Mikel Sánchez può essere considerato come l'uomo dei miracoli. E' il medico che ha rimesso in piedi Rafa Nadal, guarendolo da quell'infortunio al ginocchio che a un certo punto sembrava poterne pregiudicare la carriera. In un'intervista, Sanchez ha parlato della cura a cui ha sottoposto il maiorchino (un trattamento basato sull'iniezione di sangue arricchito con i fattori di crescita grazie al quale l'organismo rigenera più velocemente i tessuti lesionati) e ha illustrato con estrema chiarezza il suo quadro clinico.
Quando c'è stato il primo contatto con lo staff di Nadal?
"Mi hanno contattato dopo l'Open d'Australia. Nadal non riusciva a fare il suo gioco per via del dolore al ginocchio. In passato si era sottoposto a molti trattamenti, ma tutti sono stati inutili. Ogni volta aveva delle ricadute. Avevo subito capito che Rafa è un ragazzo con una forza di volontà straordinaria, solo questo gli ha permesso di non smettere. Perchè con i problemi alle ginocchia che aveva è incredibile come abbia potuto continuare a giocare".
La cura adesso è finita?
"In questo momento non sto facendo nulla, ma dovrà tornare da me. I tendini continueranno a logorarsi, e dovranno essere rigenerati"
In cosa consiste il trattamento con i fattori di crescita?
"Nel nostro organismo tutti abbiamo delle proteine che stimolano le cellule affinché curino le lesioni. Se qualcuno si rompe un osso, le cellule dell'osso sanno che devono produrre osso e quando si devono fermare perché è guarito. Quello che facciamo noi con il trattamento è lanciare segnali alle cellule per fare in modo che molte di loro si concentrino a lavorare su una determinata parte del corpo. In questo modo la parte lesionata viene curata più velocemente e nel modo migliore. Non c'è niente di nuovo. La stessa cosa che il nostro organismo farebbe in modo naturale, noi la aumentiamo di intensità, concentrandola in una parte del corpo ben precisa. Quello che si fa in concreto è prelevare un po' di sangue al paziente, trattarlo in modo tale da aumentare la concentrazione di proteine della crescita, e poi reiniettarlo nella parte interessata"
Nadal è definitivamente guarito o può avere delle ricadute in futuro?
"Quando hai una lesione cronica per un sovraccarico, come è nel caso di Rafa, la possiamo curare. Ma comunque lui continuerà a stressare i suoi tendini. L'atleta non cambierà il proprio modo di giocare, e nemmeno perderà partite per non farsi male. Continuerà a tenere gli stessi ritmi. Per questo c'è il rischio che il problema ai tendine si ripresenti. Il nostro non è un trattamento che sistema le cose definitivamente. Inoltre la stessa cosa potrebbe capitargli in altri tendini come il tendine di Achille, nella spalla..."
L'origine della lesione sta quindi nel suo modo di giocare?
"Tutti i tessuti crescono, si distruggono e poi si rigenerano costantemente. Quando questo equilibrio si rompe e consumi più di quello che il tuo organismo è in grado di ricreare ecco che arrivano le lesioni degenerative. Nadal sottopone i suoi tendini a uno stress violento perchè si allena moltissimo. Lui sicuramente ha molto talento, ma per essere numero uno ha dovuto lavorare tantissimo. Si allena molte ore, fa molte partite, e spende sempre il 100%. A uno come lui non capita mai di dire 'non mi interessa vincere questa partita'. Inoltre non pratica uno sport di squadra in cui in alcuni momenti ti puoi distrarre. Gioca ogni punto al 100% e lo stress al quale sottopone i suoi tendini è tremendo. Se il suo organismo non è in grado di rigenerare i tessuti con la stessa velocità con cui li consuma ecco che nasce la lesione. Quanto più forte giochi, quanto più potente è la tua muscolatura, più lesioni avrai".
L'Agenzia Mondiale dell'Antidoping ha mostrato diffidenza sull'uso di plasma arricchito di fattori di crescita. Perché?
"C'è stata una riunione organizzata dalla Wada in cui 20 esperti hanno discusso circa l'uso e i limiti dei fattori di accrescimento. L'opinione unanime dei 20 esperti è che non è da considerarsi come doping. Al momento l'iniezione di plasma arricchito è considerata allo stesso livello del cortisone. Chi lo usa deve avvisare. Ma dopo una serie di riunioni siamo convinti che la Wada lo toglierà da questa categoria, perchè il trattamento non ha niente a che vedere con un miglioramento della prestazione dell'atleta. Siamo convinti che in breve l'uso del plasma arricchito sarà libero".
E' un trattamento molto usato in Spagna?
"Certo! In Spagna e in tutto il mondo. Fu usato per la prima volta nel campo maxillo-facciale alla fine degli anni '90. Abbiamo iniziato ad applicarlo per lesioni dell'apparato locomotore verso la fine del 2000. Ci fu una gran controversia circa l'efficacia della cura. Ora è una tecnica con riconoscimento scientifico".
Il fisico di Nadal resisterà per molti anni ancora?
"Rafa è arrivato dove è arrivato perchè fisicamente è un fenomeno, oltre a saper giocare bene a tennis. Inoltre il trattamento col plasma arricchito con lui ha funzionato perchè il suo organismo funziona benissimo. Non sempre la cura dà gli stessi risultati in tutti i casi. Per questo motivo non è un trattamento miracoloso, non è come avere una bacchetta magica. Ora è importante che Rafa sappia dosarsi bene. Non può pretendere di vincere tutti i tornei a cui parteciperà da qui a 10 anni. Deve imparare a curarsi e a preservarsi se vuole durare ancora molti anni. Già lo ha fatto quest'anno. Dovemmo convincerlo che non poteva giocare a Barcellona altrimenti avrebbe messo a rischio la cura. Speriamo che abbia capito il concetto".