Erba libera. E' quello che noi ci auguriamo è quello che chiediamo in coro. La canzone dei Sud Sound System è un'ottima colonna sonora per questa fase della stagione tennistica, ovvero le quattro settimane post Roland Garros, dominate dalla superficie erbivora, tanto rara quanto affascinante. Quest'anno ancora di più, complici le Olimpiadi di Londra che saranno disputate nella prestigiosa cornice di Wimbledon.
Sono lontani anni luce i tempi in cui, oltre allo Slam londinese, anche Us Open e Australian Open si disputavano sul verde. Resiste solo l'All England Club tra i Major, affiancato da tornei minori nel Nord Europa. Sono ben noti i problemi di tenuta dell'erba, che deve essere curata minuziosamente, con grandi costi a livello di tempo e denaro, specie se confrontati con la terra rossa o il cemento.
Una superficie veloce, l'erba, adatta ad un gioco d'altri tempi, specie se rapportato alle condizioni attuali, caratterizzate da una lentezza estrema. Anche a Wimbledon la velocità non è più la stessa, con il taglio dell'erba che lascia i ciuffi sempre più alti, rallentando il gioco.
Probabilmente, l'erba è il migliore antidoto (naturale tra l'altro) al tennis dei pallettari e delle partite infinite, con i giocatori inchiodati alla linea di fondo. La superficie veloce ti spinge ad attaccare, ad osare, parole ormai scarsamente utilizzate nel gioco contemporaneo. Nemica storica dei pallettari, basta vedere questa prima settimana dove gente del calibro di Youzhny, Tommy Haas, Dimitrov, lo stesso Nalbandian, è tornata in auge nei tornei; una sorta di rivincita della tecnica sul fisico.
E Mahut-Isner del 2010 direte voi? L'eccezione che conferma la regola, e sfido io a trovare qualcuno che si sia realmente annoiato in quell'epico incontro, nonostante la lunghezza estrema.
Per non parlare poi della gradevolezza cromatica, sia per lo spettatore sugli spalti che per quello da casa, della superficie, molto più del blu di Tiriac, diciamocela tutta.
Resta quindi la domanda: perchè l'erba non viene sfruttata, da organizzatori e tv, se si esclude Wimbledon? Probabilmente non c'è una reale risposta, se non legata al fatto che il campo in erba, come detto in precedenza, ha costi più elevati per la manutenzione; quel che è certo, è che un torneo come quello di Halle ha tutto per aspirare a qualcosa di più di un ATP 250. Quest'anno, alle splendide strutture, ha affiancato una entry list di tutto rispetto, con Nadal e Federer su tutti.
Che sia quindi l' "antica" erba la soluzione al tennis fisico, muscolare e perchè no, disumano, dei nostri tempi? Erba erba buona e di qualità...Poi tanto male non fa.
Alessandro Varrassi per TennisWorld Italia
Ma magari ci fossero più tornei sull'erba...
davvero più erba per tutti........a meno che non diventi blu anche questa
Il Tennis è nato sull' erba e l' erba esalta questo sport. Più erba per tutti!!!!!!