Immaginate di giocare la finale di un torneo ATP e provate a pensare cosa fareste in caso di vittoria dopo il fatidico "game set and match". Anche in tema di esultanze, il 2011 tennistico non è stato avaro: il classico "svenimento" a braccia aperte sembra ormai superato nella maggior parte dei casi, lasciando così strada libera a divertenti siparietti che possono essere dettati dall'impulsività, dalla sfrenata adrenalina o, talvolta, da scommesse.
Iniziamo la nostra rassegna dalla prima prova Slam stagionale, quegli Australian Open che hanno sancito l'avvio della fenomenale cavalcata di Novak Djokovic. Guardate il futuro nr.1 al mondo: dopo champagne "stile gran premio" con team e famiglia, sfoga tutta la sua gioia sul soffitto degli spogliatoi di Melbourne!
Restando in terra Australiana ecco il solitamente pacato Gilles Simon, che ruggisce letteralmente dopo la vittoria di Sydney su un impietrito Victor Troicki. Il francese tra l'altro sembra un incrocio tra Wolverine di X-men, e Edward Cullen eroe della saga di Twilight (riportato recentemente in auge da Fiorello)...
Non può esser escluso da questa speciale classifica Andy Roddick, trionfatore nel torneo di Memphis su un Milos Raonic in ascesa, a seguito di un memorabile quanto rocambolesco match-point. Davvero inconsueta l'esultanza per l'americano, che incredulo e a braccia spalancate raccoglie l'ovazione del suo pubblico (sanguinando da un gomito...). Purtroppo per Andy, sarà l'unica vera grande gioia di una stagione non all'altezza.
Due mesi dopo tocca ad un altro statunitense: stiamo parlando di Ryan Sweeting che conquista il suo primo torneo in carriera a Houston sconfiggendo in finale Nishikori, e come da tradizione esegue il tuffo nella piscina del River Oaks Country Club.
Capitolo Rafael Nadal: nel mese d'Aprile il tennista spagnolo torna alla vittoria dopo circa sei mesi d'astinenza sulla sua amata terra di Montecarlo e la sua esultanza è caratterizzata da salti di gioia e grande commozione, genuinità e umiltà di un ragazzo che ogni volta sembra non aspettarsi minimamente di arrivare in fondo nonostante i suoi numerosi titoli in bacheca. Stesso copione anche a Barcellona e Roland Garros, ma in quest'ultimo caso Rafa decide di tornare bambino e festeggiare con Topolino a Eurodisney!
1) Montecarlo, 2) Barcellona, 3 e 4) Parigi
Purtroppo per il maiorchino, in casa sua, nel Master 1000 di Madrid, viene superato in finale dalla sua bestia nera del 2011. E' dunque Novak Djokovic a fare gli onori di casa e concedersi ai raccattapalle per alcune foto.
Ma la terra fa sorridere anche Davidenko, che per il nono anno consecutivo chiude con almeno un titolo. Ma la gioia per Kolya è duplice: oltre alla vittoria di Monaco, il russo porta a casa anche una bella BMW!
Da segnalare anche l'urlo liberatorio con cui Juan Martin Del Potro conclude il suo Estoril: l'argentino precipitato in classifica dopo l'inattività del 2010, torna a vincere e si riaffaccia ai livelli consoni per il suo talento.
Passiamo all'erba del Queen's dove Andy Murray interrompe il digiuno e conquista il titolo per la gioia del pubblico. Sì Andy, ce l 'hai fatta a non deluderli (ancora)..
Nella magica cornice di Wimbledon torna il nome di Novak Djokovic, che corona il suo sogno rincorso fin da bambino e dopo l'incredulità iniziale "tocca con mano" il suo successo.
Sull'infuocato cemento estivo è il sempre-verde Radek Stepanek, che alla veneranda età di 33 anni si aggiudica il torneo di Washington, superando in finale Gael Monfils. Dopo l'ultimo 15, il ceco si è prima esibito nel suo classico passo di danza, rubando successivamente il cappello al ranger di fianco durante la cerimonia di premiazione.
Ma quando il gioco si fa duro ecco spuntare ancora una volta Djokovic, che dopo la vittoria della Rogers Cup sfoggia la versione "super-man".
Per non esser da meno, assapora il gusto del trionfo anche il suo amico e connazionale Janko Tipsarevic, a segno a Kuala Lumpur. L'incredulo tennista-filosofo guarda con commozione il trofeo su cui sarà inciso il suo nome, per la prima volta in carriera.
Ben più abituato a tali emozioni un certo Roger Federer, che da Basilea porrà le basi per uno strepitoso finale di stagione. Nella sua amata città, l'elvetico dopo il successo su Nishikori, celebra il traguardo raggiunto con un "pizza-party" con i raccattapalle del torneo. Dopo Parigi-Bercy, ritroviamo il suo nome nell'atto conclusivo della stagione: a Londra è sempre Roger ad alzare le braccia al cielo!
Diamo un'occhiata anche a cosa combinano gli spagnoli per festeggiare la conquista della Coppa Davis: i tennisti iberici ci hanno regalato alcune chicche, come la canzone rivisitata per incitare Nadal, e lo scherzo con la schiuma fatto da quest'ultimo a Ferrer!
Non finisce qui: ci sono alcuni match che a volte valgono quanto una finale.. E' il caso di alcune semifinali vietate ai deboli di cuore. Due di queste sono targate Federer vs Djokovic: la prima ha avuto per cornice il Philippe Chatrier, campo sul quale l'elvetico ha stoppato la corsa del serbo, imbattuto fino a quel momento, con una prestazione più che maiuscola. Roger ha sfiorato il remake nella semifinale di Flushing Meadows, in cui ha avuto due match-point sul proprio turno di servizio nel quinto set, ma quella risposta vincente di dritto stampata dal nr.1 del mondo è ancora presente nelle menti di tutti noi. Come hanno reagito i due tennisti in queste circostanze? Vi è presto svelato!
L'indice di Federer è il simbolo delle grandi vittorie: reazione tutto sommato composta per lo svizzero nonostante abbia stoppato, e in alcuni momenti ridicolizzato, il mattatore del 2011. Ma forse avrà pensato che certe prestazioni per lui dovrebbero essere all'ordine del giorno.. La vendetta di Nole invece si consuma recuperando un match praticamente quasi perso, la sua reazione istintiva è quella di allargare le braccia, in un momento in cui senz'altro si sarà sentito imbattibile.
Non così pacata invece l'esultanza del serbo al termine di una terza semifinale, quella disputata sul centrale del Foro Italico: Andy Murray ha infatti avuto la ghiotta occasione di servire per il match, ma ha sciupato a suon di doppi falli, prima di capitolare al tiebreak. Questa volta Djokovic non si è risparmiato..
Insomma, ce n'è per tutti i gusti!
Non esiste piu' il tennis italiano di una volta...
quella bmw immeritatamente nelle mani di davidenko :( cmq nn penso che i tennisti costruiscono le esultanze, xkè ci dobbiamo fossilizzare ogni volta sui particolari, loro fanno quelli che istintivamente gli va di fare...quando giochi un punto alla grande o vinci una partita nn è come un gol che si esulta esageratamente ma la soddisfazione ti riempe dentro ed è difficile da esternare!
sono con Kvitoviano, compostezza. Nadal è troppo scenografico, sia dopo un punto che alla fine del torneo. Roger si lascia andare solo a fine torneo ed è quello più signore (che caso). Sulla semi contro Djokovic, ho dei dubbi riguardo al dito, sono convinto che non stesse ad indicare "N°1" ma solo un "te lo dicevo io" rivolto al suo box.
Quella peggiore è quella di Tsonga
il dito di federer costruito? c'è dentro tutta la consapevolezza di essere il migliore ed averlo espresso sul campo!
a me nonostante il modo di esultare di nole esalti parecchio soprattutto dopo certi punti piuttosto che la vittorai in se, piace anche una certa compostezza come quella di petra e sammy al loro primo slam.
mentre ho trovato sempre piuttosto costruite le esultanze di nadal e federer.
Le lacrime di Agassi a Wimbledon rimangono per me al cosa più bella , anche divertenti con Clerici che mi sembra disse ad Andre "poveraccio" o roba simile.
l'esultanza di davydenko è la più eloquente, ormai del tennis in sè non gliene frega nulla, ma l'amore con cui abbracciava quel macchinone dice tutto....
ottimi bravi bravi
SPETTACOLO! Bellissimi gli articoli con le foto :)