad un solo punto dalla finale, ci ha permesso una volta di più, di ammirare la classe straordinaria di Djokovic, palesatasi nella reazione avuta in avvio di quarto parziale. Molti si sarebbero disuniti e avrebbero subito l'impeto di uno Tsonga sulle ali dell'entusiasmo, invece il serbo ha vinto i primi otto punti del set, necessari per solcare nuovamente la distanza da un avversario che stava diventando sempre più minaccioso. Il francese, da parte sua, ha pagato sicuramente lo sforzo mentale che è stato necessario per vincere il terzo parziale, concedendosi un passaggio a vuoto in una fase della partita, l'inizio del quarto, dove margine per rientrare ormai non ce n'era quasi più. (CLICCA QUI PER RIVIVERE LA SFIDA PUNTO A PUNTO)
Per Tsonga resta un grande torneo, ma anche qualche rimpianto, soprattutto per un primo set condotto dall'inizio fino ad un passo dal traguardo, ma svanito anche per colpa dell'eccessiva incoscienza, che ha portato il francese a rischiare una seconda "bomba", dopo aver annullato tre palle break consecutive, e a commettere così un doppio fallo, che si è rivelato sanguinoso nell'economia di tutto il match, visto che Tsonga è stato in grado di riprendersi, con l'indubbia collaborazione del serbo, soltanto sul finire della terza partita. Questa volta però, la rimonta impossibile non è riuscita.
Domenica Djokovic, oltre che la prima a Wimbledon, giocherà la quinta finale di slam in carriera(2 vittorie e 2 sconfitte il bilancio) e la 39esima in assoluto (25 vittorie e 13 sconfitte). Per quello che abbiamo potuto vedere in questo torneo, ritengo che Djoker non partirà favorito, dal momento che sull'erba sembra soffrire maggiormente rispetto a Nadal. Ruolo decisivo nella sua scalata a Wimbledon 2011, è inutile negarlo, lo ha avuto il rallentamento della superficie, così come lo ha avuto del resto, per le vittorie di Rafa all'All England Club. Tuttavia questo non toglie assolutamente nulla ai meriti del serbo, che anzi, con la conquista del numero uno, potrebbe trovare anche gli stimoli giusti, per sovvertire un pronostico che forse lo vede partire sfavorito in finale.
Luca Marrelli