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Tennis Mentale    

 26 May 2013 di Max Grancini - articolo letto 4953 volte.
Il pensiero dei campioni: Jimmy Connors - parte seconda

 

Durante tutta la mia carriera, ho sempre ricevuto molti elogi da giornalisti e commentatori, ma ce n’è uno di cui sono particolarmente orgoglioso:

“Vinca o perda Connors in ogni match dà sempre il cento per cento di se stesso.”

Anche se apprezzo molto questa valutazione, la verità è che io non riesco, in ogni partita, a dare sempre il cento per cento di me stesso.

Non posso e penso che nessun giocatore è in grado di farlo.

Perché no?

Se cominciate una partita ad un livello tanto alto con l’intenzione di mantenerlo per tutto il match le vostre possibilità di vittoria saranno sorprendentemente ridotte.

Facendo così vi preparate ad un sicuro insuccesso perché non avrete alcuna possibilità di migliorare durante il gioco, ma soltanto di peggiorare.

Un buon risultato iniziale può essere stimolante ma molto spesso finisce col bruciare il giocatore inesperto.

L’avversario più forte, d’altra parte che gioca sempre più o meno al 95 per cento del suo massimo, ha la capacità e la sicurezza di poter fare di più in tuttì quei momenti criticì che capitano sempre durante un match.

Questo è stato sempre uno dei miei punti di forza nel corso degli anni.


Cosi se anche voi volete ridurre i cali di rendimento durante un match ed essere capaci di andare “oltre in determinate situazioni, tenete conto di alcune indicazioni essenziali per raggiungere lo scopo.

 


1) Conoscere i propri limiti.


Ho l’impressione che molti tennisti nel tentativo di superare se stessi durante un match, vanno troppo oltre tentando colpi spettacolari a bassissima percentuale di riuscita.

Esibendosi, con poco senso della realtà, in azioni mai riuscite prima.

La regola principale per venire fuori nei momenti critici, è quella di conoscere i propri limiti. Invece di sperare di mettere a segno colpi miracolosi uno dietro l’altro, usate le vostre armi più sicure.

Come alternativa a straordinari colpi vincenti, tentate di dare maggiore consistenza alla vostra azione.

Giocate duro e senza discontinuità.

 

2) Rallentate il gioco


Quando si sta per perdere il momento favorevole durante una partita, c’è una naturale tendenza al panico e si tenta di forzare i colpi.

Accade a chiunque, buoni e cattivi giocatori, ma i buoni sono quelli in grado di mettere rapidamente a fuoco il problema e prendere provvedimenti per superare il calo di rendimento.

In queste situazioni fate uso della vostra mente come se fosse un registratore.

Durante la partita ogni colpo è stato memorizzato e voi non avete ancora usato le informazioni relative.

Fermate allora il nastro, tra un game e l’altro, e riavvolgetelo un poco.

Ricordate ciò che è avvenuto negli ultimi dieci minuti di gioco e scoprite cos’è che vi sta tacendo perdere il match.

Questo tipo di consapevolezza è molto importante.


3) Concentratevi su un’idea.


Troppo spesso, quando si sentono sul punto di perdere un match, alcuni tennisti rivolgono la loro attenzione ai “fondamentali”.

Non starò sbagliando l’apertura?

La faccia della racchetta è ben allineata al momento dell'impatto?

Sto usando la corretta ìmpugnatura?

Personalmente penso che tutto ciò sia un errore.

Non potete cambiare certe cose durante un match; provate invece a concentrarvi su una regola più generale come per esempio quella di “aprire” in anticipo.

Un semplice pensiero, una sola idea può evitare che vi affanniate dietro a tanti particolari inutili. Io preferisco concentrarmi sul mio stato mentale, la mia aggressività.

Dovete trovare la giusta ricetta per concentrarvi in ogni momento di gioco.

Tutto varia da persona a persona probabilmente, quindi, non dovete bloccarvi con un’unica soluzione.

 

4) Usate le emozioni.


Giocate meglio quando siete arrabbiati, quando siete calmi o subito dopo aver messo a segno un grande colpo?

La risposta a questa domanda può costituire un’importante indicazione circa il momento migliore per tentare di superare se stessi durante una partita.

Sfruttate le vostre emozioni che hanno la particolarità di fornirvi una sferzata energetica grazie all’azione dell’adrenalina.

Io mi carico realmente dopo aver messo a segno due qrandi colpi e sento la folla intorno a me.

 

5) Non andate oltre.


E’ importante sapere con sicurezza che gli exploit durante un match non possono essere più di due o tre e al massimo quattro.

La ragione è che l’azione dell’adrenalina è molto intensa, e vi pone in uno stato di eccitazione tale che non può essere mantenuto per più di due games.

Perciò non sprecatevi.

Posso ricordare due delle mie finali di Wimbledon che dimostrano l’importanza di capire qual. è il momento giusto per scatenare il proprio impeto.

Nel 1977 contro Biorn Borg per esempio ero sotto di due set a uno ma facendo appello a tutte le mie forze riuscii ad aggiudicarmi il quarto.

Subito dopo ebbi un calo di rendimento e subii due breaks nel quinta set, andato sotto per quattro a zero.

Un’altra combustione di adrenalina mi portò sul quattro pari; ma a quel punto non avevo più niente da spendere e persi il quinto set per 6-4 e con esso la finale.

Un andamento e un punteggio simile li ritroviamo nella finale del 1982 contro John McEnroe.

La differenza fu che io avevo molta più adrenalina da spendere nella parte finale del quinto set e vinsi così il mio secondo titolo a Wimbledon.

Scegliete con cura i momenti dei vostri exploit e vincerete molti più match..»

(Articolo scritto da Jimmy Connors e pubblicato in Italia dalla rivista specializzata “Matchball”)

Questa è la seconda parte dell'articolo scritto dal grande Jimmy, se hai perso la prima parte puoi

leggerla qui 

 

******************

James Scott "Jimmy" Connors (East St. Louis, 2 settembre 1952) è un ex tennista e allenatore di tennis statunitense.

Connors è stato al primo posto nel ranking mondiale negli anni settanta e di nuovo negli anni ottanta dopo il ritiro del suo grande rivale Björn Borg.

Nel corso della carriera ha vinto otto tornei di singolare del Grande Slam (arrivando per altre sette volte in finale) e due titoli di doppio.

È da ritenersi fra i più grandi giocatori nella storia del tennis.

Commento di: max - 04 Dec 2012 12:10

molto bello .... speriamo di mettere in pratica tutto...la vedo dura ... :)

Commento di: Alessandro Boni - 19 Sep 2012 23:27

bell'articolo, peccato che nel 92 la finale di W è stata tra agassi e ivanisevic e jimbo si riferisse sicuramente a quella dell'82, quando partiva come sfavorito

Commento di: renato - 19 Sep 2012 08:18

un piccolo saggio di psicologia del tennis da un grande campione che parla per esperienza personale, che secondo me è quella che rende più autorevole le opinioni. ottime riflessioni. mi devo infrmare se c'è un libro scritto da lui. le cose che dice vanno elaborate volta per volta.

Commento di: Teo Chiaravalloti - 18 Sep 2012 16:19

Sono d'accordo con Jimbo. Già il solo saper riconoscere i propri limiti e non andare oltre è un'ottimo consiglio. Quindi piedi per terra sempre e i miracoli lasciamoli a qualcuno che stà lassù .....

Commento di: cesco - 18 Sep 2012 09:17

bellissimo articolo, immenso connors...

Commento di: Domenico Lucarelli - 18 Sep 2012 08:22

i campioni sono persone speciali che riescono a pensare in maniera diversa dai comuni tennisti!

Commento di: bnason - 18 Sep 2012 00:05

tutti consigli utili, ma nn sempre facili da applicare, soprattutto quando si è in piena adrenalina, ma un campione si riconosce soprattutto in questi momenti, quando diventa razionale e nn guidato dall'istinto

Commento di: Domenico Lucarelli - 17 Sep 2012 23:24

bravi! bell'articolo

Commento di: Luca - 17 Sep 2012 20:39

Spirito combattivo, la prima arma che deve avere un tennista!


Ci sono [9 commenti]

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