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Laura Robson alla ricerca della consacrazione nel circuito dei grandi

Analizziamo oggi le prospettive della speranza britannica
Wta Tennis  09 Dec 2011 - 15:59 / di Michele Bon / letto 1068 volte.
Fonte:
Wta Tennis

Da quando una quattordicenne Laura Robson si impose nel 2008 nel torneo di Wimbledon riservato agli juniores, tutto il Regno Unito iniziò a contare i giorni che separavano la sua beniamina dall’entrata definitiva nel palcoscenico dei più grandi: a fine 2011 il percorso non può dirsi concluso, a testimonianza, e non ne è l’unico caso, di quanto sia difficile ed impronosticabile un passaggio regolare dalla categoria junior al circuito WTA.


Alti e bassi hanno contraddistinto la strada verso la definitiva consacrazione, ne sanno qualcosa Angelique Kerber contro la quale ha festeggiato quest’anno la sua prima affermazione in un primo turno di uno Slam e Ayumi Morita, della quale abbiamo parlato nell’articolo di ieri, eliminata agli Us Open. Gli infortuni ne hanno invece determinato le maggiori battute d’arresto, che l’hanno costretta nella stagione appena conclusa al recupero dalla 269esima posizione fino alla 132esima attuale, ranking più alto tra tutte le diciassettenni del circuito. Come ulteriore conferma della qualità di questo risultato basta ricercare la posizione della seconda, la tedesca Annika Beck, classificata 100 posizioni più sotto.
 

L’impressione è che il 2012, anno olimpico nel torneo di casa, possa rivelarsi molto significativo per la giovane britannica, soprattutto poiché a fine gennaio al compimento del 18esimo anno di età potrà anche liberarsi dai regolamenti di età del circuito WTA relativi alla partecipazione ad un numero limitato di tornei in ciascun calendario e di conseguenza i punti da difendere sono inversamente proporzionali alle possibilità di scalare posizioni, quantomeno per assicurarsi una partecipazione certa agli Slam senza dover affrontare i turni di qualificazione.
 

Le qualità non mancano e le possibilità di migliorarsi anche, grazie ad una struttura ben impostata (1.80 di altezza per circa 67 chili), una buona facilità di braccio ed alla capacità grazie ad un backswing corto di dare pochi punti di riferimento alle avversarie sulla direzione del colpo. Il punto debole, sul quale l’allenatore Luke Milligan ed il preparatore Steve Coetze stanno lavorando, è la sua capacità di muoversi in tutte le direzioni del campo, dovuta probabilmente ad un mancanza di forza esplosiva nella gambe, (che ad esempio ha la connazionale Heather Watson, attualmente 93esima in classifica) e che ne limitano le capacità difensive, che nel tennis moderno possono rappresentare un handicap per competere ad alti livelli. Gli infortuni invece vanno analizzati e contestualizzati alla fase della crescita, ma dati di fatto ne sono sia l’infortunio muscolare che ne ha rovinato l’inizio del 2011, sia l’ultimo riguardante una fattura da stress gamba sinistra che ne ha condizionato la partecipazione al programmato Adidas Training Camp di Las Vegas sotto la guida di Darren Cahill.
 

Alla luce di queste considerazioni i punti interrogativi sembrano essere ancora molti, e non tutti di rapida soluzione, ma i margini di miglioramento e l’effettivo talento potrebbero rappresentare il punto di forza dell’atleta britannica, sulla quale un occhio di riguardo, non fosse altro per l’appiattimento verso il basso della qualità della maggior parte delle giocatrici del circuito, va sicuramente dato.

 

Leggi le puntate precedenti:
Ayumi Morita

Agnieszka Radwanska

Shahaar Peer

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Commento di: Manuele - 02 Jan 2012 18:17

Non esiste piu' il tennis italiano di una volta...

Commento di: massimiliano rini - 11 Dec 2011 17:37

concordo, la robson è davvero forte potenzialmente, ma deve lavorare molto sugli spostamenti, ha ancora molto tempo, ragazze del 94 così forti non ce ne sono

Commento di: Roman91 - 11 Dec 2011 15:29

Si @kvitoviano hai ragione ormai anche il tennis femminile è diventato molto fisico ma tipo secondo me ci possono essere delle eccezioni come l'australiana Barty che a 15 anni ha già battuto tenniste come Dellacqua,Rodionova e Rogowska giocatrici  che già hanno raggiunto le prime 150 del mondo...anche se le ultime baby prodigio sono state la Sharapova precocissima vincitice Slam e anche la Ivanovic che ha 20 anni già era affermata Top10.

Commento di: Kvitoviano - 11 Dec 2011 14:21

nel tennis di oggi a quest'età non potrai mai esplodere, è già tanto che la Wozniacki abbia cominciato a scalare posizioni già a 18 anni, ma dalla sua aveva una tenuta fisica fuori dalla norma.

ormai l'età media per far bene è 21/22 anni.


Ci sono [4 commenti]

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