Maria Sharapova è entrata nel dibattito in corso negli Stati Uniti riguardante le norme per i tornei dedicati ai bambini al di sotto dei dieci anni. Secondo la russa, andrebbero utilizzate palline più grosse e leggere del normale e campi di dimensioni ridotte: "Credo che per loro sia un vantaggio sin dall'inizio, perché possono capire meglio il gioco in un certo senso. In questo modo, chi si avvicina per la prima volta a questo sport troverebbe il tutto più confortante e tranquillo".
Anche la Federazione statunitense (USTA) è favorevole a questo cambiamento, mentre allenatori come Wayne Bryan si oppongono. Il concetto è popolare in Europa (ne abbiamo la dimostrazione nelle scuole tennis di tutta Italia) e Maria è dunque favorevole, anche se ha aggiunto che i baby tennisti devono essere consapevoli che crescendo, alla fine dovranno abituarsi ai parametri standard: "Nonostante sia un ottimo metodo, non andrebbe usato per troppo tempo: i bambini dovranno poi rendersi conto che la realtà di questo sport è ben differente e per salire di livello si dovrà passare alle misure regolamentari. Bisognerà soltanto vedere come reagiranno al cambiamento", ha concluso la Sharapova.
Anche Ryan Harrison è intervenuto sul capitolo giovani, mettendo però in evidenza il lato comportamentale: "Troppo spesso, tra i circoli che mi capita di frequentare, vedo bambini che gridano ogni volta che colpiscono la palla. Ogni tanto un urlo di sforzo ci può stare, ma ciò non deve diventare un'abitudine, perché vedere ragazzine di sette anni gridare più di quanto non abbia fatto io in tutta la mia vita, non è affatto bello. Gli allenatori devono insegnare meglio il rispetto per l'avversario, che è fondamentale: ognuno deve pensare esclusivamente al proprio lato del campo, senza disturbare chi c'è di fronte con inutili urli".
Dichiarazione giustissima di Harrison...
Gli urli sono fastidiosi anche per i telespettatori. La finale dell'AO femminile l'ho dovuta vedere senza audio per colpa di quelle 2 invasate (e sono stato pure gentile). Inoltre aggiungerei che anche il colore della superficie può essere fastidioso per il telespettatore.
L'altro giorno mi è capitato di vedere su supertennis un torneo su cemento colore.... AZZURRO.
Pallina gialla, campo azzurro, righe bianche. Che menti geniali!!!
in effetti anche il bambinone nadal deve ancora crescere e imparare il rispetto per l'avversario. non fa una piega. grande ryan