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Australian Open, lo Slam imprevedibile

Riviviamo le cavalcate più sorprendenti degli ultimi anni a Melbourne
Editoriale  07 Jan 2012 - 01:21 / di Luca Marrelli / letto 952 volte.
Fonte:
Thomas Johansson

Thomas Swick, del World Tennis Magazine, sostiene che gli Australian Open siano un’oasi in mezzo al deserto per gli appassionati di tennis, perché sono piazzati a quattro mesi di distanza dall’ultimo slam disputato e a quattro mesi dal prossimo. Proprio questo piazzamento nel calendario, fa sì che lo slam di Melbourne sia il major dei contrari: si gioca d’estate, mentre nel mondo (e qui il concetto di mondo è molto “tennistico”) è inverno, in pieno giorno mentre nel resto del pianeta è buio e c’è un caldo terribile mentre il mondo è nella morsa del gelo.

Sarà probabilmente questo andare al contrario rispetto a tutti gli altri, insieme al fatto che i giocatori si presentano ai nastri di partenza ancora imballati fisicamente, a far si che lo slam australe sia anche quello più ricco di sorprese e di protagonisti inattesi. Negli ultimi 13 anni in particolar modo, in ben sette edizioni c’è stato un protagonista, che alla vigilia nessuno aveva pronosticato, capace di issarsi sino in finale o addirittura di vincere.

1999: Thomas Enqvist
Nel gennaio dell’ultimo anno del secolo scorso, il numero uno era Pete Sampras, ma non partecipò al primo slam stagionale e i protagonisti più attesi erano i vari Agassi, Rafter, Henman. Uno dopo l’altra però, le prime teste di serie caddero, quasi tutte nei primi turni. Nella confusione generale si fece strada il 25enne Thoms Enqvist, allora numero 21 del ranking Atp: mise in fila Gross, Woodford, Rafter,Philippousis (in cinque set), Rosset e Lapentii, prima di inchinarsi in finale a Kafelnikov in quattro set, dopo aver vinto il primo. Nonostante Enqvist raggiunse successivamente la posizione numero 4 del ranking, quella rimase la sua unica finale slam della carriera. Il risultato migliore, dopo quell’exploit, sono stati i quarti a Wimbledon 2001.

2001: Arnaud Clement
E’ di ieri la notizia del suo probabile ritiro, quindi è bello parlare dei suoi giorni migliori. La testa di serie numero uno era Gustavo Kuerten, con Marat Safin, Sampras, Kafelnikov e Agassi in pole position per la vittoria finale. Ancora una volta, la prima settimana ed il principio della seconda, videro una moria di teste di serie, delle prime cinque solo Kafelnikov arrivò ai quarti. Clement, allora numero 15, dopo aver battuto Robredo, Martin, Federer e Rusedski superò il favoritissimo Kafelnikov in quattro set combattutissimi, prima di compiere una straordinaria rimonta di due set contro Grosjean in semifinale. Purtroppo per lui in finale arrivò anche quel mostro di Andrè Agassi, che ebbe vita facile in tre set. Dopo questo exploit, Clement ritrovò i quarti di finale in uno slam solo nel 2008, a Wimbledon.

2002: Thomas Johansson
Una delle sorprese più grandi di ogni epoca. L’anno della seconda finale slam di Marat Safin, il giorno del compleanno del russo, che esagerò con i festeggiamenti, regalando allo svedese un trofeo, che per molti aveva già scritto sopra il nome di Marat. Johansson, allora numero 16, superò di slancio Diaz, Hipfl, El Aynaoui e Voinea. Ai quarti lo scontro fratricida con Bjorkman, vinto in quattro set, prima della rimonta in semifinale contro Jiri Novak, anche lui grande sorpresa del torneo. Infine la finale, di cui abbiamo già detto, con l'incredibile vittoria in quattro set su Safin. Dopo quel titolo, “soltanto” una semifinale a Wimbledon nel 2005.

2003: Rainer Schuettler
Un’altra cavalcata niente male quella del tedesco, per molti versi paragonabile a quella di Clement, soprattutto perché si interruppe in maniera brusca allo stesso modo, contro Agassi, in una finale ancor più a senso unico. Agevolato in maniera decisiva dal ritiro di Safin al terzo turno, Schuettler mise in fila tre giocatori più blasonati e con miglior classifica, come Blake, Nalbandian e Roddick, tutti in quattro set, prima di sbattere contro il Kid. Resta il miglior risultato della sua carriera, a mio avviso non il più clamoroso, vista l’incredibile semifinale raggiunta a Wimbledon 2008.

2006: Marcos Baghdatis
Fuori dalle teste di serie, il cipriota, il tennista con il sorriso, si rivelò al mondo, giocando un tennis incredibile, toccando picchi di rendimento, che mai più avrebbe più raggiunto nel corso della sua carriera. La vittoria 7-5 al quinto set, nel secondo turno contro Stepanek, fu la svolta del suo torneo, che lo vide battere successivamente anche Roddick, prima di due vittorie incredibili al quinto set, contro Ljubicic e soprattutto contro Nalbandian, a cui recuperò due set di svantaggio. Il primo set della finale lasciò pensare al lieto fine della favola, ma Roger Federer spezzò il sogno in quattro parziali. Da allora, una semifinale a Wimbledon e una carriera attualmente in fase calante, anche se la vittoria di oggi contro Del Potro lascia ben sperare per il futuro.

2007: Fernando Gonzalez
L’anno di mano de pedra. Per lui il punto focale del torneo fu il secondo turno, quando un diciannovenne Juan Martin Del Potro, si ritirò al quinto set, dopo essere stato avanti per due set ad uno. Dopo quell’incontro il cileno mise il pilota automatico, raggiunse livelli incredibili con il suo diritto, sconfisse Blake ed umiliò Nadal e Tommy Haas. Ancora Federer nei panni del cattivo, dominò senza pietà la finale, vincendo in tre set. Mano de Pedra, tra i giocatori finora citati è stato quello che dopo l’exploit, ha mantenuto il livello più costante raggiungendo più volte i quarti negli slam ed una volta la semifinale al Roland Garros 2009.

2008: Jo Wilfried Tsonga
La cavalcata più emozionante. Cassius Jo allora era un semi-carneade, numero 38 del mondo, ma con il passare dei giorni divenne un idolo assoluto, con il suo tennis elegante e potente allo stesso tempo e soprattutto grazie al suo incredibile entusiasmo. Superò un tabellone tremendo: Murray al primo turno, Gasquet in ottavi e Youznhy in quarti. Distrusse Nadal in una delle sconfitte più pesanti mai subite dal maiorchino, che in quella semifinale, non vide letteralmente palla, surclassato dalle sportellate di Tsonga. In finale giocò alla grande, ma Novak Djokovic alla lunga la spuntò e conquistò il suo primo slam. 

Questo è il passato recente, per il futuro dobbiamo ancora attendere qualche giorno. Per il momento vi consiglio di visitare il sito dell’Australian Open Tv, che ripropone i migliori match della storia dello slam australe.
 

Luca Marrelli per TWI 

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Commento di: Stefano Ortolani - 19 Jan 2012 18:31

la pausa è troppo breve... ci vuole un calendario più breve e più tempo per allenarsi per chiunque.. figuriamoci per gli 8 che devono giocare il master o giocare in finale di coppa davis.. la sorpresa dietro l'angolo è assicurata.. tutti attenti a raonic quest'anno...

Commento di: Barza - 17 Jan 2012 14:54

Mi fa ridere che negli ultimi anni ogni exploit è stato fatto ai danni di nadal : )

Commento di: marco - 16 Jan 2012 15:52

uno slam fantastico ma nn paragonabile agli altri!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Commento di: massimiliano rini - 13 Jan 2012 18:19

il mio accostamento tra ancic e joachim comunque non era tecnico, riguardava solo il fatto che entrambi hanno visto la propria carriera prematuramente fottuta da infortuni alla spalla e altri problemi (mononucleosi grave pure per ancic per esempio)...poi ognuno ovviamente è libero di preferire uno o l'altro, ma stiamo comunque parlando di 2 ragazzi che poco più che ventenni erano top 10 e che avrebbero potuto vincere sicuramente qualcosa d'importante, non ha senso dire che uno dei 2 era degno solo di allacciare le scarpe all'altro...io personalmente preferivo ancic, lo svedese era più potente e solido, ma ancic mi emozionava di più, nel serve and volley  era praticamente perfetto, credo che avrebbe potuto anche vincere wimbledon se la salute lo avesse assistito

Commento di: marco - 13 Jan 2012 15:54

La copia scarsa di Ljubicic? Solo te Gallagher lo hai definito in questo modo. Conosci poco il tennis e i tennisti evidentemente.

Commento di: mavava - 13 Jan 2012 15:15

gallagher, apprezzo il cognome ma sei fuori strada. ancic con pimpim non c'entrava una ceppa. e tantomeno con ljubicic.

Commento di: marco - 13 Jan 2012 12:27

Punti di vista Gallagher, dissento completamente...A me ad esempio non piaceva Joachim Johansson.Ancic era un tennista molto elegante, capace di giocare a tutto campo.

Commento di: Frank Gallagher - 13 Jan 2012 11:43

A me Ancic non piaceva e secondo me è stato molto sopravvalutato per quella vittoria con federer, passando come giocatore da serve & volley, mentre era la copia scarsa di Ljubicic

Commento di: marco - 13 Jan 2012 11:08

Ma cosa stai dicendo? Neanche stessi parlando di un campione...Joahim Johansson era un buon giocatore, nulla di più. Ancic ha sconfitto Federer sull'erba di wimbledon nel 2002, è stato semifinalista sempre a Wimbledon, quarti di finale un'altra volta. E'stato numero 7 del mondo e ha vinto una Coppa Davis. Senza tutti quei problemi fisici sarebbe stato un top-ten fisso.Ma di che stai parlando Gallagher???

Commento di: Frank Gallagher - 12 Jan 2012 21:18

Ancic nemmeno le scarpe gli legava a Joachim Johansson

Commento di: massimiliano rini - 12 Jan 2012 18:43

eh si Alessandro, il povero Joachim tornò l'anno scorso per al challenger di bergamo, battendo anche andreas beck al primo turno credo,  mostrando ancora un gran servizio nonostante i tanti problemi alla schiena...ma credo che ormai sia da considerarsi definitivamente ritirato, benchè solo trentenne, una carriera sfortunata simile per certi versi a quella di ancic...

Commento di: Alessandro Boni - 12 Jan 2012 18:21

joachim l'ho visto dal vivo l'anno scorso a bergamo, perse con uno di cui non ricordo il nome..(un tedesco mi pare). beh si vedeva dalla semplicità e efficacia dei movimenti che la classe era da top ten, che spettacolo vederlo tirare i suoi dirittoni, e quel servizio sparato a 220 kmh? una meraviglia :)

Commento di: massimiliano rini - 12 Jan 2012 18:08

quella di star trek johansson fu davvero la più clamorosa...lo johansson migliore, ma più sfortunato, era joachim...

Commento di: Stefano - 12 Jan 2012 18:02

imprevedibile davvero ..

Commento di: Kvitoviano - 12 Jan 2012 18:00

oggi come oggi è l'esser così troppo vicino ad inizio anno il motivo dell'imprevedibilità...

lo posizionassero a Febbraio sorprese ce ne sarebbero poche.

Commento di: Frank Gallagher - 12 Jan 2012 16:18

Davvero incredibili alcune di queste sorprese, speriamo che anche quest'anno venga fuori un nome nuovo


Ci sono [16 commenti]

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