(1) Novak Djokovic b (4) Andy Murray 6-4 3-6 6-7 6-1 7-5 in 4 ore e 50minuti
"C'era una volta un vincente", o forse, probabilmente, non c'è mai stato. Scusate, questo dovrebbe essere il giorno dell'idolatria serba: alla fine Novak Djokovic porta a casa il match e con lui anche la quinta finale negli ultimi sei Slam giocati, qualcosa vorrà dire. Conduce avanti, per 4 ore e 50minuti, una partita agonizzante, sofferente, riuscendo comunque a portarla a casa. Allora ci si chiede chi fosse lo spauracchio dall'altro lato della rete, tirando un sospiro di sollievo nello scorgere Andy Murray. Ecco, ti rendi conto che l'incipit di cui sopra ha forse un senso.
Questo sarebbe stato quello che avrei scritto se Murray avesse perso. Ah, scusate, faccio pubblica ammenda. Murray è stato effettivamente non in grado di portare a casa una partita in cui le occasioni che non è riuscito a sfruttare sono ben superiori alle donne di Rocco Siffredi. Ti domandi come sia possibile, alla fine il bimbo di Dunblane è pur sempre al numero 4 del mondo. Ti rispondi che probabilmente i piani alti sono da vertigini, nonostante tenga per una mano quella della madre Judy e per l'altra quella di Ivan Lendl; proprio Ivan, neanche il nuovo coach è riuscito a modellare, seppur in poco tempo, quel labor limae di cui Murray necessita per il definitivo salto di qualità. "Gabbiano, prendi il volo!" è un richiamo al quale Murray non vuole dar seguito.
Questa è l’undicesima volta che i due si affrontano, la seconda consecutiva a calcare questi campi. L’anno scorso, il match tra i due ragazzi la cui data di nascita dista di una sola settimana decretò l’inizio dell’ascesa del serbo, capace, dopo aver annichilito in tre set Federer in semifinale, di far man bassa della pochezza di Murray, inerme di fronte ad un massacro che portò nella camera dei trofei di Nole il primo dei tre Slam che vinse quell’anno.
A tirar le somme, è lui che merita il titolo delle prime pagine dei giornali, ancor più dispregiativo per quello che ha buttato alle ortiche. Le occasioni sciupate non si contano: Djokovic è spettatore passivo del Murraycidio; lo scozzese mette in atto tutto il necessario. La linea di fondo del tappeto della Rod Laver Arena sarà stata onorata ad esser calcata dai piedi di Murray: mai Andy era stato così propositivo su questi campi, protratto in avanti alla ricerca del punto; di solito chi aveva familiarità con il viso del buon figlio di Judy erano i teloni e qualche giudice di campo, rattristiti nel sentirsi raccontare “i dolori del giovane Murray” che spiegavano come non vincere uno Slam giocando in quel modo. Tecnicamente non discutibile, la cura Lendl ha portato validi prospetti su cui lavorare. Nonostante questo imperversa discontinuità su Melbourne: la partita non è per nulla interessante, almeno pari a quello che ci si aspetta leggendo nella brochure del torneo i loro due nomi.
Djokovic è in profonda difficoltà sulla diagonale di rovescio a lui congeniale ma riesce a far girare la manovella del servizio e quella del dritto; Murray appare in splendida forma atletica e fisica. I presupposti ci sono tutti per una partita da cardiopalma, peccato che sia così solo per l'attesa e non per il gioco espresso. Le statistiche a fine partita sono impietose per entrambi, che si facessero un esame di coscienza, soprattutto Novak, impegnato domenica in un interrogazione per niente semplice. Vengono messi a segno 18 break su 50 palle break concesse, un'enormità. I due chiudono con un deficit non indifferente tra unforced e winners (69-49 per il serbo, 86-47 per lo scozzese).
E dire che entrambi erano arrivati con le scarpe lustrate a questo grande appuntamento. Murray aveva destato un'ottima impressione, eccezion fatta per il primo set del torneo, perso contro Ryan Harrison, per giunta l'unico prima di oggi. Djokovic era apparso disarmante nella prima settimana, con 10 giochi concessi nei primi tre match e un po' fiacco nella seconda, dopo aver ceduto un set con Hewitt ed aver agonizzato con Ferrer. E' pur sempre però il numero 1 del mondo, capace di issarsi e risalire la china.
Entrambi sbagliano tanto e, pur con i piedi dentro al campo, Murray non riesce a far male, portando a casa 3 vincenti a fronte di 17 errori. Dall’altro lato stonano i 5 vincenti e 12 errori del serbo, che però riesce ad incidere maggiormente sul servizio (fattore in cui lo scozzese è assente, avendo vinto appena il 42% con la prima e il 33% con la seconda). Insomma, dopo aver sciorinato queste statistiche, vorrete sapere l’esito del set. Non è ovvio? Allora lo spiego: Murray conduce il gioco ma magicamente si trova sotto 3-1, decide allora di riappropriarsi del break, conscio di star conducendo la partita, ma non consapevole di riperderlo al turno successivo e di non riuscire più a metterci le mani, per il 6-3 finale che consegna il parziale al numero 1 del mondo.
Il secondo set non che inizi diversamente, con un break a favore di Nole, trepidante sotto la sua curva. Questa volta è come la precedente, è Murray a spingere da dietro, il nativo di Belgrado arranca ma riesce a sopravvivere. Come insegna ogni buon manuale di guerra, all’avversario bisogna sferrare il colpo di grazia; probabile che a Dunblane e dintorni questo manuale non sia pervenuto, con Murray quindi ignoto sul cosa fare nel vedere l’avversario agonizzante. Avrà letto però come riprendersi, considerata la striscia di 4 giochi consecutivi che mette a segno, portandosi sul 4-2 e servizio. Probabilmente però quel manuale si necessitava ed era auspicabile portarlo dietro: prima un errore di dritto comodo da metà campo, poi un doppio fallo danno a Djokovic la possibilità di rientrare. Il serbo, con lo slogan “cca nisciun è fess”, senza muover dito, approfitta degli errori dello scozzese per rientrare nel match e fermare l’emorragia che l’aveva visto perdere tre giochi consecutivi. La partita indecifrabile continua però, con il serbo nelle vesti del martire, a cedere di nuovo il servizio e dare al numero 4 del mondo la possibilità di servire per il secondo parziale, al termine di un game titanico, con due scambi che hanno fatto registrare, complessivamente, 69 colpi. Fortunatamente gli spettatori possono esser tranquilli: nonostante debba annullare due palle break sul 15-40, Murray sfrutta un Djokovic visibilmente pallido in volto e con forti fatiche a respirare per portare a casa il parziale per 6-3.
Destano preoccupazione le condizioni di Nole, visibilmente affaticato come nel secondo set che l’aveva visto comunque prevalere contro Ferrer durante i quarti di finale. Problemi di questo tipo rendono Djokovic un giocatore da chop (4 quelli che usa nel primo game del terzo set), ma ugualmente combattivo, tanto da portare a casa l’inizio di terzo set dopo un agonizzante game durato 18 minuti, in cui è costretto ad annullare 5 palle break a Murray. Stesso copione si legge anche nei successivi turni di battuta del serbo, stoico e sofferente nei suoi turni di servizio ma reo confesso di un agonismo esasperato che gli permette di rimanere in partita. A Murray molte delle colpe di non aver concretizzato nessuna delle occasioni capitategli. Nonostante infatti la crescita dell’allievo di Ivan Lendl sia ormai palpabile, manca il colpo da infliggere all’avversario: 30 vincenti costituiscono un bottino superiore di più di 10 unità rispetto a quelle del serbo e gli errori sono di poco superiori, a dimostrazione di un Andy propositivo ma poco concreto. E quasi c’era riuscito a perdere il set, annullando complessivamente 3 palle break sul 5-4 in suo sfavore ad un Nole boccheggiante. Attenzione, forse è la volta buona: finalmente Murray, a bordo della sua cabrio, riesce a destreggiarsi dalle numerose vetture che in precedenza gli avevano evitato di compiere il sorpasso e mette la freccia per portarsi avanti in corsia di 6-5 e servizio. E’ finita? Non ditelo, l’allievo di Vajda si aggrappa al set e lo porta a tie-break. Murray è impietrito sulle occasioni che gli capitano, pur spingendo esce il più delle volte fuori giri. Il tiebreak del terzo è un supplizio in cui Murray riesce a metter la testa avanti e a prevalere per 7 punti a 4.
Sciaguratamente lo scozzese decide di porre un pietoso velo sul quarto set, dominato da Djokovic che opera tre break e lo porta a casa per 6-1. Il quinto è l'apoteosi del Murraycidio: un set thriller in cui mi è parso di tornare indietro di pressapoco un millennio, in cui la plebe si riuniva al Colosseo sotto l'inno "panem et circenses" aspettando l'agognata morte del Gladiatore di turno. Djokovic scappa via sul 5-3 e servizio; Murray a quel punto inorgoglisce il non-vincitore di Wimbledon che gli funge da coach operando un maestoso break a zero e procurandosi tre palle break poi sul 5-5. Mister Sciupone manda però all'aria tutto ciò che gli capita e non solo perde il servizio, ma spiega le ali degli errori consegnando gioco, set, partita e incontro appena nel game successivo.
Andy Murray palesa tutti i limiti che, di questo passo, lo faranno entrare, senza alcuna remore, nel novero dei più grandi "secondi" della storia. Qualcuno potrebbe obiettare tutto ciò, alla fine è pur sempre una posizione di prestigio. Non quando ti chiami Murray, con una propensione repellente però verso la vittoria e un'idiosincrasia verso i momenti importanti. E' su quelli che oggi il piccolo figlio ha perso la partita, un match che ha dominato per alcuni tratti e ha perso.
Ricordate quel buon mattacchione di Rocky nell'ultima scena del primo film? Ecco, in una riedizione con racchette, Murray sarebbe rimasto a terra, non avrebbe trovato pori di energia per rialzarsi. Il suo non è un problema tecnico, oggi ha dimostrato in più frangenti di poter competere ad armi pari con chi lo precede. Sono sempre i soliti cavilli della testa a far la differenza, quelli che ieri hanno condannato Federer con Nadal, quelli che condannano lo spagnolo con il serbo. Murray ha questo problema, che oggi, nelle fasi finali del quinto set, si è palesato ancora più del dovuto. Il problema è in essere e forse neanche la cura Lendl porterà i risultati sperati, affinchè possa non esser definito più come l'eterno secondo.
E Djokovic? Viene quasi dimenticato il serbo, quasi assuefatti da una vittoria che si sapeva nell'inconscio avrebbe portato a casa. Spinge poco il serbo ma lo fa nei momenti importanti, gioca bene, attacca ed è preciso. Il rovescio non gli gira come vorrebbe ma ha in serbo tante soluzioni per far girare la partita. Soprattutto spinge però su ciò che di debole ha l'avversario: la tenuta mentale. E lì che costruisce 5 ore di lavoro interminabile, di passi uno sull'altro e di piccoli mattoncini a sovrapporsi. In questa partita, se mai si può individuare un suo merito, è quello d'aver digrignato i denti, d'aver braccato Murray per le caviglie per impedirgli un touch-down. Alla fine lo scozzese non ce l'ha fatta, è dovuto capitolare.
E domenica ci aspetta un atto imperdibile (per il terzo Slam di fila) della saga tra i due, chi sarà a prevalere?
è inutile, Nole ha 1 marcia in + ! grande Djokovic ancora 1 volta hai confermato di essere il numero 1
grande noleeeeeeeee
Murray non ha giocato per niente male, anzi secondo me ha avuto anche delle possibilità di vincere il match come sulla palla break di un possibile 2-2, 6-5 Murray, così lo scozzese avrebbe potuto servire per il match. Muray è un buon giocatore, però vincere contro Djokovic è tosta.. Spero sarà una bella finale domenica!
Era scontato come risultato, anche se Murray non ha giocato male, anzi, l'ho trovato migliorato! Come ha già detto Roger in un'intervista, ci vorrà qualche tempo per un risultato concreto di questa nuova unione con Lendl, ma qualcosa già c'è!
Ho visto ora il video postato sulla baretta..curioso..non capisco perchè faccia di tutto per coprire quello che fa!
Non credo comunque che si vada a dopare davanti a milioni di persone; quello al limite se dovesse proprio farlo probabilmente lo farebbe in una parte dove non ci sono telecamere (e magari prima di scendere in campo)
Infine la partita, sicuramente emozionante per l'intensità, non fa altro che confermare la tendenza (degli organizzatori dei tornei, e dell'Atp in primis) di favorire un tipo di tennis votato all'estrema fisicità (non intendo però dire che questi giocatori non siano tecnici, sia ben chiaro)
a questi livelli il controllo anti doping è all'uscita del campo, quindi non sono così fessi ma anche vili da abusarne.............direi a tutti i nadaliani di stare calmini....
Il video di Djoko che prende qualcosa e si copre con la salvietta sta girando velocemente. Per me sono solo integratori. Non ci credo e non voglio credere che si oltrepassi il limite.
Pratica Murray archiviata con successo.. anche questa stagione promette bene per Nole, anche se Murray resta comunque da non sottovalutare!
domenica mattina ditemi cosa dice wilander così spengo e leggo dopo
ma siamo sicuri che sia murray ad aver mancato più occasioni solo per aver avuto 3 break points sul 5-5 nel quinto set?! e quello che è successo prima? non è stato forse djokovic ad aver avuto 3 set points sul 5-4 nel secondo set? non poteva quindi magare finire 63 36 64 61 per lui in 4 set? non è stato forse djokovic quello che era avanti 5-2 e 40 pari nel quinto set? non poteva quindi djokovic vincere 6-2 o 6-3 nel quinto, evitando che poi si giocassero quei drammatici games finali?
ho infatti detto che "magari non sarà così" ma ad oggi questo è quello che è successo e ho seguito in TV...che poi l'anno scorso Nadal abbia perso tutte le finali con Nole è un dato di fatto... e che il grande slam sia mancato a Djokovic per una magistrale semifinale a Parigi con Federer è noto da tutti...
Certo il fattore psicologico è fondamentale in questo sport più di altri ma ciò a cui facevo riferiemento era la differenza di preparazione fisica che è evidente tra i due!!
...comunque "la dura realtà" sarà data dal campo e non dalle mie o dalle tue supposizioni o ipotesii!!!
buona partita!!
Alla fine ha vinto Djokovic, anche se io ho sperato fino alla fine che Murray potesse farcela. Sono rimasto impressionato pero' dal nuovo atteggiamento dello scozzese, Lendl ha gia' fatto un buon lavoro. Perdere al quinto set per 7 giochi a 5 e' la dimostrazione di questo nuovo corso.
Ragazzi, comunque wilander ha colpito ancora: nell'intervista pre-match ha detto che avrebbe vinto Murray...
Caro orazio, temo che la tua bella retorica andrà a sbattere contro la dura realtà dei fatti quando Nadal perderà da Nole, proprio come Federer ha perso - malgrado tutti i presupposti potenzialmente a suo favore - contro Nadal. Il discorso del "rendersi conto che..." (e quindi del superare lo scoglio mentale) è più facile nelle parole che nei fatti. Staremo a vedere.
mi dispiace dirlo..ma in questo torneo l'unico ad essere veramente in forma è Nadal!!
Djokovic sono 2 partite che si appoggia alla racchetta come la nonnina al bastone della vecchiaia!!
Credo che se servirà come ha fatto oggi non abbia change contro Nadal!
contro Federer che ha un servizio più solido e vario è riuscito a breccarlo almeno 1/2 volte a set e a salvare punti impossibili!!
Se cancella i fantasmi del passato e guarda in faccia il nuovo nole si accorgerà che è nettamente superiore fisicamente e più solido al servizio.
Magari non sarà così ma credo che in 4 set possa vincere questo torneo...ma solo domenica avremo una reale risposta!!
buona finale!!
Ha ragione @Kvitoviano questa caccia alle streghe non certo fa bene allo sport in generale ... su questo tema noi possiamo fare supposizioni ma non possiamo addentrarci in questioni che fanno perdere di credibilità al nostro sport perchè basate su cose alquanto ridicole!io seguo uno sport come il ciclismo dove il doping l'ha fatta da padrone per anni e dove alla minima impresa gli adetti ai lavori avevano già vistosi sospetti il più delle volte rivelati corretti.Oggi il ciclismo ha adottato tecniche sorpendenti in materia antidoping rendendo gli atleti prima di tutto schiavi WADA come giusto sia perchè hanno capito che solo in questo modo si poteva ridare credibilità ad uno sport ormai martoriato!Il problema è che la ricerca del Doping va di pari passo a quella sull'antidoping ed esistono laboratori che ogni giorno lavorano pre creare nuove sostanze(tipo il CERA-Epo di terza generazione)difficili da individuare attraverso normali controlli sangue/urine.Cosa possiamo fare?Sperare che non esista nessun circolo vizioso ma rimanere con gli occhi aperti:grandi prestazioni fisiche e recuperi veloci possono essere molto sospetti ma affidiamo alla fiducia di chi deve controlare il verdetto!
anche nel calcio si sa che sono tutte vendute, ma è bello. non riesco a smettere di guardarlo, sono masochista
si vabbeh se ne andava negli spogliatoti se doveva faer una cosa del genere...
comunque trovo parecchio patetica sta caccia al dopato.
che cacchio vedete a fare allora uno sport in cui ci stanno dopati e la cosa è saputa e protetta? un pò di amor proprio nn guasterebbe...
si ma non si nascondeva dietro l'asciugamano murray, non ho capito che aveva da nascondere, la marca della barretta?
aiuto...
scusa mavava, ma allo stesso modo murray dovrebbe spiegarci quelle 300mila polverine che lendl gli ha messo nella bottiglia...
tanto ora gli fanno l'antidoping...sarebbe un coglione a mettersi in bocca roba dopante durante il match, non credi?
Allora da una parte sono felice per CyberNole perchè la sua vittoria probabilmente frantumerà l'Happy Ending disneyano che Nadal si è costruito in questo Slam.Da una parte Murray che voi avete accostato a Werther mi sembra che a differenza del protagonista del romanzo di Goethe la maggior parte dei suoi problemi se li provochi lui e non la realtà circostante!Qui il colpaccio era ampiamente alla sua portata e essuno lo può negare ma come sempre ha mollato da solo e impassibile sotto i colpi dell'avversario.Il crollo è tutto psicologico perchè nel quinto c'è stata la reazione che sembrava aver dimostrato che lo scozzese stesse cambiando anche sotto questo aspetto ma le due palle break sciupate sul 5 pari pesano come un macigno!
Mah, Domenico, secondo me invece Murray non avrebbe potuto vincere la finale contro Nadal...ma sono tutte disquisizioni teoriche, non lo sapremo mai!
A tratti ha giocato davvero bene, ma in altri s'è sciolto come burro nel forno...mi sa che il vecchio Ivan ha ancora tanto da lavorare...
federer: nadal=murray:djokovic.
cmq dovrebbe spiegarci la barretta sotto l'asciugamano nole.
Luigi, "Murray è stato effettivamente non in grado di portare a casa una partita in cui le occasioni che non è riuscito a sfruttare sono ben superiori alle donne di Rocco Siffredi"
Immagine davvero straordinaria per rendere l'idea di cosa ha buttato al vento lo scozzese!!! ;-)))))
Murray ha comunque giocato non male.
Purtroppo non ha saputo coniugare in modo vincente il 5° set....forse se avesse realizzato a suo favore due momenti topici del match ....il risultato sarebbe stato diverso
Se uno di quelle 3 palle break le avesse realizzate...ora sarebbe lui in finale e potrebbe avere la concreta possibilità di vincere il suo primo Slam.
Peccato.
ma comunque in questo torneo ho visto un Murray migliorato. Spero che sia davvero così anche nel proseguio della stagione.
Murray, a differenza degli altri big, sa adattarsi bene su tutte le superfici e quindi per me quest'anno riuscirà a vincere parecchio e anche uno slam