La settimana scorsa, come quasi sempre accade dopo uno slam, e a maggior ragione nella settimana che precede gli incontri di Coppa Davis, i big del circuito si sono presi una settimana di riposo e per sette giorni la ribalta è spettata a giocatori, che di solito vivono nell’ingombrante ombra dei super fenomeni. I tre tornei settimanali, hanno visto trionfare Tomas Berdych, Mikhail Youznhy e Juan Monaco, tutti giocatori di altissimo livello che hanno raggiunto buonissime posizioni di ranking nel corso della loro carriera. Il ceco è l’attuale numero 6 del mondo, il russo è stato top ten l’anno scorso e l’argentino si è issato fino al numero 15. Alla luce del loro passato, i successi ottenuti non hanno destato grande scalpore.
I personaggi nuovi della settimana appena trascorsa sono invece Lukas Lacko e Carlos Berlocq, entrambi alla loro prima finale in carriera, rispettivamente a Zagabria e Vina Del Mar. Se l’argentino bazzica ormai da anni il circuito Atp e solo a 28 anni ha messo a segno l’exploit, fermato in finale dalla sua nemesi Monaco, che lo ha battuto 9 volte su 9 quando si sono incontrati, lo slovacco è invece un giocatore abbastanza giovane (24 anni) e dal potenziale, fino alla scorsa settimana del tutto inespresso.
Tennista estremamente talentuoso, dotato di un fisico possente (185 cm per 85 kg) e di due fondamentali da fondo campo di tutto rispetto, estremamente piatti. Il diritto è sicuramente il colpo più sicuro e penetrante, quello che gli concede più punti. Il rovescio, più costruito, è un colpo prettamente di contenimento, ma che in lungo linea può generare un buon numero di vincenti, anche quando giocato da fuori dal campo in situazioni difensive. A corredare il tutto un servizio poderoso, che a Zagabria ha regalato a Lacko diversi punti gratuiti. I punti deboli sono rappresentati da una mobilità senz’altro migliorabile, soprattutto in avanti (chiedere a Youznhy, che in finale lo ha riempito di smorzate) ed una scarsa propensione alla verticalizzazione del gioco.
Entrato per la prima volta nei 100 nel 2009, Lacko è riuscito a chiudere in extremis tra i cento, al numero 99, anche il 2011, soprattutto grazie ai challenger di Izmir e Bratislava, vinti in autunno. Che il 2012 può essere l’anno della consacrazione lo si era già visto agli Australian Open, dove ha raccolto gli scalpi di Ivan Ljubicic, a cui ha recuperato due set di svantaggio, e Donald Young, prima di cedere in maniera dignitosa di fronte a Rafael Nadal. Proprio lo spagnolo conosce bene Lacko, visto che è uno dei pochi giocatori, capace di rifilargli un 6-0, nel torneo di Doha dell’anno scorso, anche se poi Rafa vinse in tre set. Grazie all’exploit croato è salito alla posizione numero 65, avvicinandosi ai top 50, obbiettivo dichiarato per questa stagione. Il suo tennis molto piatto potrebbe consentirgli di ottenere risultati oltre che sull’amato cemento, anche sull’erba, qualche problema in più potrebbe averlo sulla terra battuta. La possibilità che possa arrivare al ridosso dei top 20 in futuro non è da escludere.
Non è la prima volta che al torneo di Zagabria assistiamo a degli exploit inattesi: già nel 2008, nella capitale croata c’era stato il primo, inatteso acuto del talentuoso ucraino Sergiy Stakhovsky, entrato come Lucky Loser e l’anno scorso è stata la volta di Ivan Dodig, croato pazzerello, più famoso per aver battuto Nadal, l’estate scorsa. Inoltre nel 2010 e nel 2011, Michael Berrer ha raggiunto proprio a Zagabria le sue due uniche finali in carriera. Who’s next?
Luca Marrelli
e chi è Bosio?
be certo non è Bosio
articolo simpatico, e simpatico mi è pure lacko, ma credo che definirlo "estremamente talentuoso" sia esagerato...ha buoni colpi di rimbalzo, ma non è mai in grado di imprimere variazioni interessanti, non ha tocco, a rete poi è un disastro...
Interessante articolo cmq.
ahhahahahahahahah, anke io l' ho preso x il fantatennis....ma con la stessa facilità con cui l' ho preso, con altrettanto è pronto a fare le valigie se non rende
Ce l'ho al fantatennis :D